Karenina & I, di Tommaso Mottola

L’amore è vita.


Tutto, tutto ciò che io capisco,
lo capisco solamente perché amo.
Tutto è, tutto esiste
solamente perché io amo.
Lev Tolstoj

Nelle sequenze finali del composito film di Tommaso Mottola, quando ormai tutto è compiuto, il sacrificio di Anna Karenina e quello di Tolstoj, ma anche quello di Gørild Mauseth che accetta la sua condizione di pendolare della vita, tra i luoghi della sua infanzia e quelli del suo lavoro, del suo essere attrice multiforme, ma anche di madre e moglie, le parole dello scrittore russo, recitate da Liam Neeson, risuonano precise a segnare lo spazio di un mistero amoroso che, a patto della vita, non consente confini.
Non è una sfida facile quella che Mottola, marito della bella Gørild Mauseth, decide di intraprendere con un film che vuole indagare su una metamorfosi profonda dell’animo e su quanto il mondo fantastico della narrazione e i suoi personaggi, quando sono profondamente veri, possano accompagnare i percorsi di trasformazione, mutando le prospettive e lo sguardo sulla vita di chi abbia la fortuna di frequentarli.
Gørild Mauseth è un’attrice norvegese, famosa nel suo Paese, con un dolore profondo alle spalle. L’offerta del teatro di Vladivostok di recitare in russo Anna Karenina la destabilizza. Lei non conosce il russo e sa che il personaggio è complesso. L’accettazione della sfida metterà alla prova la sua resistenza, ma sarà anche un viaggio dentro la sua vita e il personaggio di Anna che ora comprenderà a fondo, cambierà la sua esistenza.
A metà tra un diario intimo e un diario pubblico, tra un virale vademecum attoriale e un eclettico prodotto di un cinema sorprendente, Karenina & I con l’espressione profonda delle sue immagini e la presenza scenica di Gørild Mauseth, diventa anche un percorso personale per lo spettatore. Il dramma dell’eroina tolstoiana, si accompagna ai dubbi e alle incertezze dell’attrice, ma ci tiene compagnia in quel necessario e obbligatorio confronto che un personaggio che muore d’amore e per amore, ci spinge a realizzare. Karenina & I, spinge in profondità la sua ricerca, con uno stile febbrile, provando a trasformare le parole e le sensazioni in quelle immagini che esaltino il profilo di un’anima inquieta, di una mai possibile pacificazione e di una ricerca di quella perfezione artistica che confina, a sua volta, con l’amore per quello che si compie, per quello che si vive.
Tommaso Mottola, aiutato da una straordinaria Gørild Mauseth, coautrice della sceneggiatura, ripercorre gli stadi di una coscienza che da Tolstoj portano al problematico personaggio di Anna Karenina e da qui ci conduce nel mondo introverso, che con il film si fa estroverso, dell’attrice e da qui ancora alla complessità del mondo del teatro e della sua faticosa messa in scena. Tutto accade nella contemporaneità, tutto accade dentro le stesse immagini che, al contempo, si fanno vivide di questa efficacia esplosiva che posseggono. Karenina & I, diventa così un film tutto d’un fiato che non ammette pause e non ammette interruzioni. I soliloqui diventano materia fruttuosa per le future immagini che si fanno coscienza di se stesse nel loro susseguirsi. Un’operazione davvero fatale per l’esito luminoso al quale giungono, coniugando il pubblico e il privato in una successione in cui solo la coscienza profonda di Gørild Mauseth sa dare voce ad un personaggio con il destino segnato come quello di Anna Karenina.
In questo lavoro di stratificata indagine si scorge e poi si impossessa del film, il progressivo e inesorabile sovrapporsi dell’esperienza umana dell’attrice protagonista con il mondo oscuro e infelice di Anna e Anna stessa diventa la sovrapposizione evidente dell’anima profondamente russa dello scrittore che le ha dato vita e morte. Si riflette sulla loro vite e si finisce con il sovrapporre le loro morti nelle stazioni ferroviarie in cui hanno cessato di esistere. Tutto avviene con la complicità esplicita del paesaggio russo, la sua sconfinata consistenza che suggerisce perfino sentimenti claustrofobici, tanto dannatamente grande e così perdutamente distante da ogni libertà che ispira ad esempio il mare. Un paesaggio che muta, così come muta il fuso orario e che diluisce, nella sua immensa vastità, ogni sentimento rendendolo sfumato e consumato nel successivo che si sovrappone.
Karenina & I, è sicuramente un film che ripensa al teatro in chiave personale, ma è soprattutto un’opera che nel suo scavare nel profondo a tratti tocca l’anima con le sue improvvise verità, illumina i sensi con i suoi lampi di inattesa bellezza e offre un cinema che sa nutrirsi del tanto che ci è disponibile, lavorando con sapienza su quel crinale tra il vero e la messa in scena, tra l’ombra e la luce, in cui emerge con lineare profilo, una forma del vero che brilla di un inatteso splendore che ci avvicina all’assoluto.

Regia: Tommaso Mottola
Interpreti: Gørild Mauseth, Liam Neeson, Sonia Bergamasco, Fekla Tolstoy, Valentin Zaporozhets, Evgeny Veigel, Vladislav Yaskin
Origine: Norvegia, 2017
Durata: 86’