inizioPartita. Berserk and the Band of the Hawk (PS4) – La recensione

Nel gioco “Berserk and the Band of the Hawk” per PS4, in vendita in questo periodo, voi interpreterete il truculento Gatsu, armato della sua possente “Ammazzadraghi”!

Siete nati nel medioevo fantasy del regno di Midland, da una donna morta, impiccata ad un albero; vostra madre adottiva era la compagna di un capitano di ventura, tale Gambino, ed è morta anch’ella – di peste – quando eravate ancora in età infantile. Gambino ha tentato di sbarazzarsi di voi, vendendovi ad un compagno d’armi come oggetto sessuale, e vi è stata fatta violenza. Ma poi avete ucciso il vostro aguzzino, quasi senza volerlo. Siete scappati, per sfuggire ai mercenari della sua banda, e vi siete uniti ad altri guerrieri in cerca di fortuna. Avete combattuto molte battaglie e sconfitto Bazooso, un noto tagliagole, incassando la sua taglia. Poi, per fortuna o sfortuna, – a seconda di come la si voglia vedere – la vostra strada si è incrociata con quella della “Squadra dei Falchi”, capitanata da Grifis.

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Quest’ultimo, riconoscendo il vostro valore guerriero, vi ha preso nella propria compagnia e, da lì in avanti, è stato un continuo susseguirsi di successi bellici, che hanno portato i Falchi ad essere arruolati nell’esercito regolare del regno come squadra d’assalto, ad assumere un sempre maggior peso politico ed, infine, a gloriarsi della riconquista dell’inespugnabile fortezza di Dordrey, ponendo fine alla guerra tra Midland e la terra di Tuder.

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Ma voi vi sentivate prigionieri di un destino che non avevate scelto: avete quindi deciso di abbandonare i Falchi, in cerca della vostra identità.
Durante la vostra assenza, Grifis ha mirato troppo in alto, cercando di concupire la principessa Charlotte; consumato con lei un rapporto carnale, è stato scoperto dal Re che lo ha fatto imprigionare e torturare, oltretutto ordinando nel contempo lo sterminio dell’intera compagnia dei vostri ex-commilitoni. Alcuni sono morti subito, altri sono riusciti a scampare alla persecuzione, e voi li avete re-incontrati, decidendo di aiutarli nel tentativo di liberare il vostro ex-comandante caduto in disgrazia… e ci siete pure riusciti.

Ma Grifis è stato segnato dalle torture: era ridotto ad una larva d’uomo scarnificata, con i tendini lacerati e con la lingua tagliata. Non si riteneva degno di vivere in tali condizioni: e ha deciso, perciò, di suicidarsi. E qui comincia la parte più oscura della vostra storia.

Grifis è in possesso di un amuleto, un ciondolo che tiene appeso al collo, chiamato il “Bejelit scarlatto”, o anche “l’uovo del re conquistatore”: questo oggetto ha la forma di un piccolo “ovetto” rosso, con sopra un volto deforme, nel quale gli occhi, la bocca e il naso sono posti alla rinfusa, come in un quadro di Picasso del periodo cubista. Si tratta di un potente artefatto magico, in grado di aprire un varco tra la nostra realtà ed una specie di mondo demoniaco. Il tentativo di suicidio di Grifis lo “attiva” e così, durante un’eclissi, viene evocata la “Mano di Dio”, una specie di congrega di potenti entità demoniache, le quali propongono all’ex-comandante dei Falchi di risorgere a nuova vita, come loro quinto membro, ottenendo poteri sovraumani in cambio del sacrificio della cosa a cui tiene di più… cioè la propria compagnia di ventura.

Grifis accetta, e risorge come arcidemonio, prendendo il nome di Phemt. Ma si apre una mattanza mostruosa, messa in atto da spiriti e demoni evocati dal Bejelit, che uccidono tutti i membri restanti della compagnia (…proprio coloro che avevano insulsamente messo a rischio le proprie vite per liberare il comandante cui erano legati da profondo rispetto).

Voi vi salvate… per modo di dire…
In effetti, ci rimettete un occhio, un braccio e la vostra donna, che viene violentata da Phemt.

Persino il vostro figlio, che ella porta in grembo, viene contaminato dall’”ondata demoniaca” e nasce come mostro.

Da quel momento, carichi di un odio sovrannaturale che vi impedisce di provare rimorsi, giurate vendetta contro Phemt, la Mano di Dio e tutti gli indemoniati che si accompagnano a loro.

Berserk and the Band of the Hawk (PS4)

Berserk and the Band of the Hawk (PS4)

Questo è l’antefatto della trama di Berserk, un manga scritto e illustrato dal fervido autore giapponese Kentarō Miura. Nel gioco che trae ispirazione da questo fumetto nipponico, intitolato “Berserk and the Band of the Hawk”, in vendita in questo periodo per piattaforma PS4, voi verrete calati nelle spoglie di Gatsu (o Guts, se preferite la traslitterazione utilizzata per l’anime, passato a suo tempo su Italia 1 in orario notturno), il protagonista, la cui triste vicenda vi abbiamo accennato per sommi capi in precedenza, armato della sua possente “Ammazzadraghi” (…volendo usare un eufemismo che potrebbe costarci l’apprezzamento dei fan della saga, potremmo forse definire quest’ultima come una spada massiccia e fuori misura).

Essenzialmente, il titolo ha uno svolgimento alla “Dynasty Warriors”, con il main-character in grado di falciare senza pietà intere orde di avversari in un sanguinolento tripudio di macellazioni guerresche. Si usano attacchi rapidi (micidiali) e lenti (oltremodo devastanti) in una successione che attiverà combo spettacolose, destinate ai poveri cristi controllati dall’IA del gioco: per loro non ci sarà scampo.

Gatsu in azione: falciare i nemici con la sua "Ammazzadraghi" è la sua specialità...

Gatsu in azione: falciare i nemici con la sua “Ammazzadraghi” è la sua specialità…

Per ogni nemico sventrato, il gameplay rilascerà in premio delle “anime perdute” che serviranno a saturare una specifica energy-bar collegata al “death blow”, un colpo potentissimo in grado di spostare a favore del giocatore l’equilibrio degli scontri con i vari boss che gli si pareranno d’innanzi.

È anche possibile sbloccare diversi comprimari della trama originale, tra cui, ad esempio, Caska (…la letale donna di Gatsu), Rickert (un commilitone del protagonista) e lo stesso Grifis (…conosciuto anche come Griffith, per via delle solite traslitterazioni incoerenti dal giapponese).

La qualità grafica non è probabilmente quella che ci si aspetterebbe da un titolo adatto all’ormai matura PS4, forse a causa di uno sviluppo multipiattaforma che ha privilegiato la portabilità su diverse console, ma è comunque soddisfacente. Oltretutto, lo storyplay è infarcito di numerosissime clip-video prese a viva forza dall’anime, per meglio catturare la passione degli aficionados più accaniti.

In definitiva, ci troviamo di fronte ad una release si truculenta, ma non per scelta artistica o per fideistica approvazione del lavoro del Miura. Sotto sotto è il solito “impacchettamento sornione”, pensato apposta per far presa sul pubblico ammirato della nota serie manga e anime. Non che ci sia qualcosa di male, visto comunque il discreto risultato finale.

Permane tuttavia il dubbio che, con un poco più di impegno, si sarebbe potuto realizzare un prodotto nel complesso migliore.

 

Requisiti PS4:
– Da utilizzarsi con (consigliato): PlayStation 4 Pro (1 TB)
– Dispositivo di controllo: DualShock 4 Wireless Controller
Voto: 79/100
Tipologia: Azione / Combattimenti / Hack & Slash / Elementi di Role Play / Horror / Pulp / Contenuti adulti
Produttore: Koei Tecmo
Sviluppatore: Omega Force (divisione di Koei Tecmo)
Distributore: Koei Tecmo

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