La buona uscita, di Enrico Iannaccone

La borghesia a volte può essere la peggior piaga, perfino in una città piena di piaghe come Napoli. L’opera prima del vincitore del Miglior Corto ai David 2013 guarda con distacco, dunque disprezza

La borghesia non esiste più. Quante volte capita di sentire una frase del genere, ed è certo che ora è totalmente cambiata. Soprattutto se immersa in un contesto sociale che favorisce una sua evoluzione, in negativo. La buona uscita di Enrico Iannaccone è un ritratto grottesco ma paradossalmente verosimile di una parte dell’alta borghesia napoletana. Crudele, vorace, golosa, colta e insensibile, essa assume la figura di Marco Macaluso (Marco Cavalli), capace di farla franca, sempre e comunque. “La vita è facile”, questo è il suo motto.

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Ex fiamma dell’imprenditore Macaluso è Lucrezia Sembianta (Gea Martire) una professoressa universitaria sulla sessantina. La libertà è il concetto che la contraddistingue, in particolare la libertà sessuale. Chiamata “la ninfomane”, Lucrezia è anch’essa immersa nel marcio, e ne viene contagiata. Eppure la sua stessa libertà la rende diversa, le permette di percepire la realtà che la circonda in La buona uscita 2maniera differente. Ma la realtà è fissa, forse immutabile. E se lei lotta con tutte le sue forze per non perdersi e non perdere se stessa, la società che la circonda non ne risente. Le concede il suo spazio, ma sempre entro determinati confini e limiti.

La narrazione va di pari passo con le parole: i dialoghi, molto bel curati (forse fin troppo), portano avanti la storia. D’altronde, alla borghesia piace parlare. Certo, considerato che si tratta di un film low budget girato in soli venti giorni, il risultato è da ammirare. Purtroppo, la recitazione generale, molto al di sopra delle righe, quasi teatrale, a tratti risulta poco credibile e forzata: una recitazione che però si abbina alla perfezione con l’utilizzo continuo di campi, controcampi e piani sequenze che spezzano la continuità della storia. Il tutto porta lo spettatore a guardare con distacco l’oggetto di studio, che viene così disprezzato.

Enrico Iannaccone, giovane napoletano alla sua opera prima, dopo aver vinto il David per il Miglior Cortometraggio con L’esecuzione nel 2013, propone un tema che è intrinseco alla città di Napoli, ma che si può allargare anche a gran parte della penisola. Non c’è dignità e compassione per il povero, per il disperato e per le brave persone. La borghesia “mangia”, e lo fa con gusto.

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Regia: Enrico Iannaccone
Interpreti: Marco Cavalli, Gea Martire, Andrea Cioffi, Enzo Restucci, Pino Ladanza
Distribuzione: Microcinema
Durata: 97′
Origine: Italia 2015

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