inizioPartita. Just Cause 4 (PC) – La recensione

Le isole sudamericane sono il contesto ideale dove ambientare lotte per il potere tra dittatoruncoli da quattro soldi, cartelli criminali e sgangherate armate rivoluzionarie; se poi ci aggiungiamo fuochi d’artificio degni dei migliori blockbuster hollywoodiani, una spruzzata di umorismo spicciolo e tanta azione avventurosa, anche se poco credibile e molto sopra le righe, ecco che ci ritroviamo per le mani Just Cause, la pluripremiata serie di Avalanche Studios, ormai arrivata alla sua quarta incarnazione (Just Cause 4).

Just Cause 4 (PC) - Rico è il classico eroe fracassone dei filmotti action anni '80; notate l'espressione menefreghistica mentre subisce un incursione aerea sopra un ponte che, tra poco, non esisterà più...
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Just Cause 4 (PC) – Rico è il classico eroe fracassone dei filmotti action anni ’80; notate l’espressione menefreghistica mentre subisce un incursione aerea sopra un ponte che, tra poco, non esisterà più…

Ma andiamo con ordine… Il protagonista di quest’ultima release è sempre lui, Rico Rodríguez (…che sia un parente di Belen?), agente segreto non più allineato ed un po’ sui generis, che sembra uscito da un frullatore dove sono stati fatti mischiare a folle velocità centrifuga il Logan marvelliano, Nathan Spencer di Bionic Commando ed uno scoiattolo volante molto incavolato. Il risultato è un main character con un discreto carisma, grazie al quale gli sviluppatori sono stati spesso in grado di sopperire ai molti vuoti di trama delle varie release che si sono succedute nel corso del tempo. Dietro quel carisma, comunque, c’è poco o niente: non aspettatevi gli approfondimenti psicologici tipici di altre produzioni contemporanee. Rico è il tipico eroe dei film fracassoni anni ’80, dove tutto era incentrato sull’azione muscolosa ed adrenalinica, sullo sfoggio di “firepower” eccessivo, sulle battute fulminanti e sulla capacità di mettere insieme quattro neuroni per trovare l’espediente “giusto” con cui mandare letteralmente al creatore gli avversari decerebrati. Certo è stato trasportato in una realtà fittizia simile a quella odierna, con molte delle diavolerie bellico/tecnologiche di ultima generazione. Ma, non so perché, nel giocare a questa produzione non possono non tornare alla mente film come Commando (del buon Arnoldo dei tempi d’oro), Red Scorpion (starring Dolph Lundgren), o Delta Force 2: The Colombian Connection (un filmetto di serie Z con un Norris d’annata)… il feeling generale è proprio quello.

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Dunque, tornando a noi, la trama (…se così dobbiamo chiamarla) è la seguente: Rico ce l’ha su con i mercenari della Black Hand (…in italiano sarebbe la “Mano Nera”, ma in inglese rende meglio), visto che nel primo capitolo della sua saga hanno appoggiato il malvagio dittatore Salvador Mendoza, nel terzo si sono schierati con un altro cattivone, Sebastiano Di Ravello, e forse c’entrano persino con la morte di suo padre; per cui decide di tuffarsi nuovamente in una rocambolesca avventura, questa volta sull’isola sud-americana di Solís, dove la Black Hand mantiene la sede dei propri loschi affari, gestiti da Gabriella Morales (un nuovo personaggio introdotto con questo capitolo). In più, c’è un nuovo arcinemico, Oscar Espinosa, alla guida delle armate mercenarie. L’intenzione di Rico è quella di sgominare la Black Hand, riconquistando l’isola palmo a palmo, e magari di ottenere qualche risposta in più riguardo il genitore defunto.

Certo si tratta di cause nobili, ma mettere in piedi una guerra solitaria contro un esercito di energumeni armati fino ai denti è cosa che poteva risultare credibile solo negli ’80… Per cui – espediente trito e ritrito – verrà supportato dai soliti guerriglieri indipendentisti anti-cattivi, rappresentati per l’occasione dalla cosiddetta Armata del Caos. Lo scopo del gioco sarà quello di portare a termine un certo numero di missioni che consentiranno di distruggere risorse e milizie della Black Hand. Una barra misurerà i progressi di Rico nella sua opera di distruzione, e, una volta riempita, sbloccherà nuove truppe che andranno a rimpinguare gli effettivi dell’Armata del Caos; tramite queste truppe si potrà far avanzare il fronte del conflitto tra l’Armata e la Black Hand, conquistando porzioni della mappa dell’isola di Solís. Naturalmente, l’isola andrà riconquistata tutta, quindi il nostro eroe dovrà impegnarsi parecchio (…circa 22 ore di gameplay effettivo, anche se, a tratti, risulta un po’ ripetitivo o ricorda situazioni già viste in altre produzioni).

Ma qualcosa di nuovo c’è: i nemici di Rico hanno dalla loro parte un sistema d’arma in stile “Owning the Weather”, che consente di alterare le condizioni climatiche in modo da scatenare uragani, tempeste di sabbia et similia… che aggiungerà al gameplay quel nonsoché di imprevisto capace di regalare un po’ di mordente in più alle rodate ma routinarie meccaniche di gioco.

Per il resto, al centro dell’azione c’è sempre il mitico rampino di Rico, che rimane un punto fermo della serie, e che, per l’occasione, è stato potenziato con alcune feature aggiuntive, come la capacità di appiccicare dei razzi adesivi a cose e/o persone, come pure dei palloni gonfiabili atti al sollevamento e movimentazione di carichi. Meglio di un coltellino svizzero multifunzione.

Just Cause 4 (PC) - Rico in planata con la sua tuta alare; notare l'armamentario sulla schiena, e l'immancabile rampino agganciato all'avambraccio sinistro...

Just Cause 4 (PC) – Rico in planata con la sua tuta alare; notare l’armamentario sulla schiena, e l’immancabile rampino agganciato all’avambraccio sinistro…

Ma il divertimento sta tutto nella grossolana distruzione che si può infliggere praticamente a qualsiasi cosa che appare sullo schermo. E qui abbondano esplosioni cinematografiche, immancabili scontri tra veicoli terrestri ed aerei (…che si possono rubare e/o pilotare), planate scapicollate con la tuta alare, nonché un certo cinismo nichilista di fondo.

Just Cause 4 (PC) - Il packshot virtuale del titolo

Just Cause 4 (PC) – Il packshot virtuale del titolo

 

 

Il titolo è davvero divertente, non c’è che dire.

 

Ma basta il divertimento a farne una produzione destinata a lasciare un segno nel mondo dei videogiochi? Noi crediamo di no.

 

Si tratta di una release destinata principalmente al mercato videoludico natalizio di fine 2018 (…le tempistiche di commercializzazione non mentono), che magari saprà anche attrarre un suo pubblico di aficionados. Va senza dubbio provata. Ma, se volete ascoltare un nostro suggerimento, magari comprate il titolo più avanti, quando il prezzo sarà inevitabilmente sceso, e probabilmente sarà stato rilasciato anche qualche corposo DLC destinato ad aumentarne la giocabilità.

Requisiti minimi di sistema:
– Sistema Operativo: almeno Windows 7 SP1 versione a 64-bit con installato il Platform Update, ma si consiglia un sistema operativo successivo (ad esempio, Windows 10 versione a 64-bit)
– Processore: Qualsiasi processore da almeno 3.2 GHz
– Memoria: 8 GB RAM
– Scheda Grafica: Qualsiasi scheda grafica da almeno 2 GB con supporto DirectX, ma si consigliano modelli dalle prestazioni superiori (ad esempio, i modelli NVIDIA da 6 GB)
– DirectX: Versione 11
– Spazio libero sull’Hard Disk: almeno 59 GB
– Scheda Audio: qualsiasi scheda audio integrata con supporto DirectX
– Internet: Richiesta connessione internet per il download del gioco tramite il software STEAM, e per l’attivazione
Voto: 77/100
Tipologia: Avventura / Azione / Open World / Sparatutto in Terza Persona
Produttore: Square Enix
Sviluppatore: Avalanche Studios
Distributore: STEAM