“Killer in viaggio”, di Ben Wheatley

sightseers
Il regista convince ancora (dopo gli acclamati Down Terrace e Kill List), con una black Comedy di spaventosa efficacia; un viaggio di iniziazione tra due amanti di ordinaria follia suburbana che diventa una esilarante spirale omicida. Tappa dopo tappa, sulla strada, li segue senza mollare un attimo la presa, senza allentare un istante un ritmo che non smette di autoalimentarsi della propria originalità

sightseersDopo Down Terrace e Kill List, Ben Wheatley si conferma solido manovratore delle dinamiche del Genere (“di quelli che in giro non si vedono più”, direbbero alcuni – anche se di fatto le eccezioni non mancano mai e non smettono mai di comparire). Il banco di prova è di nuovo la Black Comedy. Tina e Chris sono due amanti piuttosto oltre la trentina: perfetti rappresentanti di una qualche normalità suburbana, ma anche tardo-adolescenti non eccessivamente cresciuti. Lei, ossessionata dalla morte accidentale del cagnolino Poppy, non riesce a staccarsi dalla (solita) madre che la riempie di sensi di colpa. Lui coltiva una solidità solo apparente, sotto cui covano improbabili ambizioni (sta scrivendo un libro, da completo dilettante) e spaventose aggressività. Le quali, se qualcuno viola gli spazietti che non cessa mai di ritagliarsi per sé, arrivano tranquillamente all'omicidio più brutale. È nel sangue, appunto, che annegherà (ma anche prospererà) il viaggio che i due decidono di affrontare lungo alcune tappe turistiche “strategiche” dell'Inghilterra rurale.

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Ineccepibile nonostante il budget (ancora una volta) ridotto, Wheatley costruisce con la precisione inventiva delle sue inquadrature (colpisce, in particolare, l'uso dei paesaggi) e il ritmo marziale del montaggio un tessuto di normalità (dei personaggi, delle situazioni, delle dinamiche) che mai sappiamo quando verrà lacerato dagli squarci “Black”, né quando verrà lacerato dagli squarci “Comedy”. Ma ne viene lacerato, e continuamente. E gli strappi sono tanto più esilaranti quanto più credibile è la normalità dei personaggi – e tanto più efficaci quanto più si allontanano dalle false piste che pure Wheatley semina abbondantemente: ci illude che possano avere qualche rilievo la solita diabolica madre frustrata o i danni della repressione sessuale (niente da fare: i due ci danno dentro clamorosamente), e invece riempie i film di tende semirigide per bicicletta e analoghe bizzarre “deviazioni”. E dosa il sangue con il contagocce, ma esattamente dove serve, senza alcuna sbavatura.

Normalissimi, cattivissimi, credibilissimi: l'apocalisse gioiosa di Tina e Chris, mai sfiorati dalla minima riserva nel falciare senza pietà chi si renda colpevole dell'atroce misfatto di una cartaccia per terra, procede omicidio dopo omicidio senza risparmiarsi agghiaccianti meschinità reciproche. Tappa dopo tappa, sulla strada, Wheatley li segue senza mollare un attimo la presa, senza allentare un istante un ritmo che non smette di autoalimentarsi della propria originalità.

 

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Titolo originale: Sightseers

Regia: Ben Wheatley
Interpreti: Alice Lowe, Steve Oram, Eileen Davies, Roger Michael, Tony Way, Monica Dolan, Jonathan Aris, Richard Lumsden, John Hurt

Origine: UK, 2012

Distribuzione: Academy Two

Durata: 88'

 

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