FILM IN TV – L.A. Confidential, di Curtis Hanson

Un noir fatto di facciate, dove apparenza e realtà rappresentano lo stesso lato della medaglia, e i personaggi sono avvolti da un torbido fascino. Sabato 12 novembre, Paramount Channel, ore 21,10

Se c’è una cosa che Hollywood sa far bene è parlare di sé o far parlare di sé, tornare e ritornare sulla sua storia così ricca di sfumature e contraddizioni che la rendono, giustamente, approdo privilegiato di scrittori e registi. In tal senso L.A. Confidential non inventa nulla di nuovo: ripropone una storia e un’ambientazione classiche attraverso uno stile solo in parte rivisitato; abbiamo poliziotti, criminalità organizzata, dark ladies, atmosfere noir e una città che pullula di star e scandali. Curtis Hanson, e prima di lui James Ellroy autore del romanzo da cui il film è tratto, dimostrano di conoscere e saper padroneggiare a dovere questi elementi. Sin dall’inizio, infatti, mettono in scena una numerosa serie di personaggi e situazioni che in altre mani, meno esperte, non avrebbero ottenuto lo stesso effetto.

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Tre poliziotti (Kevin Spacey, Russel Crowe e Guy Pearce), diversi per attitudine e ideali, dovranno collaborare per risolvere due casi di omicidiol-a-_confidential apparentemente slegati, che vedono coinvolti spacciatori e protettori, prostitute dalle velleità artistiche (Kim Basinger) e giornalisti truffaldini (Danny DeVito).
Ma l’abilità di Hanson, che è anche sceneggiatore, non sta solo nel manipolare una materia narrativa piuttosto contorta garantendo una tensione costante, che è prerogativa imprescindibile di un buon thriller/noir. I suoi personaggi, così letterali per lo spessore che mantengono nella pellicola, sono avvolti da un fascino torbido che rivela una natura profondamente sfaccettata, un animo attraversato da luci e ombre, riflesso metacinematografico e non di ciò che accade all’esterno.

Già perché L.A. Confidential gioca la sua partita su un terreno poco stabile fatto di facciate, dove apparenza e realtà rappresentano lo stesso confidentiallato della medaglia, la stessa per esempio che il tenente Exley riceve per i suoi servigi o la stessa che si riflette sul volto di Lynn Bracken/Veronica Lake. Il richiamo evidente a quel cinema, a quel periodo in cui si facevano nascere eroi che in qualche modo infondevano sicurezza nelle persone, sembra però essere nostalgico più che puramente celebrativo: la bella e conturbante Lynn è costretta a somigliare a qualcun altro per attirare su di sé l’attenzione degli uomini; il sergente corrotto Jack Vincennes fa da consulente tecnico a una serie televisiva che con i suoi Lampi di gloria illumina nella finzione l’operato del corpo di polizia americano. Questa distanza tra un’idea appunto gloriosa di un passato e la sua cruda espressione nel presente porta L.A. Confidential su un piano strettamente attuale, dove le promesse di un mondo accattivante e lusinghiero non sono altro che verità mascherate dei giorni nostri.
Così le immagini di Vacanze romane che scorrono sul proiettore di Lynn, mentre lei e Bud si abbracciano, sono la copia sporca e sbiadita della loro relazione. Non che il riscatto o la felicità siano impossibili da conquistare – Hanson non si spinge tanto in fondo. La sua è una visione lucida e tutto sommato consolatoria, e per questo autentica e ancora oggi moderna, cinematograficamente e non.

Titolo originale: Id.
Regia: Curtis Hanson
Interpreti: Kevin Spacey, Russel Crowe, Guy Pearce, Kim Basinger, Danny DeVito, James Cromwell
Origine: USA, 1997
Durata: 132’
Genere: thriller, noir, drammatico

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Sabato 12 novembre, Paramount Channel, ore 21,10

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