Insidious 3 – L’inizio, di Leigh Whannell

Le anime inquiete dei morti si nascondono sotto i letti, dietro le tende, negli armadi, e attendono silenziose che qualcuno, spinto dalla disperazione, si metta in contatto con loro. Non importa chi è chiamato. Loro accorreranno tutto al richiamo dell’umano sprovveduto che vive nell’illusione di poter comunicare con l’aldilà. L’adolescente Quinn Brenner ha perso da poco la madre e non si da pace all’idea di non averle potuto dire addio, così tenta l’impossibile sfidando le leggi della vita e si spinge nel regno dei morti per poterle parlare un’ultima volta. Ma chi apre una porta sull’oltretomba rischia di portare con sè una presenza non desiderata, un’anima malvagia, che brama di tornare in vita attraverso il corpo pulsante di una persona viva. Quinn corre il rischio e, come le era stato tragicamente annunciato, l’ombra di un uomo con il volto coperto da un respiratore la segue sulla terra e inizia a tormentarla giorno e notte con la sua inquietante presenza.

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Quinn sente il suo respiro nell’ombra, percepisce sul corpo il tocco viscido della sua mano e lo vede ovunque, a casa come sul ciglio della strada. Le visioni la tormentano giorno e notte fino a farle perdere il sonno e la ragione e, quanto più cresce il potere dell’ombra, tanto più la ragazza si indebolisce, si frantuma. L’ultima speranza di salvarsi è interrogare l’illuminata sensitiva Elise, che ha scoperto a sue spese quanto sia profondo e pericoloso il mare delle anime scomparse, l’Altrove, e quanto sia difficile tornare indietro per chi osa guardare in questo abisso di orrore. Elise è stanca della morte, ma gli spiriti le parlano ininterrottamente e la spingono verso l’anima tormentata Quinn, che sta per essere inghiottita dall’Altrove per sempre.

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Questo terzo, spaventoso capitolo di Insidious riavvolge la storia dei primi due episodi e torna indietro nel tempo, in un’epoca che precede i tormenti della famiglia Lambert, trascinata nell’Altrove dalle presenze malevole che infestavano la loro casa e l’anima del loro bambino. Come allora la sensitiva Elise mette il suo terribile potere e la sua stessa vita al servizio delle forze del bene, ma Leigh Whannell, già autore della sceneggiatura di Ai confini del male – Insidious 2, questa volta sofferma l’obiettivo proprio su di lei, nascondendosi nell’ombra della sua casa per spiare la sua intimità e osservare da vicino il suo rapporto conflittuale con l’Altrove.

Senza discostarsi troppo dalle scelte stilistiche adottate da James Wan nei primi due episodi Whannell intesse una narrazione asciutta, che si sviluppa quasi interamente sui colpi di scena costruiti ad arte per far sobbalzare lo spettatore ad ogni piè sospinto. Ma nonostante la tensione sia sempre molto alta, al limite del cardiopalmo, la storia di Quinn sembra un’imitazione sbiadita di quelle sviluppate nei primi due episodi e l’originalità cede il passo ai cliché della saga, che vede ancora una volta un regno delle ombre soffocato dal fumo e limitato a uno spazio ristretto in cui aleggiano fantasmi mascherati. Se manca l’effetto sorpresa, di sicuro la pellicola non lesina sulle forti emozioni, che torturano lo spettatore come visioni celate nel buio, che non aspettano altro che balzare fuori per terrorizzarlo a morte quando meno se lo aspetta.