----------------------------
Come vendere una storia per il cinema e la televisione, dal 9 aprile

-----------------------------------------------------------------

Keeper – L’eletta, di Oz Perkins

Un horror ambizioso e stratificato che guarda ai maestri del perturbante, ma resta sospeso tra fascinazione e manierismo. Promette inquietudine, senza però riuscire ad affondare il colpo

Occorre dirlo subito: Keeper. L’eletta, il sesto lungometraggio da regista del discontinuo, ma sempre o quasi stimolante, Oz Perkins, autore tra gli altri del fincheriano Longlegs e del kinghiano The Monkey, assimila tutto il meglio e il peggio del cineasta figlio d’arte, instancabilmente sospeso tra iper citazionismo, contaminazioni di genere e vane distorsioni di sguardo. Mai così radicale, mai così estremo. Perkins fa all in, firmando quella che sembra essere, senza alcuna volontà di celarsi, una vera e propria lettera d’amore al cinema di Robin Hardy, Lars von Trier, Panos Cosmatos e David Lowery.

---------------------------------------------------------------------
Corso online SCRIVERE e PRESENTARE un DOCUMENTARIO al 13 aprile

---------------------------------------------------------------------

Un’auto si perde tra le foreste americane di uno stato senza nome. Un altro non luogo, tipico del cinema di Perkins. Al suo interno, una coppia: Malcolm, che nella vita fa il medico e non sembra affatto interessato a parlare di sé, e Liz, una pittrice, la quale, a differenza del compagno, ama sorridere, perdersi nei propri pensieri e costruire invidiabili – si fa per dire – castelli di illusioni, oltreché sogni ad occhi aperti. Liz crede nell’amore tanto quanto ritiene concreta la plausibilità del male, inavvertito e sovrannaturale, ormai prossimo a manifestarsi tanto nell’amore quanto nella foresta che stanno per raggiungere, laddove i due trascorreranno un periodo nel cottage di Malcolm, in attesa di un cugino sconosciuto: una giovane donna spaventata, e poi chissà.

Debitore dell’ultimo Charlie Kaufman – ci ricordiamo dell’anomala e cupissima discesa negli abissi della psiche prodotta da Sto pensando di finirla qui? – Keeper, quantomeno restando sulla trama, o meglio sulla carta, può perfino apparire un progetto interessante, oltreché enigmatico. Tanto da domandarsi se Perkins non abbia finalmente fatto il salto. Al termine della visione, però, l’evidenza è concreta: qualcosa è venuto meno. Vuoi per mancata immersione nell’oscurità, oppure per velleitaria osservazione del male psichedelico e inafferrabile che, per quanto caleidoscopico e onnipresente sia – specie rispetto ai volti e ai corpi morbosamente indagati da Perkins, oltreché allo scenario folkloristico della foresta senza nome – rischia di spegnersi quasi immediatamente, fino a svanire del tutto. Trattandosi comunque di un lungometraggio dalla struttura lineare incessantemente distorta, oltreché stoner, intesa sempre in relazione all’horror.

Keeper, di Oz Perkins

Per questo, nello scarto tra imitazione e rilettura degli immaginari precedentemente citati – quelli di Hardy, von Trier, Cosmatos e Lowery – il cinema di Perkins fa la voce grossa, a tal punto da restare strozzato. Resta un sibilo, però, capace senz’altro di generare quell’attimo di inquietudine e profonda incertezza. Cos’è realmente il cinema di paura secondo Perkins? Esclusivamente elevated horror o qualcosa di più, dunque di ambiguo e ancora di stranamente inafferrabile? Non è chiaro. Seppure lo script iper citazionista di Nick Lepard le tenti tutte, guardando ad Antichrist – lui, lei e la foresta – e ancora a psicologismi, assimilazioni dell’incubo e oscuro simbolismo spirituale, da Mandy fino all’Eggers di The Witch e al Lowery di Sir Gawain e il Cavaliere Verde, il passo di Perkins è però rivelatore: talvolta repentino, altrimenti statico, poiché perduto e sempre più confuso sull’anima profonda del suo Keeper – L’eletta.

-----------------------------------------------------------------------
AI per la POSTPRODUZIONE: corso online dal 15 aprile

-----------------------------------------------------------------------

Ci troviamo di fronte a un horror cervellotico, manieristico e kaufmaniano sull’accettazione dell’amor perduto, oppure a un dramma angoscioso, dalle connotazioni evidentemente psicoanalitiche oltreché fiabesche, sull’impossibilità di sfuggire al proprio destino? Forse entrambe le cose, e al tempo stesso nessuna. Lo dimostra il fatto che alla composizione sbalorditiva, compiaciuta e misterica dell’inquadratura – qui Perkins decide che nulla è più nitido del male, bizzarro se contrapposto a Longlegs – lo script non riesca mai realmente ad adeguarsi, risultando una scrittura colta, seppur priva di emotività e di affondo crudele e concreto nella carne, oltreché nel male che gli uomini fanno, talvolta consapevolmente, altrimenti senza nemmeno rendersene conto.

A scanso di equivoci, Perkins non è un cattivo regista – l’intuizione della paura all’interno di Keeper è perfino avvincente, così come il laconico gioco a due tra gli interpreti Tatiana Maslany e Rossif Sutherland – ma è senz’altro un autore discontinuo, fin troppo “perseguitato” da immaginari orrorifici assai distanti tra loro, che vorrebbe, infruttuosamente e a più riprese, inglobare, forzandoli al dialogo, fino a generare uno strano oggetto che non è altro se non un ibrido spaventosamente scomposto, o peggio decomposto, di sensazioni e umori in reciproco e costante respingimento. Sulla carta sarebbe potuto essere tutto; sullo schermo si è rivelato invece tristemente nullo.

-----------------------------------------------------------------------
AI per la POSTPRODUZIONE: corso online dal 15 aprile

-----------------------------------------------------------------------

Titolo originale: Keeper
Regia: Oz Perkins
Interpreti: Tatiana Maslany, Rossif Sutherland, Glen Gordon, Birkett Turton, Logan Pierce, Eden Weiss, Cassandra Ebner, Tess Degenstein, Erin Boyes, Claire Friesen, Christin Park, Gina Vultaggio
Distribuzione: Be Water Film in collaborazione con Medusa Film
Durata: 99′
Origine: USA, Canada, 2025

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
Sending
Il voto dei lettori
3.63 (8 voti)

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative


    -----------------------------------------------------------------
    SPECIALIZZAZIONI: scarica la Guida alla Biennale Professionale della Scuola Sentieri selvaggi


    -----------------------------------------------------------------