Integrazione, amore, libertà – Massimo Natale e Claudia Gerini presentano Il traduttore

Il traduttore è un film che colpisce, che emoziona e che fa riflettere. Racconta di integrazione, di amore e di libertà intrecciando storie e caratteri diversi. Quando ho letto la sceneggiatura è stato subito amore” Con queste parole il regista Massimo Natale ha presentato Il traduttore, che vede come protagonisti Claudia Gerini al fianco del giovane attore polacco Kamil Kula, e vede la partecipazione di Silvia Delfino, Anna Safroncik e Eva Grimaldi. Alla presentazione del film a Roma era presente il cast al completo ad eccezione di Kamil Kula, che ha gentilmente inviato un messaggio di saluto alla stampa dal set su cui è attualmente impegnato a Varsavia.

“Amo molto tutte le donne che animano il film ruotano attorno al protagonista – ha detto Natale – perché tutte hanno dentro di sè il seme della bontà, anche quelle che sembrano più spietate, come l’ispettore di polizia  interpretato da Anna Safroncik, che al cospetto delle donne mostra tutta la sua umanità. La protagonista intreccia una storia con un ragazzo più giovane solo per superare una situazione di crisi, mentre la professoressa, che ha tradito la sua migliore amica si rifugia nella poesia. Eva Grimaldi poi, pur trovandosi all’inferno, è uno dei personaggi più positivi”.

Ma che donna è la protagonista del film, questa donna apparentemente glaciale, ma profondamente ferita? Claudia Gerini racconta così il suo personaggio: “Anna Ritter è una donna interrotta, incastrata in un periodo oscuro della sua vita. Il suo uomo è scomparso prima di averle detto delle cose, e perdere qualcuno senza avere la possibilità di chiarire alcune cose è una delle cose più brutte che ci possano essere, perché in questo modo è difficile chiudere un capitolo per aprirne uno nuovo, e andare avanti. È una donna colta, borghese, che ama viaggiare, fredda e riservata all’apparenza ma con una grande voglia di rinascere. Ho amato molto questo personaggio sin dalla prima volta in cui l’ho letto e poi mi piace cimentarmi con generi diversi. Qui si affrontano una miriade di temi diversi e lo trovo affascinante, così come la scena finale, che lascia un groppo in gola”.

“Andrei, il giovane amante di Anna Ritter, è la sua controparte oscura ma questo non sorprende se si pensa che il ragazzo si trova in una situazione che lo fa stare a disagio, e a fare un lavoro umile mentre aspira a molto di più”, racconta Natale. “Andrei sta stretto nel suo mondo, e non è un caso che lo vediamo sorridere solo quando fa il suo ingresso alla galleria d’arte di Anna, quando per la prima volta si veste da ciò che vorrebbe essere”. “Anna non è innamorata di lui – continua la Gerini – ma Andrei rappresenta il mondo maschile che l’ha abbandonata e colui che può traghettarla in un altro capitolo della sua vita. Solo questo. Infatti quando scopre la sciarpa rossa che gli ha mandato la sua ragazza non si sente tradita, ma la annusa teneramente, perchè sa di buono e di vita”. E Natale aggiunge: “La sciarpa rossa è il campanello di fine ricreazione, il segno che la storia deve finire e bisogna andare avanti”. In sala dal 26 maggio.