John Giorno, la retrospettiva al MAMbo di Bologna
Dal 5 febbraio al 3 maggio il Museo d’Arte Moderna bolognese dedica al poeta e performer statunitense una mostra sulla sua produzione artistica multiforme
Poeta, performer e figura della Beat Generation, John Giorno è uno dei protagonisti più radicali dell’avanguardia americana del secondo Novecento, noto anche per la collaborazione con Andy Warhol, che lo vuole come interprete nel film Sleep. A lui il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna dedica, dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi, la prima grande retrospettiva istituzionale, allestita nella Sala delle Ciminiere.
L’esposizione ripercorre la produzione artistica di John Giorno con diversi nuclei di opere. Ad aprire John Giorno: The Performative Word è Perfect Flowers, una serie di tele dai colori accesi che intrecciano parola e immagine attraverso versi dedicati al mondo floreale. Cuore della mostra è Dial-A-Poem, la famosa opera interattiva con cui Giorno ha trasformato il telefono in uno strumento di diffusione poetica, permettendo al pubblico di ascoltare, componendo un numero, le registrazioni di poeti, artisti, musicisti e attivisti mentre leggono le proprie composizioni. Nato nel 1969 e presentato nel 1970 nella mostra Information al MoMA di New York, il progetto è diventato uno dei lavori più iconici di Giorno espandendosi negli anni fino a includere 282 registrazioni di 132 autori, tra cui Patti Smith, Allen Ginsberg e Amiri Baraka, e dando vita a numerose edizioni internazionali come Dial-A-Poem France, Mexico, Brazil, Thailand e Switzerland.
In occasione della mostra bolognese nasce Dial-A-Poem Italy, versione italiana con la partecipazione di oltre trenta poeti italiani contemporanei, selezionati dalla curatrice Caterina Molteni. Tra le voci presenti figurano Antonella Anedda, Domenico Brancale, Milo De Angelis, Valerio Magrelli e Patrizia Valduga. Il percorso prosegue con una sezione dedicata ai materiali d’archivio, a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani e un allestimento progettato da EX. (Andrea Cassi, Serena Giardina e Michele Versaci), che ricostruisce la la produzione di John Giorno tra arte e attivismo. Il legame con Ugo Rondinone, suo compagno fino alla scomparsa, è presente nella video installazione THANX 4 NOTHING. In mostra anche i Vinyl Paintings (1989), i Black & White Paintings, una selezione di Works on Paper, le Early Prints (1968–1974) e alcune video installazioni realizzate con Rondinone per I ♥ John Giorno (Palais de Tokyo, 2015). Chiude il percorso una selezione di Rainbow Paintings, legata all’impegno di Giorno per le comunità LGBTQIA+.
L’inaugurazione della mostra, in programma mercoledì 4 febbraio 2026, dalle ore 18.00 alle 21.00, prevede una sonorizzazione, a cura di Neu Radio ed eseguita da Alice Malice, che richiama le atmosfere sonore, i brani musicali e le frequentazioni artistiche di John Giorno.



























