"Innamorarsi a Manhattan", di Mark Levin

Dentro una voce fuori campo ritrovi forse tutto il cinema ancora acerbo di Mark Levin regista e Jennifer Flackett sceneggiatrice. Ma c'è comunque qualcosa di magico e inaspettato in questo storia: c'è una felice tendenza a voler "normalizzare" la città meno città del mondo, come la più tenera delle iniziazioni.

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C'è una voce fuori campo, elemento a volte indispensabile della narrazione cinematografica, che esplora la mente del giovane protagonista di questa breve e intensa storia d'amore, la prima storia d'amore a New York City, una città che per certi versi riesce ad essere la più romantica del mondo. Diventa quasi ossessiva e a volte fastidiosa quella voce che non sembra essere né quella di un adulto né quella di un bambino, ma qualcosa che si situa nel mezzo, tra i primi palpiti e le conseguenti sofferenze di cuore. Dentro questa voce fuori campo, c'è forse tutto il cinema acerbo di Mark Levin regista e Jennifer Flackett sceneggiatrice, marito e moglie nella vita ed esordienti per il grande schermo. In passato hanno scritto la sceneggiatura di Wimbledon, ma soprattutto sono stati autori televisivi per la NBC-Universal e la ABC. Il giovane Gabe ha una situazione ingarbugliata a casa: i suoi genitori vogliono lasciarsi ma restano a vivere nello stesso appartamento per ragioni legate alla separazione legale. Allora per Gabe gli unici momenti di libertà sono quelle trascorsi per le strade di Manhattan, anche se i suoi viaggi si limitano ai dieci isolati dell'Upper West Side. Proprio come Gabe, anche gli autori sembrano ingabbiati in una gabbia apparentemente immensa, quella del primo amore, per la compagna di classe, per il cinema sentimentale, per qualcosa che sembra risvegliare l'immaginario e allargare nuovi orizzonti. In fondo, perrò, questo cinema ha la sua perfetta collocazione spazio-temporale: d'estate quando in sala ci si vuol appassionare e distrarre all'unisono e girare per la città meno città del mondo, per la città in cui il primo amore è già un'idea passata ancor prima di cominciare a innamorarsi. Ma c'è comunque qualcosa di magico e inaspettato nel cinema di Levin, forse qualcosa di assolutamente inesplorato, al di la dei clichè e del già visto e fatto: c'è una felice tendenza a voler "normalizzare" questa città, a voler ricreare un mondo riconoscibile e vicino, tra strade buie ritornando a casa o le lunghe passeggiate nel parco incuranti del tempo che passa. La storia d'amore diventa una lettura o lettera romantica di una città in un quartiere, a cavallo di un monopattino con le braccia cingenti di qualcosa o qualcuno che potrebbe essere amore. In fondo però non è una vera e propria commedia romantica, ma cinema di iniziazione, attento alle sbavature di scrittura e visive, più concentrato ad emozionare e divertire senza strappi, come un diligente compito a casa.

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Titolo originale: Little Manhattan

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Regia: Mark Levin


Interpreti: Josh Hutcherson, Charlie Ray, Bradley Whitford, Cynthia Nixon, Talia Balsam, John Dossett


Distribuzione: 20th Century Fox


Durata: 90'


Origine: USA, 2005

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