La ballata dei gusci infranti, di Federica Biondi

Quando tutto crolla e nulla è più come prima. Quattro storie d’amore e speranza legate ad un tragico destino comune, il sisma nelle Marche del 2016. Con un brano inedito del rapper Random

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Tra i Monti Sibillini si intrecciano quattro storie diverse, quattro storie d’amore e speranza, ciascuna fatalmente legata a un tragico destino comune. Al centro del racconto c’è Jacopo, giovane amante della natura che gira in solitaria per i boschi declamando la Divina Commedia. I suoi anziani genitori sono Alba e ovviamente Dante, un’attrice e un drammaturgo ritiratisi in un casolare isolato sull’Appennino marchigiano per preparare il loro ultimo e glorioso spettacolo, un adattamento del paradiso di Dante Alighieri. In una fattoria nelle vicinanze vive Lucia, una donna forte e orgogliosa che sta attraversando un momento di profonda crisi, perché appena abbandonata dal marito. David ed Elisabetta sono una giovane coppia in attesa del loro primogenito, mentre l’ultimo arrivato nella zona è Don Ghali, il nuovo parroco africano giunto a gestire la piccola parrocchia alle pendici del monte. Tutto ciò che lega e accomuna questi personaggi sarà irrimediabilmente infranto nel momento stesso in cui la terra inizierà a scuotersi, lasciando ognuno costretto a raccogliere i pezzi della propria vita.

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La storia di La ballata dei gusci infranti è incentrata sul sisma del 2016, il tragico evento che ha interessato il territorio marchigiano e umbro tra la valle del Tronto, i Monti Sibillini, i Monti della Laga e i Monti dell’Alto Aterno. Non è mai semplice affrontare cinematograficamente una tematica delicata come questa senza cadere nel facile pietismo o nello spot per il territorio regionale, ma in questo caso il pericolo si può dire perlopiù scampato. La regista Federica Biondi riesce a sfruttare a pieno le possibilità del territorio marchigiano senza cadere nella celebrazione fine a sé stessa restituendo allo spettatore immagini molto potenti e immersive. La ballata dei gusci infranti è un film fatto di terra, di alberi, di agnelli, di mucche e in cui la materialità naturale è sottolineata dalla fotografia e dall’attenzione all’aspetto audio. In questa sorta di giardino dell’Eden ognuno dei personaggi è riuscito a ritagliarsi il proprio angolo personale, creando un’illusione di sicurezza e precario equilibrio. Il senso del film si trova tutto nella perdita di quest’illusione, nel momento in cui tutto crolla e nulla è più come prima. Se la prima parte convince e funziona come costruzione del mondo “originario” e presentazione dei personaggi e delle loro vicende, è il terzo atto a non rispettare le naturali aspettative che si erano create.

La scelta di celare la tragicità del terremoto allo spettatore affidandola agli occhi impauriti dei personaggi rappresenta una presa di posizione più che apprezzabile, sia per aspetti tecnici che narrativi. Lo stesso non si può dire per quello che segue, ovvero la reazione. Una tragedia del genere deve per forza di cose portare a un sentimento di resistenza, dettato innanzitutto da rabbia e disperazione ma in ogni caso necessario. L’intento degli autori sembra essere proprio il medesimo, ma in fin dei conti dopo il tragico evento nulla di tutto ciò viene realmente trasmesso allo spettatore. Il giardino dell’Eden è stato fatalmente scosso dal caso funesto, i gusci sono infranti e i legami affettivi ormai spezzati, in questo momento ci si poteva aspettare un desiderio di svolta e rinascita, al contrario tutto si è concluso con qualche messaggio di speranza a tratti retorico e piccoli attimi di comunione sottolineati da una colonna sonora insistita. Il terzo atto tradisce quindi le aspettative ben costruite nella prima parte del racconto lasciando in sospeso diverse questioni, col risultato di un apparente incompiutezza. Nonostante tutto un’opera prima interessante, che non è riuscita a fare i conti fino in fondo con sé stessa e con la sua tematica cardinale.

 

Regia: Federica Biondi
Interpreti: Giorgio Colangeli, Lina Sastri, Simone Riccioni, Samuele Sbrighi, Caterina Shulha, Miloud Benamara
Distribuzione: Linfa Crowd 2.0
Durata: 95′
Origine: Italia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
Sending
Il voto dei lettori
3.4 (10 voti)
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Le Arene estive di Cinema a Roma

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