Io e Spotty, di Cosimo Gomez

Libero quando cerca di scappare dalla realtà, troppo costruito quando ritorna sulla terra. Rappresenta comunque il tentativo di una nuova via della commedia sentimentale sul tema dell’anima gemella.

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Ragazzo introverso nella vita normale, cane in quella immaginaria, forse desiderata. Cuore di cane di Bugalkov però non c’entra nulla. La vicenda del cane randagio a cui erano stati  trapiantati gli organi di un funzionario di partito nel libro dello scritture russo resa come una fiaba grottesca dalla (bella) versione cinematografica di Alberto Lattuada del 1976 incrocia fugacemente Io e Spotty solo per come affronta il tema dell’identità. Per il resto Cosimo Gomez, al suo secondo lungometraggio dopo Brutti e cattivi, sceglie una nuova via della commedia sentimentale sul tema dell’anima gemella.

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Matteo (Filippo Scotti) è un ragazzo introverso e solitario che lavora come animatore per una società che produce cartoon. Eva (Michela De Rossi) è una studentessa fuori sede che ha gli attacchi d’ansia ogni volta che sta per sostenere un esame. I loro destini si incrociano quando Matteo mette un annuncio in cui cerca un dogsitter per il suo cane Spotty. Eva, che ha bisogno di denaro per pagare la retta universitaria, lo contatta e si presenta a casa sua per il lavoro. Ma lì si trova davanti a un’inattesa sorpresa.

Si apre con una citazione di Saint-Exupéry (“L’amore è quel delicato processo attraverso il quale ti accompagno all’incontro con te stesso”) e, attraverso il travestimento di Spotty, mostra il desiderio di fuga dalla realtà da parte dei due protagonisti. Più libero nelle scene in cui Eva e Spotty/Matteo giocano sul terrazzo, più costruito quando deve mettere a fuoco i personaggi secondari – dalla madre di Eva interpretata da Paola Minaccioni alla cugina Sissi che invece sta per laurearsi al conservatorio – Io e Spotty è una commedia garbata che prova a fare il grande salto in un cinema dove le storie si fabbricano sotto gli occhi dello spettatore come nei film di Gondry. Ci riesce solo in parte ma trova anche delle soluzioni adeguate come nella rappresentazione di Bologna che, a tratti, può somigliare a una città cartoon o la scena in cui Eva e Matteo stanno per partire con un altro gruppo di ragazzi mascherati per Lucca Comics. Nel momento in cui Io e Spotty ritorna sulla terra, mostra invece i difetti di un cinema che vuole spiegare troppo dalle scene di attacchi d’ansia di Eva alla rappresentazione dell’ambiente di lavoro di Matteo. Michela De Rossi è più spontanea di Filippo Scotti che, dopo l’ottima prova in È stata la mano di Dio, appare intimidito nell’interpretare un personaggio affascinante ma che richiede forse maggiori sfumature. In ogni caso Gomez il suo Ted l’ha provato. Non ci sono Seth MacFarlane, Mark Wahlberg e l’orso di peluche che si mette a parlare. Però questo film sbilenco in qualche modo riesce a parlarci.

 

Regia: Cosimo Gomez
Interpreti: Michela De Rossi, Filippo Scotti, Paola Minaccioni, Violetta Zironi, Alessia Giuliani, Laura Dondoli, Rosa Canova, Gelsomina Pascucci, Mario Russo, Francesco Turbanti, Giacomo Tamburini
Distribuzione: Adler Entertainment
Durata: 97′
Origine: Italia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
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Il voto dei lettori
1.33 (3 voti)
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