Karate Man, di Claudio Fragasso

Un film che prende spunto dalla storia della malattia e dei successi di Claudio Del Falco. Un sottotesto rivolto ai giovani: lo sport può aiutare la salute

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Nel momento d’oro di Cobra Kai su Netflix ecco il ritorno dell’indipendente Claudio Fragasso, che irrompe ancora una volta nel cinema italiano con un action-drama a sfumature mélo ispirato alla vita di Claudio Del Falco, un karateka che dall’età di dieci anni è affetto da una grave forma di diabete che l’ha costretto ad un modo di vivere completamente diverso da quello dei suoi coetanei.

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Claudio è il titolare di una palestra a Roma, ereditata dal padre benestante. Quando rimane ferito durante un incontro e finisce in coma, due strozzini ne approfittano per appropriarsi della sua proprietà con dei raggiri illeciti. Claudio esce dal coma grazie alla sua forza di volontà e alle cure della sua fisioterapista Laura, e il suo unico obiettivo è quello di riappropriarsi della palestra, e dovrà partecipare ad un ultimo incontro che potrebbe essergli fatale.

Karate Man segue i modelli dell’action anni 80, da Rocky ai film con Van Damme, fino alle atmosfere dei primi film di John Woo. Forte l’assonanza di storia col personaggio dei fumetti Marvel Iron Man, dove il padre lascia tutto al figlio e il giovane costruisce un armatura che lo protegga. Potremmo dire che la scheggia nel cuore di Iron Man sta al diabete di Del Falco ma attenzione, Karate Man è lontano dai riferimenti appena citati, sia per qualità visiva, per colpa dei limiti del low-budget, che per linee narrative deboli. La prima parte del film, in più, ha anche l’arduo compito di dover sostenere la sottotrama sentimentale e melodrammatica, inficiata dalle interpretazioni poco naturali e un po’ macchinose del cast.

Nella seconda parte, quella dove l’atleta protagonista assieme al campione italiano Stefano Maniscalco regala un bel ritmo preparandosi all’atto finale, si menziona più volte la filosofia del karate come arte di difesa. Poi c’è una storia di usura dove Claudio rischia di perdere tutto, per cui deve lottare nell’oscuro mondo del ‘Blind Fighting’, e non manca la parte onirica rappresentata dai ricordi del padre e dagli insegnamenti dei grandi maestri.

Molti i temi che la sceneggiatrice Rossella Drudi, a quattro mani con Fragasso, ha inserito per arricchire il film, il più serio è certamente quello della violenza sulle donne, ma tutto il resto sembra abbozzato. Riuscita invece la caratterizzazione dei personaggi secondari, tra tutti quella dell’amico eterno Marco Aceti e del manager senza scrupoli Stefano Calvagna, e l’operazione ‘pulp’ di rendere ridicoli i cravattari cattivi del film. Meno credibile la figura dell’hacker emo-gotica.

Fragasso ha il merito e l’astuzia di voler lanciare un messaggio forte ai giovani: lo sport può aiutare la salute. Un’operazione che nobilita questo piccolo film.

Regia: Claudio Fragasso
Interpreti: Claudio Del Falco, Stefano Maniscalco, Stefano Calvagna, Anne Garcia, Niccolò Calvagna, Marco Aceti
Distribuzione: Ipnotica Film
Durata: 85′
Origine: Italia 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
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Il voto dei lettori
2.67 (3 voti)
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