Jumpers – Un salto tra gli animali, di Daniel Chong
Il nuovo film Disney Pixar è una lettera d’amore all’ambiente e un monito dell’importanza della consapevolezza sociale come punto di partenza per costruire una società migliore
“Siamo sotto lo stesso cielo“. Un promemoria fondamentale per comprendere l’importanza del rispetto. Rispetto per gli altri, rispetto per la natura, rispetto per l’ambiente in cui si vive. Senza rispetto, non c’è futuro, non c’è speranza. Restano solo rabbia, prevaricazione, vendetta e, soprattutto, violenza. E, di conseguenza, la distruzione di ogni cosa. Jumpers – Un salto tra gli animali, nuovo lungometraggio Disney Pixar, racconta esattamente questo, con una fiaba matura, delicata, che parla sia ai bambini, sia agli adulti, impreziosita da un’animazione curata fino al minimo dettaglio che ne esalta tematiche e discorsi.
Il film segue Mabel, una ragazza di diciannove anni dall’animo ribelle, che condivide con la nonna l’amore per la natura e per gli animali. Prima di morire, la donna le affida le cure di una piccola area naturale al limitare della città. Quando il sindaco Jerry Generazzo decide di raderla al suolo per poter costruire la nuova superstrada, la ragazza comincia una lotta disperata per poter salvare quel luogo a cui è così legata. La svolta arriva nel momento in cui scopre che la sua docente all’università ha creato una macchina innovativa che permette di trasferire la propria mente in corpi animali robotici. Mabel si appropria della tecnologia e, prese le sembianze di un castoro, fa di tutto per spingere la fauna locale a riappropriarsi del loro habitat naturale. Rischiando però di scatenare le forze sbagliate.
Daniel Chong, già autore della serie animata per bambini We Bare Bears – Siamo solo orsi, torna a mostrare il rapporto tra umani e natura con una storia che parla di ambientalismo, incorporandolo in un discorso più ampio sul rispetto generale verso tutto ciò che abita il pianeta terra. Seguendo una visione panteistica naturalista, infatti, tutto è vivo e interconnesso. Di conseguenza, la lotta per preservare l’ambiente non è fine a sé stessa, ma nasce proprio da questa rete di legami che è il mondo. Rifiutare ciò significa distruggere tutto, violentare la realtà in cui si vive. “Non c’è posto per la rabbia se si fa parte di qualcosa di grande“, questo ripete continuamente la nonna di Mabel alla nipote sin dall’inizio. Per Re George, il castoro leader dei mammiferi con cui la ragazza farà amicizia, tutto questo è fattuale. Non a caso una delle sue regole è aiutarsi l’un l’altro, non per una questione morale, ma come atto di condivisione che nasce proprio da un ecosistema funzionante solo se si abdica al mero interesse personale.
Per Mabel, tuttavia, non è scontato. La consapevolezza di fare parte di qualcosa di grande si accompagna allo sgomento nel vedere tutto ciò fatto a pezzi, giorno dopo giorno, da chi, in teoria, dovrebbe invece pensare a salvaguardarlo. Jerry ha quello che la ragazza non ha, il potere. Come direbbe qualcuno, “da grandi poteri, derivano grandi responsabilità“. Jerry ha davanti a sé due strade. Potrebbe usare quel potere per costruire un futuro realmente inclusivo per tutti, sostenibile, rispettoso. Oppure potrebbe pensare solo al suo tornaconto personale. Purtroppo, la seconda via è spesso la più comoda. E Jerry la coglie, semplicemente perché può. A questo punto, a Mabel non rimangono che l’impotenza e la rabbia. Lei sa come userebbe quel potere, ma non può farlo, non ce l’ha. Le importa troppo, ma è circondata da gente a cui non interessa o che non ha il coraggio di fare quel passo in più che cambierebbe realmente le cose.
AI per la POSTPRODUZIONE: corso online dal 15 aprile

-----------------------------------------------------------------------
Come risultato, Mabel non si fida del mondo. Il suo unico legame con la fiducia va in frantumi nel momento in cui perde sua nonna. La salvezza dello stagno dalle grinfie di Jerry acquista quindi una portata simbolica ancora più potente. La distruzione di quella piccola area naturale per Mabel non equivale semplicemente alla scomparsa di flora e fauna, ma incarna la perdita definitiva della fiducia nel mondo. Una visione che si scontra con quella di Re George. “La fiducia è come una diga” le dice. A volte ci sono perdite, ma riparabili. Per Mabel non è facile da accettare. Non vede alcun bene nell’essere umano, solo ignavia, avidità, noncuranza e un bisogno incessante di distruggere tutto quello che ostacola i suoi desiderata. Tocca proprio a Jerry confermare o smentire tutto questo.
Con riferimenti anche espliciti a film come Avatar, Koda, fratello orso e La gang del bosco, Jumpers – Un salto fra gli animali è allo stesso tempo una dichiarazione d’amore all’ambiente e un monito al mondo, l’affermazione che una società allo sbaraglio può ripartire solo da una consapevolezza sociale. “Siamo sotto lo stesso cielo“, direbbe Re George. Siamo parte di un tutto che va preservato, curato, coltivato. Dimenticarsene equivale a far divampare un incendio pronto a distruggere il bosco. Ricordarsene significa sacrificare qualcosa di sé per spegnere quelle fiamme. Una lezione preziosa in una società che non sa più come si fa un passo indietro per provare a mettersi nei panni dell’altro.
Titolo originale: Hoppers
Regia: Daniel Chong
Voci originali: Piper Curda, Bobby Moynihan, Jon Hamm, Kathy Najimy, Sam Richardson, Aparna Narcherla, Vanessa Bayer, Isiah Whitlock Jr., Nichole Sakura, Tom Law, Karen Huie, Eduardo Franco, Meryl Streep, Dave Franco, Eman Abdul-Razzak, Steve Purcell, Alan Carr, Amanda Holden, Joe Spano
Voci italiane: Tecla Insolia, Giorgio Panariello, Francesco Prando, Mirta Pepe, Gabriele Vender, Mattea Serpelloni, Valentina De Marchi, Francesco Rizzi, Giulia Luzi, Luigi Morville, Melina Martello, Alberto Franco, Rossella Izzo, Gianfranco Miranda, Andrea Frantoni, Giò Giò Rapattoni, Gerolamo Alchieri, Carlo Valli
Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
Durata: 105′
Origine: USA, 2026





















