Insieme per forza, di Frank Coraci

insieme per forza
In mezzo alle trovate comiche che non funzionano o a quelle mostruosamente triviali c'è spazio però per un paio di idee che da sole farebbero la fortuna di tanto cinema più "sensibile": qui si nasconde il ritratto di un'America mista, e il racconto dell'incapacità di essere uomo e padre di un'intera generazione, la nostra, come solo, e ci ripetiamo, Sandler e il vecchio compare Apatow sanno fare oggi

La prima mezz'ora di Blended mostra indubbiamente uno sforzo di impalcatura e dialoghi superiore ai recenti episodi della mega sitcom su Adam Sandler che sono le sue ultime sortite cinematografiche, davvero legate le une alle altre da personaggi ritornanti, situazioni cicliche, la figura del protagonista che si modifica ben poco di titolo in titolo (sul serio verrebbe da auspicare una caduta dell'illusione di unicità di ognuna di queste opere, unificandole sotto una sigla comune, tipo “Tutti amano Adam”…). La sequenza del blind date andato malissimo tra Sandler e Drew Barrymore e, subito dopo, il loro secondo incontro fortuito nel drugstore notturno, con tanto di dialogo incentrato su riviste porno e assorbenti per le mestruazioni, sono due sketch con tempi e battute da manuale, con quella scorrettezza malinconica e amara propria della migliore commedia americana che prende appunti ad ogni film di Sandler: tra i due attori, tenuti a battesimo come coppia proprio da Coraci con Prima o poi me lo sposo addirittura nel 1998, si rinnova così quella scintilla tenerissima che rendeva unico il magnifico 50 volte il primo bacio.
E le code ad alcune sequenze del film sembrano quasi essere dei dietro le quinte improvvisati e complici tra le due star, che si divertono a ingannare puntualmente le aspettative dello spettatore, come nel bacio sempre rimandato o in quel momento, quasi un manifesto di comicità, in cui Sandler urla per far spaventare Drew dopo un istante romanticissimo di ninnananna, senza alcun motivo se non quello, dichiarato, di stemperare la melensaggine della situazione.

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Dopo il bell'incipit in patria, Insieme per forza si trasforma comunque in un tipico prodotto Happy Madison in trasferta, con lo scenario dell'Africa che fa da sfondo alle scintille romantiche tra le due icone, infarcite però di gag demenziali e delle usuali apparizioni nonsense (Terry Crews micidiale, ingestibile): in mezzo alle trovate comiche che non funzionano o a quelle mostruosamente triviali c'è spazio però per un paio di idee, come il balletto sexy goffo e improvvisato della figlia Hilary durante la partita a basket con il padre, o l'ossessione della sorella Espn per il fantasma invisibile della madre defunta, che da sole farebbero la fortuna di tanto cinema “fragile e sensibile” che dalle parti di Sandler è passato davvero troppe poche volte in tutta la sua carriera (tornano alla mente Brooks e soprattutto Binder più che PTA…).
Quello di Adam è ancora una volta un percorso centrale, fondamentale e lucidissimo, che sotto la comicità da liceali nasconde il ritratto di un'America blended, mista, e riflette in maniera magari inconsapevolmente quanto apertamente politica sull'incapacità di essere uomo e padre di un'intera generazione, la nostra, come solo, e ci ripetiamo, il vecchio compare Apatow è in grado di fare oggi: “sei una mamma decisamente brava”, dice Sandler a Drew. “Anche tu sei una mamma niente male”, gli risponde lei.

Titolo originale: Blended
Regia: Frank Coraci
Interpreti: Adam Sandler, Drew Barrymore, Wendi McLendon-Covey, Joel McHale, Bella Thorne
Origine: USA, 2014
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Durata: 117' 

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