Jonny Greenwood: la rockstar preferita di Paul Thomas Anderson
Da Bodysong alla colonna sonora di Una battaglia dopo l’altra, il chitarrista dei Radiohead ha tracciato un percorso fatto di suoni che hanno saputo arricchire storie e immagini senza mai sovrastarle
Jonny Greenwood è un polistrumentista, compositore, chitarrista del celebre gruppo indie rock Radiohead e del più recente The Smile, ma anche filantropo e produttore di olio d’oliva nelle Marche. Una creatività incontenibile che si dirama e crea infinite connessioni con arte, musica e cinema. La 98ª cerimonia dei premi Oscar, che si terrà a Los Angeles al Dolby Theatre il 15 marzo 2026, lo vede tra i protagonisti come candidato nella categoria Miglior colonna sonora per Una battaglia dopo l’altra. E chissà se la terza sarà la volta buona…
Per Greenwood, infatti, si tratta della seconda nomination scaturita dalla lunga collaborazione con il regista Paul Thomas Anderson dopo quella per Il filo nascosto, e la terza in assoluto dopo quella per Il potere del cane di Jane Campion. Leggenda narra che il sodalizio con il regista statunitense sia nato per caso a Rotterdam. Anderson si trovava lì per il Film Festival del 2003 e, per sfuggire a un acquazzone improvviso, si rifugia in una sala cinematografica in cui stavano proiettando Bodysong, documentario sulla condizione umana diretto da Simon Pummell. “Era come se fossi in trance. Una meravigliosa raccolta delle due semplici cose con cui un film deve funzionare: immagini e musica” ha raccontato successivamente. “Ovviamente conoscevo il lavoro di Jonny Greenwood coi Radiohead, ma mi sono innamorato di quel che aveva fatto per il film”.
Il colpo di fulmine artistico porta alla creazione della colonna sonora per Il petroliere: un lavoro audace che mescola il materiale più sperimentale del periodo di Kid A alla passione per la musica classica di Greenwood, aggiungendo elementi di Popcorn Superhet Receiver, una composizione creata in precedenza per la BBC Concert Orchestra. Dopo Il petroliere, Greenwood è stato coinvolto nel film successivo di Anderson, The Master, incentrato sul rapporto tra un guru spirituale (interpretato da Philip Seymour Hoffman) e un veterano della Seconda guerra mondiale (Joaquin Phoenix). Un legame che migliora e si cementifica opera dopo opera, proseguendo con Vizio di forma, Il filo nascosto, Licorice Pizza e Una battaglia dopo l’altra.
Corso di Regia in presenza a Roma dal 17 marzo

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L’ultima opera di Anderson, libero adattamento del romanzo Vineland di Thomas Pynchon, ha fatto tanto parlare di sé per la sua rappresentazione della società americana, ottenendo comunque 13 candidature agli Oscar 2026. Protagonista è Leonardo DiCaprio nei panni di un rivoluzionario in declino che vive da anni ai margini della società insieme alla figlia (Chase Infiniti), quando un vecchio nemico (Sean Penn) riemerge, minacciando la sicurezza della famiglia.
Quest’ultima collaborazione rappresenta forse l’apice di un sodalizio artistico che simboleggia la perfetta unione di musiche e immagini. Come ha dichiarato lo stesso Anderson in un’intervista a Forbes: “Jonny è stato coinvolto fin dall’inizio, ha potuto leggere il copione molto tempo prima. Ha scritto la musica in modo che potessimo guardare i giornalieri, far partire la musica che stava scrivendo insieme alle immagini e calarci nella giusta atmosfera. Così facendo, tutti avevano dentro di sé quella musica ed erano in grado di remare nella stessa direzione”.
Jonny Greenwood sembra aver trovato la chiave per mettere a disposizione del cinema la sua formazione musicale e la lunga esperienza maturata con i Radiohead, progetto che lo vede pienamente coinvolto dal 1991. Come racconta al New Yorker, Greenwood ricorda di essersi avvicinato per la prima volta al mondo della musica per il cinema eseguendo dal vivo, con l’orchestra giovanile di Oxford, la colonna sonora di Assassinio sull’Orient Express di Richard Rodney Bennet. “Quello che amo della musica da cinema è che c’è un regista con cui trascorrere mesi, si spera, scambiando idee ed entusiasmi per vari strumenti e stili musicali”.
Un entusiasmo che lo ha portato a collaborare non solo con PTA, ma anche con la regista Lynne Ramsay per You Were Never Really Here e …e ora parliamo di Kevin, con la già citata Jane Campion per Il potere del cane e con Pablo Larraín per il suo film dedicato a Lady Diana, Spencer.
Jonny Greenwood, da quella prima esecuzione della colonna sonora di Assassinio sull’Orient Express fino a Una battaglia dopo l’altra, traccia un percorso da figura del rock che ha saputo arricchire storie e immagini con suoni personali senza mai sovrastarle. Ora tocca all’Academy decidere se, nella lista dei grandi successi ottenuti, si aggiungerà anche la celebre statuetta d’oro.





















