JAMES TOBACK: gli specchi della menzogna e delle identità sfuggenti

James Toback è cineasta che insinua dubbi, le cui opere dall'andamento leggero (anche nelle situazioni più drammatiche) sono fonte di inattese deviazioni di percorso, striate di una dolce ambiguitàˆ che rivela strati (in)visibili riferiti a luoghi e personaggi. Cinema di lieve strabismo, segnato dalla menzogna, dalle identità sfuggenti (pur nell'immediatezza del riconoscimento), dove i protagonisti di commedie umane ben presto tinte di altri colori e generi si trovano a rimettersi in gioco in rapporto a sé e agli altri. Cinema intenso e frammentato, poco fortunato nelle sale e raramente considerato dai Festival. Cinema apolide, non a caso amato in Italia dal Taocinema gestione Ghezzi e ora dal Torino Film Festival che gli ha dedicato la personale (curata da Giulia D’Agnolo Vallan).
Toback ha realizzato sette film, stimolanti proprio per l'imprevedibilità del procedere, quasi sempre a contatto con la città di New York, set di piccole avventure dei sentimenti che si aprono ad altri misteri, dove personaggi anonimi dis-ordinano ancor più le loro vite esponendole al rischio, al confronto con esperienze bigger than life (fin dentro trame noir e terroristiche, come capita soprattutto in Star's Lovers) o con rivelazioni di un pensare e sentire intimo che, bruciandosi nell'attimo della scoperta, già accolgono, sui corpi e nelle parole, ulteriori segni di verità e menzogna (come accade nella lunga schermaglia di sesso che vede complici gli amanti di Two Girls and a Guy).
Quest’ultimo film è utile per individuare analogie in una filmografia dai pochi titoli che si specchiano facendo riemergere volti e situazioni da ri-filmare e ri-fare (quasi nel senso di remake) a distanza di tempo. Two Girls and a Guy, nel rappresentare la vendetta di due ragazze nei confronti del loro fidanzato (che si rivelerˆ essere lo stesso uomo), ritrova, dopo dieci anni, Robert Downey Jr., che fu già protagonista di Ehi… ci stai? (The Pick-Up Artist). In entrambi i casi interprete di un personaggio che ama le donne, le abborda in una missione di quotidiana ricerca. Se Ehi… ci stai? mostrava il giovane intento a (in)seguire le ragazze per New York, fino a conquistare il cuore di una di loro, Molly Ringwald, senza però vedere la vita della coppia, Two Girls and a Guy sembra ripartire dalla fine di quel film. Il personaggio – lo stesso – è cresciuto, e si viene a conoscenza proprio di quel dopo, dei suoi rapporti con le donne. Toback crea analogie evidenti, fino a far fare a Downey gesti simili di fronte allo specchio: per esercitarsi a conquistare ragazze (Ehi… ci stai?) o per provare le sue doti di attore emergente nel personaggio di Two Girls and a Guy.

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Il cinema d'attori di Toback accoglie Harvey Keitel e Danny Aiello in Raptus per un killer (Fingers), dove un aspirante concertista è costretto dal padre in un intreccio di violenza, scommesse e prostituzione. Nel gioco delle scommesse si inscrive, in parte, anche Ehi… ci stai? con Keitel magnaccia e Aiello proprietario di bar (inoltre c'è Dennis Hopper, padre alcoolizzato di Molly Ringwald). Keitel diventa capo di una banda di terroristi nel migratorio (fra cinema, fotografia, copertine di riviste, New York e Parigi) Star's Lovers (Exposed), dove compare anche Pierre Clementi nel ruolo di uno sfasato membro del gruppo di attentatori e dove una splendida Nastassja Kinski si sostituisce al padre Klaus che fu interprete del precedente film di Toback Per amore e per denaro (Love and Money), ulteriore sconfinamento di generi (giallo, intrighi internazionali, sesso).

James Toback
Nato a New York nel 1944, Toback è regista e sceneggiatore. Ha scritto le sceneggiature di 40.000 dollari per non morire (1974) di Karel Reisz e Bugsy (1991), candidata all'Oscar, di Barry Levinson. Esordisce nella regia con Rapsodia per un killer (1978, da un suo script), apprezzato da Truffaut, Fassbinder e Tarantino. Gli altri suoi film sono Per amore e per denaro (1982), Star's Lovers (1983), Ehi… ci stai? (1987), il documentario The Big Bang (1989), Two Girls and a Guy (1998) e il recente Black and White (2000), dove le nevrosi e il lavoro sulle identità, tratti tipici del suo cinema, riappaiono in una forma visiva più morbida nell’incursione nella scena musicale hip hop newyorkese abitata da neri e bianchi.

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