Jeremy Saulnier: da Murder Party a True Detective 3

Il virginiano Jeremy Saulnier, regista, sceneggiatore e direttore della fotografia classe 1976, con tre titoli di istantaneo culto festivaliero e alt-cinefilo (Blue Ruin, Green Room, l’ultimo Hold the dark per Netflix) si è inserito a pieno titolo in quel gruppo di autori fuori radar che, muovendosi coscientemente nel genere, guardano oltre, riempiendo le loro opere di riferimenti sociali, antropologici, morali. Come S. Craig Zahler e David Robert Mitchell, il regista americano usa l’escamotage di una trama accattivante per proiettare il proprio spettatore dentro dimensioni asfissianti, realtà disturbanti, dolori accecanti. La minaccia è sempre in agguato, dietro una porta o un albero indifferente alla nostra sofferenza.
Non è un caso allora che Nic Pizzolatto abbia pensato proprio a Saulnier per la regia dei primi due magnetici episodi della terza stagione di True Detective, The Great War and Modern Memory e Kiss Tomorrow Goodbye, da poco approdati al passaggio televisivo internazionale.

E’ l’occasione giusta per tornare agli esordi di Jeremy Saulnier, quando il regista si divertiva con l’horror fatto in casa e lo splatter do-it-yourself del team The Lab of Madness: esperimenti sicuramente più giocosi del cinema che Saulnier approfondirà in futuro, ma che già annunciavano la disillusione e lo sguardo disincantato delle sue opere della maturità. Con proiezione di un film inedito a sorpresa, in versione originale sottotitolata in italiano.

Jeremy Saulnier: da Murder Party a True Detective 3
con proiezione di un film inedito del regista
giovedì 24 gennaio 2019, h 20.30
Sentieri Selvaggi, via Carlo Botta 19 a Roma
INGRESSO GRATUITO

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