Krano porta dal vivo le musiche de Le città di pianura

Il musicista veneto presenta a Perugia e Avellino i brani originali del film di Sossai, in un doppio appuntamento tra folk, psichedelia e radici popolari

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Dall’unione del musicista Krano e il regista Francesco Sossai è nata la colonna sonora de Le città di pianura. Entrambi sono due figli della terra veneta, i loro percorsi hanno traiettorie simili, seppur su ambiti diversi. Krano è il progetto di Marco Spigariol, negli anni ha suonato anche nei Vermillon Sands e nei Movie Star Junkies. Nel 2012 ha scelto di ritirarsi sulle colline di Valdobbiadene per ricaricare le giuste energie e farsi ispirare dai silenzi e dai suoni delle campagne del trevigiano. Nel 2016 pubblica il disco Requiescat In Plavem, otto tracce country che celebrano il Veneto e il suo dialetto, tra i fantasmi e le battaglie della prima guerra mondiale, fino a delle ballate anni ’70 in grado di omaggiare le sonorità acustiche di Neil Young e Brian Wilson.

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Con il film di Sossai, Krano ha potuto riprendere un discorso musicale folkloristico e popolare sulla sua terra d’origine, e questa volta la sua musica ha fatto da sfondo alle avventure disperate di Carlobianchi (Sergio Romano), Doriano (Pierpaolo Capovilla) e un giovane Giulio (Filippo Scotti) in cerca di emozioni sfrenate. Con la colonna sonora, Krano ha realizzato quindici tracce che vanno dal folk contemporaneo al post-rock, un mix di chitarre, suoni ambientali, voci distanti e testi in dialetto. Nel brano Gueramamatera l’artista gioca e sperimenta con melodie distorte, chitarre stonate e lunghi silenzi, trasformando il viaggio alcolico dei protagonisti in una dimensione a tratti psichedelica e allucinatoria.

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Ci sono poi le atmosfere folk di Ti o di More Film che sembrano tradurre le follie picaresche dei personaggi fino a scontrarsi apertamente con la solennità di Lentius, Profundius, Siavius – Solus (titolo che dà anche il nome all’album pubblicato nel 2023), brano che scandisce gravemente i momenti più intensi del film. E poi forse il brano che rimane più di tutti: Workaholica, qui l’on the road alcolico diventa una fuga dalla realtà e da tutti i suoi problemi, una voce spezzata, una batteria in 4/4 e due chitarre che duettano tra distorsioni e bending.

Per chi volesse ascoltare dal vivo l’artista veneto, mercoledì 3 dicembre il cinema PostModernissimo di Perugia ospita Krano con una performance dei suoi due album, Requiescat In Plavem e Lentius Profundius Suavius. L’ingresso è gratuito ed è possibile prenotare il proprio posto a questo link. Krano sarà ospite anche del Laceno d’Oro Film Festival il 7 dicembre presso il Libero spazio d’arte ad Avellino, una seconda data da non perdere per godersi ancora una volta dal vivo la magia della colonna sonora de Le città di pianura. Clicca qui per ulteriori informazioni.

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