Jesus Rolls – Quintana è tornato!, di John Turturro

A chi appartiene, davvero, un personaggio? All’autore che lo ha creato dal nulla e poi lo allevato, da buon genitore, con le sue parole e le sue idee? O invece è dell’attore che lo ha interpretato, consegnandogli, senza remore, il corpo, la voce, il volto, i vizi? O forse, addirittura, il personaggio è solo del suo pubblico, l’unico che può decidere se cristallizzarlo o trasformarlo, se ucciderlo o renderlo immortale? Un dibattito simile, in questi giorni, potrebbe essere fatto sul personaggio del Joker, dopo l’incredibile successo del film di Todd Phillips/Joaquin Phoenix. Chi decide quanto e come si può stravolgere un’icona. John Turturro, in modo inconsapevole, con Jesus Rolls, la sua sesta regia, dà la propria risposta. L’attore italo americano riprende l’iconico personaggio di Jesus Quintana, lo strano campione di bowling rivale di Jeff Lebowski nel film dei Coen, e gli confeziona intorno una pellicola strana e naif.  Accompagnato dal sodale Pete e dalla stravagante Marie, Jesus si cimenta in avventure agrodolci e libertine, compiendo piccoli crimini e girovagando per strade e paesaggi che ricordano più la Francia del sud che gli Stati Uniti fuori NY.

Ispirato a I santissimi di Bertrand Blier, Jesus Rolls ha, quindi, la doppia natura del remake e dello spin off, in una strana doppia natura di opera personale e operazione commerciale. Turturro, infatti, realizza quello che, in fin dei conti, è un prodotto incomprensibile (o peggio, furbamente disperato). L’attore-regista snatura il personaggio di Quintana e lo inserisce in un contesto sconclusionato. Di per sé, l’idea di rifare il film cult di Blier, portandone la forza sessuale e la naïveté gonzo nell’America contemporanea, ha la forza audace dell’assurdità. Il risultato finale, però, sconta una mancanza d’urgenza e un’autoreferenzialità che lo rende qualcosa di fuori tempo. L’idea di inserire a forza l’icona Jesus, in un film evidentemente scritto con altri scopi, non solo soffre il peso del tradimento alla mitologia coeniana (e infatti si dice che i due fratelli, dopo aver concesso l’uso del personaggio a Turturro, non abbiano proprio gradito il risultato finale) ma soprattutto si scontra con la fragilità di un protagonista che, pur straordinario, era comunque un grottesco cammeo in un film che lo vede in scena per pochi istanti.

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Svuotato Jesus da ogni sua caratteristica (anche il bowling è usato come un riempitivo, non ha valore nella vicenda) l’unico collegamento concreto al film dei Coen risiede nel desiderio di raccontare la rivincita di un loser. Jesus, come Jeffrey Leboswki, è un personaggio borderline, orgoglioso di essere, in ogni sua cellula, intollerabile per la perfetta morale dell’America di oggi. Jesus non ha nessuna voglia di essere reinserito, accettato, compreso. La via che sceglie, insieme a Pete e Marie, è quella di ostentare, non nascondere, la sua eccezionalità, il suo essere “fuori”. Il messaggio è encomiabile e commovente ma la riuscita è troppo flebile per suscitare entusiasmi. Jesus Rolls è un film nato come un divertissement famigliare, un modo per Turturro di rivedere i vecchi amici di sempre (Christopher Walken, Susan Sarandon) e passare, ancora una volta, una giornata insieme. Niente di più.

Titolo originale: The Jesus Rolls
Regia: John Turturro
Interpreti: John Turturro, Bobby Cannavale, Audrey Tautou, Susan Sarandon, Jon Hamm, Christopher Walken, Pete Davidson, Gloria Reuben, Sonia Braga
Distribuzione: Europictures
Durata: 117′
Origine: USA, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4 (1 voto)