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Jacob Elordi. Animo antico della Gen Z

Ripercorriamo insieme la carriera dell’attore di Euphoria, ora al cinema in Oh, Canada di Schrader e protagonista della nuova serie di Justin Kurzel di passaggio al prossimo Festival di Berlino

Ho amato l’arte per tutta la vita e desidero lavorare con registi che hanno un punto di vista originale o una particolare sensibilità rispetto ad alcuni temi, e che vogliono lasciare un segno nel mondo e nella storia. Per me i film sono questo”.

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A parlare è Jacob Elordi, in un’intervista per Vanity Fair.

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L’attore australiano nato a Brisbane nel ‘97, si è affermato nel panorama cinematografico di Hollywood conquistando la stima di numerosi registi come Sofia Coppola, Paul Schrader ed Emerald Fennell divenendo, inoltre, un punto di riferimento per la generazione Z.

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Tutto inizia nel 2017 con il suo esordio Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, che lo lancia per la prima volta sul grande schermo. L’anno seguente con la trilogia The Kissing Booth di Vince Marcello, l’attore ottiene la prima ondata di popolarità intrepretando Noah, uno dei personaggi principali insieme a Elle e Lee, interpretati rispettivamente da Joey King e Joel Courtney. Il primo Kissing Booth è stato girato in Sudafrica e dopo la fine delle riprese Elordi racconta a GQ di essersi appoggiato a un amico per un po’ di tempo e di aver fatto le valigie trasferendosi a Los Angeles, grazie a un produttore che aveva visto la sua auto piena di scatole e appendiabiti. “Non cercavo un lavoro, credo di essere arrivato ad avere… non ricordo se 400 o 800 dollari sul mio conto in banca”. Nonostante l’attore non credeva che la recitazione potesse diventare il suo lavoro, il cinema e il teatro sono stati per lui fonte di rifugio sin da bambino.
Infatti, tra una partita di rugby e l’altra a scuola, Elordi si appassiona all’arte esibendosi nei musical e seguendo lezioni di recitazione. La sua fonte di ispirazione è stata la performance di Heath Ledger in Il cavaliere oscuro, ma nel tempo si è affezionato anche all’attorialità di Christian Bale e Daniel Day-Lewis. Si appassiona alla lettura, che rende strumento cardine della sua formazione (“tutto il mio sapere è frutto dei libri e delle opere teatrali che ho letto, non ho mai terminato il college” dirà in un’intervista a Yahoo).

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Elordi fin dall’inizio ha lavorato su un modello attoriale particolare, raffinato, quasi antico, fuori dal tempo, lontano non solo dai suoi “colleghi” della Gen Z, vicinissimi ai modelli pop più amati e leggibili dal pubblico ma anche dal suo stesso percorso artistico. E non è stato facile, neanche per lui, prendere atto di questo desiderio. L’improvvisa popolarità, infatti, dichiara di averlo spiazzato e di aver provocato in lui un senso di estraneità. Motivo in più per il quale ad oggi rinnega la sua esperienza in Kissing Booth, dal quale prende le distanze per le tematiche leggere e a suo dire “sciocche e poco universali”.

Nel frattempo l’attenzione mediatica sembra non placarsi mai, rischiando di ridurre Elordi a un bel volto da pubblicità, minando di conseguenza le capacità attoriali. Ed è qui che arriva il colpo di scena. La serie HBO Euphoria diviene il palcoscenico perfetto per l’attore, che mostra al pubblico pop le sue abilità grazie al complesso ruolo di Nate Jacobs, sportivo popolarissimo nel liceo al centro delle vicende della seriale ma caratterizzato da una turbolenta situazione famigliare e da un passato oscuro, perfetto “doppio negativo” delle sue esperienze giovanili.

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Il 2022 è l’anno di Acque Profonde dove Elordi, affiancato da Ben Affleck e Ana De Armas, interpreta Charlie. Questa volta il genere in cui si impegna è totalmente diverso: un thriller erotico, basato sull’omonimo romanzo di Patricia Highsmith. L’attore ricorda su Cosmopolitan i momenti sul set come unici e rassicuranti e accenna alla capacità di Ana De Armas di preparare psicologicamente i colleghi prima del ciak, “una volta dovevo sembrare perplesso e lei, prima d’iniziare, si è messa a urlare a pieni polmoni. Ha funzionato: mi ha lasciato interdetto”.

Oltre ai libri, la musica è una componente che non può mai mancare per calarsi meglio nel personaggio. Lo dimostrano i successivi Priscilla e Saltburn. Il film di Coppola, che ripercorre la vita privata di Priscilla ed Elvis da un punto di vista prettamente femminile, gli ha permesso di esplorare le tragicità vissute dal cantante. Per fare ciò si è servito di diversi materiali. I libri del critico musicale Peter Guralnick, i video amatoriali intitolati Elvis by the Presleys e soprattutto la versione di Elvis di Bridge Over Troubled Water. “Si tratta di una canzone che mi ha legato a lui per tutto il tempo, e che ascoltavo ogni giorno prima di andare sul set”, dichiara su Vanity Fair.

Il metodo si ripete anche in Saltburn: “Emerald ci aveva preparato una playlist di brani del 2007 – dichiara l’attore ma sapevo già che cosa mi aspettava e quindi avevo già fatto una cura intensiva con Smiths e David Bowie. Un sacco di rock-pop british degli anni Ottanta”.

Queste esperienze hanno portato l’attore a scalare le vette e a renderlo più sicuro di se stesso, “arriva un momento in cui capisci di avercela fatta e che alla gente piace. Penso di aver acquisito… forse fiducia è la parola sbagliata, ma la userò. Mi sento molto più sicuro di me. Ho avuto delle conferme sulle mie capacità e spero di non perderle”.
Elordi sembra aver fatto centro. E a dimostrarlo anche il recente ingaggio in Oh Swift Horses, l’horror fantascientifico dal gusto gotico Frankestain di Guillermo Del Toro e Oh, Canada di Paul Schrader. Quest’ultimo dichiara di essere rimasto sbalordito dal carisma dell’attore ai casting: “Avevo Richard Gere ed era sufficiente. Ma ho visto la sua performance su Zoom e, se fosse stato 40 anni fa, lui sarebbe il ragazzo che avrei scelto per American Gigolo“.

La paura dell’attore di diventare unicamente una vetrina da guardare e poi abbandonare con gli anni a venire, sembra dunque essere solo un brutto ricordo. Il segreto del suo successo? Sembrerebbe proprio la tenacia, la perseveranza e la passione.
Tra i suoi poeti preferiti c’è Charles Bukoswski, e in particolare vi è una frase che lo stesso Jacob Elordi menziona e che sembra calzare a pennello: “Se vuoi provarci devi farlo fino in fondo. Questo potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, lavori e forse la tua mente. Potrebbe significare gelare in una panchina nel parco, potrebbe voler dire prigione, derisione, scherno, isolamento. Ma se vai fino in fondo, ti garantisco che ti riservi un posto tra gli dei”.

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