Iperboli: Gianikian e Ricci Lucchi al MAXXI, parte IV

Fino al 12 Dicembre si terrà “Iperboli”, ultimo capitolo della retrospettiva con cui il MAXXI di Roma celebra il cinema di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi

Angeli e guerrieri del cinema è il nome dell’ampia retrospettiva con cui il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo (Maxxi) celebra la carriera del duo artistico Yervant Gianikian (a cui Sentieri Selvaggi ha dedicato un’intervista nel n.5 del magazine SS21st) e Angela Ricci Lucchi. L’ultimo capitolo dell’evento, Iperboli, che si svolge dal 16 novembre al 12 Dicembre, propone sette opere dirette dai filmmakers nelle quali sono raccolte alcune delle loro riflessioni e riletture più profonde della storia del Novecento, dai totalitarismi alle conquiste degli imperi coloniali. La camera analitica, inventata dagli artisti, ha indagato, nel corso degli anni, centinaia di pellicole amatoriali, di documentazione, di propaganda, recuperate in archivi storici come quello di Luca Comerio, cineasta ufficiale della Grande Guerra.

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La retrospettiva inizia con la proiezione di Diario Africano (1994), un insieme di frammenti diaristici deputati a raccogliere la visione incantata dell’Oriente di un viaggiatore francese in Algeria alla fine degli anni Venti mentre si rende protagonista di incontri con inaspettate personalità, tra cui figurano un Amleto orientale, prostitute che danzano senza mostrare il volto, un ragazzo androgino che si mostra alla camera e scene di vita quotidiana nel centro di Algeri. Analogamente a Diario Africano, anche Visioni del Deserto, una video-installazione organizzata dalla Fondation Cartier nel 2000, mostra lo sguardo sul “diverso” da parte dei primi esploratori europei in Africa, di cui si indagano le usanze, la preparazione del cibo, le danze di bambini davanti alle tende al tramonto.

L’evento prosegue con la proiezione di opere che riportano nel presente i tanti volti del potere e della violenza emersi nelle dittature mondiali della prima metà del Novecento, come Animali Criminali (1994) dove le immagini di feroci combattimenti tra animali fungono da metafore delle atrocità celebrate e perpetrate dal fascismo, e di Images D’Orient – Tourisme Vandale (2001) i cui fotogrammi, tratti dall’archivio di Comero, mostrano le forti tensioni anticoloniali che serpeggiano in India alla fine degli anni Venti.

Sempre dall’archivio di Comero provengono le immagini di Lo Specchio di Diana (1996), un’amalgama di materiali anonimi che documentano il recupero delle due navi dell’imperatore Caligola sul fondale del Lago di Nemi, seguite dalla presentazione di Inventario Balcanico (2000), un’opera composta da segmenti girati da amatori, viaggiatori, soldati nazisti negli anni Venti, Trenta e Quaranta, che racconta l’esistenza nei Balcani prima e dopo l’occupazione tedesca, e da A Propos de Nos Voyages en Russie (2016), film paradigmatico del lavoro dei due artisti, a metà tra un diario personale e un catalogo, composto da appunti, disegni, materiali d’archivio recuperati dai cineasti durante i loro soggiorni in Russia a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, deputati alla documentazione dei loro incontri con alcuni dei maggiori esponenti dell’ultima avanguardia russa.

Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale del Maxxi.

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