Kinski – il mio nemico più caro

Il film si annuncia come un documentario sull’attore Klaus Kinski e sul suo rapporto con il regista Werner Herzog (che lo ha diretto in Aguirre, Nosferatu, Woyzeck, Fitzcarraldo, Cobra verde) ma – pur mantenendo quel punto di partenza – si trasforma in un lavoro su Herzog, sulla sua idea di cinema e r/esistenza. I due percorsi – entrambi totalizzanti, fisicamente dispendiosi – si fanno sempre più inestricabili all’interno di un’altra sfida intimamente herzoghiana: custodire il passato, mettersi in relazione con la memoria, a partire dai propri corpi, soprattutto dagli occhi, e poi da fotografie e frammenti provenienti da quei cinque lungometraggi. Herzog ri-trova luoghi del suo cinema andandoli nuovamente a cercare oppure, nella straordinaria sequenza girata nell’appartamento che fu abitato da Kinski, fa riemergere dal passato – con la complicità di un filmare febbricitante e delle parole – un periodo della vita dell’attore. La sfida, enorme, si compie: restituire, intatto/modificato, un altro tempo. Anche ricordare, per Herzog, è un’avventura estremamente fisica.
Titolo originale: Mein liebster Feind – Klaus Kinski
Regia: Werner Herzog
Fotografia: Peter Zeitlinger
Montaggio: Joe Bini
Musica: Popol Vuh
Suono: Eric Spitzer
Interpreti: Claudia Cardinale, Werner Herzog, Klaus Kinski, Eva Mattes, Beat Presser (se stessi), Justo Gonzalez, Benino Moreno Placido, Guillermo Rios, Andrés Vicente
Produzione: Lucki Stipetic per Arte/BBC/Bayerischer Rundfunk/Cafe Productions/Finnish Broadcasting Company/Independent Film Channel/Werner Herzog Filmproduktion/Westdeutscher Rundfunk/Zephir Film
Distribuzione: Vitagraph
Durata: 95’
Origine: Gran Bretagna/Germania/Finlandia/Usa, 1999