inizioPartita. La scure UE taglierà di netto i cavetti Lightning? (iPhone)

Se siete estimatori dei prodotti Apple, saprete bene che l’azienda di Cupertino ha l’elitaria passione per l’hardware prodotto secondo le proprie peculiari specifiche, soprattutto quando si tratta di componentistica realizzata da terzi su licenza. Questo può andar bene finché ci si riferisce ad elementi necessari per la realizzazione delle linee di main production della casa, cioé portatili, notebook, laptop, tablet e smartphone, ecc. L’azienda americana, tramite diversi espedienti commerciali, cerca di far recepire all’acquirente un’idea di esclusività, durabilità e affidabilità, per giustificare l’alto costo dei propri prodotti: quindi ci sta pure che venga effettuata una certa “selezione” sul materiale che verrà utilizzato per assemblare il prodotto finale. Va un po’ meno bene quando si tratta della semplice cavetteria, che non ha senso spacciare per esclusiva, durevole o più affidabile solo perché si è scelto di produrla con un plug dalla forma diversa da quella della maggioranza dei competitor diretti: le prestazioni di un cavo per ricarica batterie, in effetti, non sono migliori perché Apple ha scelto lo “spinotto” Lightning. Di più, si costringe il compratore a sborsare una cifra alta per un prodotto che non è altrimenti utilizzabile; gli stessi cavi, in effetti, non sono poi intercambiabili con quelli scelti dalla maggioranza degli altri produttori (…avete mai provato a chiedere a qualcuno di prestarvi un cavetto per caricabatterie per iPhone, quando la maggior parte dei vostri conoscenti utilizza all’uopo cavetteria MicroUSB?). Magari con questo stratagemma si pone pure qualche ostacolo sulla strada dei produttori terzi di componentistica di ricambio, che hanno eventualmente bisogno di ottenere una licenza di produzione (…impedendo, di fatto, la concorrenza sui prezzi dei ricambi, e quindi il calo dei prezzi degli stessi, causa penuria sul mercato di spare-parts non originali, ma equivalenti). Si tratta di una pratica che, da un lato, assicura maggiori introiti ad Apple, dall’altro danneggia il consumatore.

Ed Apple non era l’unica a praticare questa brand-strategy. Fino a circa sette anni fa, quasi tutti i produttori adottavano connettori specifici, addirittura differenti per lo stesso brand a seconda del tipo di prodotto, o persino del modello precipuo.

MicroUSB e Lightning

MicroUSB e Lightning

Questo finché l’Unione Europea non decise di far pesare la propria autorità in campo commerciale, minacciando sanzioni contro la molteplicità di connettori in uso soprattutto nel settore della telefonia mobile; il solamente paventato intervento UE spinse la maggioranza dei produttori all’adozione “volontaria” dello standard MicroUSB, ormai divenuto praticamente l’unico, ed estesosi pure al di fuori dell’ambito iniziale della telefonia (…lo troviamo adottato anche per le fotocamere o videocamere, per i tablet, per i PC, per i navigatori satellitari, ecc…). Fanno eccezione l’USB-C (che, tuttavia, non si è affermato) ed il Lightning, pervicacemente proposto da Apple, che non sembra volersi assoggettare ad uno standard condiviso.

Ma la musica sembra stia per cambiare.

Margrethe Vestager, il Commissario UE scagliatosi contro i cavetti Lightning di Apple

Margrethe Vestager, il Commissario UE scagliatosi contro i cavetti Lightning di Apple

Il Commissario alla Concorrenza dell’UE, la danese Margrethe Vestager, ha disposto l’intervento della Commissione in merito a questa “velleità elitaria” che danneggia i consumatori.

 

Stando a quanto da lei dichiarato: «Considerati i progressi insoddisfacenti ottenuti dall’approccio volontario, la Commissione a breve darà il via a uno studio per valutare i costi e i benefici delle diverse opzioni.».

 

Naturalmente non è stata fatta esplicita menzione del brand Apple, ma essendo quest’ultimo ormai l’unico a non adottare connettori standard, è chiaro a chi si rivolga il ragionamento del Commissario.

I cavetti Lightning sembrano quindi avere le ore contate, almeno in ambito UE.