Inside (Out) Pete Docter – Incontro con il regista Pixar

Dopo il passaggio trionfale nel Fuori Concorso dell’ultimo Festival di Cannes, arriva nelle sale italiane dal 16 settembre, Inside Out, l’ultimo capolavoro targato Pixar. Viaggio entusiasmante nella mente della giovane Riley, il film è stato presentato a Roma dal suo regista e creatore Pete Docter, già Premio Oscar per Up.

Data l’originalità della storia, Docter ha voluto raccontare la nascita di questa idea. “Il film è nato, in realtà, come tutti gli altri. Ho avuto un’idea, ci ho lavorato sopra e l’ho raccontata a John Lasseter che mi ha dato l’ok. L’ispirazione per i miei lavori arriva dalla mia vita quotidiana e l’esperienza più forte e totalizzante che vivo è essere genitore. Guardare mia figlia e la sua crescita, scoprirla cambiare lentamente, mi ha spinto a chiedermi cosa gli passasse per la mente. Il film è la risposta a questa domanda.

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INSIDE OUTIl discorso di Docter, poi, si è concentrato sulle soluzioni visive del film. “Prima di immaginare l’animo umano come un’azienda o una factory abbiamo provato varie soluzioni. Abbiamo pensato ad un teatro con il dietro le quinte, ad una nave con gli alloggi e la sala motori, ma l’idea finale era quella che più ci convinceva. Per quanto riguarda gli studios dove vengono “girati” i nostri sogni, l’idea di queste produzioni a micro-budget ci sembrava entusiasmante.”

Il regista parla anche delle fonti d’ispirazione.Disegnatori come Tex Avery o Chuck Jones e vecchi cortometraggi Disney sono stati i nostri punti di riferimento. Nel realizzare le nostre emozioni-protagoniste volevamo caratterizzarli bene, dotarli di personalità forti ma riconoscibili. Loro sono i nostri personali Sette Nani“.

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INSIDE OUTE ritornando sulla creazione dei protagonisti Docter racconta il lavoro di ricerca e di selezione fatto. “E’ stata dura arrivare a 5 protagonisti perchè all’inizio pensavamo di inserirne molti di più. Questa folla di emozioni non ci convinceva e il lavoro di ricerca fatto attraverso interviste ad esperti e studi specialistici, scoprendo le più diverse teorie, ci ha portato a sentirci liberi di muoverci.

Alla domanda se i film Pixar sono realizzati pensati ad un pubblico preciso, Docter è chiaro. Io i film li faccio, prima di tutto, per me. Se devo lavorare su qualcosa per anni voglio che sia una storia che mi coinvolga. Alla fine le nostre storie riescono ad avere una profondità che tocca sia adulti che bambini e questa è una grande opportunità.”

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