Inferno a Firenze. Parlano Ron Howard, Tom Hanks, Dan Brown e il cast

Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze ha ospitato stamattina il cast. Oltre al regista, il protagonista e lo scrittore ci sono stati anche Felicity Jones, Omar Sy e Irrfan Khan

Il cast di Inferno torna sul set fiorentino. Quasi al completo. Con Ron Howard e il protagonista Tom Hanks (per la terza volta nei panni del professore di simbologia Robert Langdon dopo Il Codice Da Vinci e Angeli e demoni) ci sono anche lo scrittore Dan Brown e gli altri personaggi Felicity Jones, Irrfan Khan e Omar Sy. Dal set all’incontro con la stampa. Nell’imponente salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio in mezzo agli affreschi che Giorgio Vasari dipinse con i suoi aiutanti per celebrare i successi militari di Cosimo I su Pisa e Siena. Tom Hanks è come ipnotizzato, quasi catturato da quei dipinti. Li guarda prima dell’incontro e alla fine sale in cattedra. Come un esperto d’arte che si è sovrapposto al professor Langdon e li spiega.

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inferno-attesa-a-palazzo-vecchioFirenze riveste un ruolo fondamentale in Inferno. Per Ron Howard “è un luogo di mistero e straordinaria bellezza. È un personaggio già a partire dal libro ed è impossibile trovare un’immagine brutta da inquadrare”. E Dan Brown approfitta dell’occasione per ringraziare anche tutti gli accademici che lo hanno aiutato a scrivere il libro. Il cineasta statunitense poi parla di Dante e del suo Inferno nella Divina Commedia: “Il poema di Dante era già visivamente potente. Mi sembrava che  già  una spiegazione per tutti i film dell’orrore che sono stati fatti. Ci ha dato una visione culturale e politica. E il modo in cui quelle idee sono sopravvissute fino ad oggi è ciò che mi sorprende maggiormente. Se Dante mi avesse messo in uno dei suoi gironi, io sarei quello che cerca di realizzarsi appieno e non ci riesce mai…”. Si aggiunge anche Tom Hanks sottolineando come Dante sia attualissimo anche oggi: “Dante ci ha descritto un luogo molto specifico. Noi, nel mondo reale, stiamo creando il suo inferno. L’ambiente è a rischio, molte popolazioni sono sotto schiavitù. Il pericolo più grosso è l’ignoranza e come la gente l’abbraccia. La conoscenza del mondo avviene grazie all’intelletto. Ogni sembriamo di fronte a un bivio. Sappiamo quello che è successo in Medio Oriente negli ultimi cinque anni,  con Paesi che risolvono in maniera semplicistica delle situazioni piuttosto complesse”.

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inferno-ron-howard-irrfan-khanDan Brown poi si sofferma su come ha avuto origine il romanzo:Inferno è il risultato di una statistica che mi è capitata un po’ di tempo fa. Negli ultimi 80 anni la popolazione è triplicata e per gli ambientalisti questo è uno dei principali problemi. Vedere il film mi ha permesso di affrontare il tema sotto un’altra angolazione. Se poi Ron avesse filmato ogni scena del romanzo, il film durerebbe 35 anni”. E lo scrittore parla anche del suo personale ‘inferno’: “Scrivere un romanzo che non finisce mai”. Per Ron Howard “è quello che si scatena nella testa di Robert Langdon”.

I protagonisti parlano della loro esperienza. Felicity Jones ricorda che:  “il film si svolge in diversi continenti, in diverse lingue e quello rappresentato è un mondo che, grazie alla tecnologia, sta diventando sempre più piccolo e vicino”. E dell’esperienza in città: “Abbiamo corso molto per le strade di Firenze”. E Omar Sy: “Di solito interpreto personaggi più comici. È la prima volta che ho dovuto fare un ruolo così cupo e ho inferno-tom-hanks-e-felicity-jonesdovuto anche cambiare l’uso della voce”. Per entrare nel cuore della storia Irrfan Khan ha dovuto oltrepassare la voluminosità del romanzo: “Anche se avevo letto il libro, ho avuto bisogno di una sinossi per mettere meglio a fuoco i vai aspetti della storia”. Infine chiude Tom Hanks sulla possibilità di interpretare un altro personaggio al posto del Professor Langdon, magari un cattivo: “Non potrei mai far la parte del duro. Come potrei essere convincente con questa faccia e questa voce? Dan mi ha regalato un personaggio curioso, con una chiara opinione”.

Per Ron Howard quella di Inferno è un’altra tappa di un percorso cinematografico che dura praticamente da sempre: “Quando ero giovane, anzi piccolo, ho sempre fatto parte di questo mondo. E’ un viaggio senza fine, un’opportunità di comprendere meglio il mondo. Ci si interagisce in maniera diversa in ogni singolo progetto”.

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