inizioPartita. Cube World – Tante Facce Una Sola Razza! (PC) – La recensione

Chi ha mai detto che i videogiochi debbano per forza rappresentare solo un passatempo? Lasciando per il momento da parte la diatriba tra chi li considera un nuovo tipo di espressione artistica, e chi continua ad etichettarli come una infantile categoria di prodotti ludici commerciali, prendiamo in esame quella che è una delle loro caratteristiche salienti: la capacità di catturare l’attenzione nei più giovani, potendo nel contempo veicolare i concetti più disparati.

I videogame si possono pertanto effettivamente prestare anche ad essere utilizzati per fini scolastici e/o genericamente educativi. Generalmente, le produzioni videoludiche che si pongono questi obiettivi vengono idealmente raggruppate nel cosiddetto filone “edutainment”, un neologismo che serve a spiegare la mescolanza tra “educazione” ed “entertainment” (…cioè intrattenimento), e vengono definite “edugame” (…in pratica, videogame educativi). Obiettivo degli edugame è promuovere, informare, sensibilizzare e – se raggiungono lo scopo – educare il giocatore rispetto alle tematiche più diverse; un giocatore che, generalmente, faccia parte di un target giovanile, e che abbia un naturale interesse per i videogiochi e le nuove tecnologie.

Il movimento di Resistenza Cubica ha inviato i suoi migliori campioni contro l'orda di scheletri viventi proveniente da Grigivm!

Il movimento di Resistenza Cubica ha inviato i suoi migliori campioni contro l’orda di scheletri viventi proveniente da Grigivm!

Cube World – Tante Facce Una Sola Razza! nasce dal progetto educativo “videogioco contro il razzismo”. Da questo progetto, propugnato dal CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli) e dalla Regione Lazio, ha preso forma un videogame appartenente al filone edutainment, attraverso le idee dello sviluppatore software AccessPoint Cooperativa Sociale Onlus e la collaborazione fattiva degli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale Winckelmann di Roma (…ci hanno giocato oltre 200 ragazzi e ragazze con grande soddisfazione).

La trama del gioco è semplice e lineare. Nella costellazione dell’Unicorno, a circa venti anni luce dal nostro pianeta, esiste un sistema stellare binario formato da una stella nana rossa, che viene anche chiamata stella di Scholz, e da una stella nana bruna, più piccola e senza nome, che danzano in cerchio intorno a un comune centro di gravità. Gli astronomi terrestri ancora non lo sanno, ma questo sistema stellare possiede ben cinque pianeti di cui due abitati. Il più rigoglioso e florido dei due si chiama Arcobal, ma viene anche detto dai suoi abitanti “Cube World”, cioè “Mondo Cubo”, proprio perché ha quella forma, invece di essere una sfera come la Terra.
I suoi abitanti, gli arcoballiani, si distinguono tra di loro solo per il colore della pelle, che può essere rosso, verde o blu. Non ci sono altre differenze, né di intelligenza, né di abilità fisiche.

Eppure, questa singola insignificante caratteristica fisica distintiva ha sempre causato in passato gravi problemi, perché la gente di Arcobal tendeva a dividersi in base al colore della pelle in tre grandi gruppi, molto spesso scioccamente in lotta tra di loro. Approfittando di un periodo di guerre tra questi tre gruppi della popolazione di Arcobal, il malvagio Kibur II° detto “l’ossificatore”, discusso leader del pianeta Grigivm (l’altro pianeta abitato dello stesso sistema stellare), ha deciso di intraprendere una campagna di conquista per impadronirsi delle ricchezze naturali del Mondo Cubo, per “rimpolpare” le risorse del proprio pianeta, impoverite da secoli di sfruttamento portato avanti dai suoi avidi abitanti. È quindi sbarcato in forze su Arcobal, con la sua armata di scheletri viventi, vincendo in breve tempo ogni resistenza dei poveri arcoballiani. Quest’ultimi sono stati presto ridotti in schiavitù.
Ultimamente, però, tra gli abitanti del Mondo Cubo si è fatta largo la speranza di poter liberare il proprio pianeta dal terribile invasore, assieme alla consapevolezza di dover superare una volta per tutte la sciocca divisione in base al colore della pelle. Ecco quindi che i tre campioni più forti del movimento di Resistenza Cubica, Red, Blue e Green, decidono di dar battaglia a Kibur II° ed ai suoi sgherri.

Il compito del giocatore sarà quello di guidare i tre campioni cubici nel percorso pieno di insidie che li porterà a liberare altri compatrioti e a sconfiggere l’esercito di Kibur II°. Nel farlo, essi scopriranno insieme quanto sia forte il potere dell’amicizia, capace di superare tutte le differenze, compreso il colore della pelle.

Naturalmente, questa “lezioncina morale”, una volta interiorizzata attraverso il gioco (…che punta molto a far percepire come una forma di ricchezza culturale la coesione nella molteplicità delle differenti sfaccettature dell’umanità), dovrebbe avere un proficuo impatto comportamentale anche sul player, consentendogli di evincere quanto siano subdole e sciocche le convinzioni di superiorità basate sul concetto di razza e raggiungendo lo scopo educativo ultimo di questa produzione videoludica (…e del progetto “videogioco contro il razzismo”).

Il gameplay è semplice, ma allo stesso tempo efficace nel raggiungere l’obiettivo proposto dal fine educativo della produzione.
Il player controlla “contemporaneamente” tre arcoballiani (i campioni Red, Blue e Green), per condurli attraverso alcuni labirintici percorsi disseminati di presenze ostili: quando scriviamo “contemporaneamente”, intendiamo che i comandi premuti dal gamer sulla tastiera hanno effetto nello stesso momento su tutti e tre gli eroi dell’avventura, con risultati talvolta esilaranti, dato che gli stessi si muovono in parallelo su tre differenti tracciati, caratterizzati da ostacoli differenti. In questo senso, un innocuo comando, impartito dal gamer per far avanzare uno dei tre campioni su di un tratto di percorso privo di evidenti inconvenienti, può rivelarsi problematico, se non fatale, per uno qualsiasi degli altri due, che magari, spinto da quello stesso comando, si troverà a fronteggiare un nemico inatteso, o ad essere spinto in un’infida trappola da dungeon.

Per proseguire nel gioco è quindi richiesta una certa prontezza di riflessi, unita alla capacità di armonizzare le azioni compiute dai tre arcoballiani (…salti, avanzamenti, indietreggiamenti), affinché le stesse non provochino loro vicendevolmente svantaggio.
Mano a mano che si avanzerà negli scenari proposti dal gameplay, si potranno liberare altri arcoballiani che si uniranno alla lotta dei tre campioni, attivando persino un potere nascosto da scatenare contro le malvagie orde di Kibur II°.

Attualmente il titolo consta di quattro scenari da esplorare con l'aiuto dei tre campioni arcoballiani, Red, Blue e Green

Attualmente il titolo consta di quattro scenari da esplorare con l’aiuto dei tre campioni arcoballiani, Red, Blue e Green

Se si viene colpiti dai nemici, o se si finisce contro un congegno-trappola, si perde una vita; perse tre vite, bisogna rispondere esattamente ad una domanda che compare in una finestrella di pop-up, e se si sbaglia la risposta si deve ricominciare l’avventura dall’ultimo check-point. È in queste domande tipo quiz che il titolo perde la sua dimensione prettamente ludica per avvicinarsi di più al suo scopo educativo. Esse trattano tematiche di cultura generale e/o storica, connesse al tema dell’uguaglianza sociale, dei diritti dei più deboli, delle differenze culturali tra popoli, della ricchezza insita nella coesione culturale dell’umanità (…nonostante le numerose diversità), della comune percezione errata di certe oggettività etnico/geografico/tradizionali.

Lo sviluppatore ha reso disponibile gratuitamente l’accesso ai primi quattro scenari di gioco dal sito-web: http://demo.accesspoint.coop/razzismo/. Volendo, un’insegnante (…od un gruppo di insegnanti) può già utilizzare questa versione della produzione per organizzare un progetto didattico basato sia sul videogioco, sia sui necessari approfondimenti correlati alle materie scolastiche interessate dal progetto stesso (ad es. storia, geografia, scienze, ecc…).

Inoltre, il developer fornisce a richiesta assistenza nell’organizzazione di eventi interattivi di analisi, dibattito e formazione correlati al prodotto (…un servizio aggiuntivo naturalmente offerto a pagamento), nonché la possibilità di sviluppare ulteriori livelli per il gioco rispondenti a specifiche necessità dell’eventuale committente istituzionale.

Principalmente pensata per ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni, ma eventualmente anche più giovani (…in dipendenza del programma educativo che si ha in mente di allestire), si tratta di una proposta innovativa che tenta di percorrere la pionieristica strada della “gamification” didattica, quest’ultima già adottata all’estero a livello scolastico per migliorare i risultati dell’attività di apprendimento degli studenti, ma finora poco praticata in Italia.

 

Requisiti minimi di sistema:
– Sistema Operativo: Windows XP, Windows 7, Windows 8 o Windows 10
– Processore: Qualsiasi processore da almeno 1 GHz
– Memoria: 1 GB RAM
– Scheda Grafica: Qualsiasi scheda grafica, con risoluzione maggiore di 256 colori
– Nota tecnica: L’applicazione di gioco è stata realizzata tramite HTML5, ed è quindi giocabile tramite qualsiasi software browser che supporti tale linguaggio di strutturazione delle pagine-web (segnatamente, è stata testata con Internet Explorer 11, Mozilla Firefox 63.0, Google Chrome 70.0.3538.67 e Avant Browser 2018)
– Internet: Richiesta connessione internet per il download e la fruizione dell’applicazione di gioco
Voto: 75/100
Tipologia: Edutainment / Mix di Fantascienza e Fantasy / Azione / Platform / Quiz (con elementi di storia, geografia, scienze ed educazione alla cittadinanza) / Free-to-play
Produttore: AccessPoint Cooperativa Sociale Onlus / CISP / Regione Lazio
Sviluppatore: AccessPoint Cooperativa Sociale Onlus
Distributore: AccessPoint Cooperativa Sociale Onlus