La casa in fondo al lago, di Alexandre Bustillo, Julien Maury

Una riuscita variazione sul genere da parte dei due cineasti francesi anche se non al livello dei loro film migliori. L’inizio però è potente e nelle profondità del lago emergono spettri inquietanti

I fantasmi sono sott’acqua. Un segnale premonitore della loro presenza già c’era in quel sanatorio in Ucraina dove si addentra la coppia di protagonisti in cui un’infermiera aveva avvelenato sette bambini prima di togliersi la vita. E nel progetto originale, La casa in fondo al lago sarebbe dovuto essere un film completamente subacqueo. Si tratta di una nuova sfida nel cinema dei cineasti francesi Bustillo e Maury: trasformare l’acqua in una trappola, proprio come accadeva alla donna intrappolata in una casa galleggiante in Crawl di Alexandre Aja.

Tina e Ben sono una coppia di youtuber statunitensi che hanno la passione comune di girare video subacquei per poi postarli in rete. La loro prossima tappa è un lago francese ma giunti sul posto scoprono che il luogo non è isolato ma pieno di turisti. Conoscono però Pierre, un abitante del luogo, che li conduce in una parte isolata. Durante l’immersione, scoprono una casa sommersa dove in passato sono accaduti dei violenti crimini. Ad un certo punto restano intrappolati e l’ossigeno comincia a scarseggiare. Come possono salvarsi?

Dopo Leatherface, prequel di Non aprite quella porta, anche il nuovo film di Bustillo e Maury sembra iniziare dalle parti di Tobe Hooper proprio in un momento di apparente serenità, il viaggio in macchina della coppia sui titoli di testa sulle note di She dei The Blaze. Lì è uno dei momenti per capire se un horror funziona. Già in questo potente inizio sono già presenti nascosti segnali premonitori. Non sono ancora nell’oscurità del fondale del lago ma proprio nella luce di un assolata giornata. La casa in fondo al lago rivisita la tradizione del cinema horror sulle case stregate. Stavolta gli spettri emergono dal fondo: il cancello della proprietà, l’automobile, la cripta, i mobili abbandonati. Poi gli oggetti diventano sinistri come nel caso della bambola, i ritagli di giornale sui bambini scomparsi e le immagini dipinte della famiglia Montagnac.

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Dalla giovane fotografa che sta per partorire e che è terrorizzata da una donna di À l’intérieur, il notevole esordio nel lungometraggio dei due cineasti ai tre adolescenti in pericolo in Aux yeux des vivants, sono sempre gli spazi che si trasformano in presenze minacciose. Nel primo caso c’è la grande casa di Parigi, nel secondo un vecchio studio cinematografico abbandonato.

Bustillo & Maury attraverso l’horror lasciano emergere la loro critica alla malattia del voyerismo social dove tutto deve essere filmato per poi essere esposto. Citano direttamente L’occhio che uccide, il grandissimo film di Michael Powell dove il cineoperatore omicida Mark Lewis potrebbe essersi reincarnato. Lo schermo in fondo al lago è un ulteriore elemento di collegamento.

Interpretato dalla modella Camille Rowe e James Jagger, figlio di Mick dei Rolling Stones e Jerry Hall, La casa in fondo al lago è un’altra riuscita variazione sul genere di Bustillo & Maury pur non essendo al livello dei loro film migliori. Anche se il finale è sbrigativo, c’è però una consapevolezza e una passione contagiosi, la stessa che li accomuna proprio ad Aja. Bastano anche piccoli dettagli (l’ossigeno che finisce, i pesci che scappano, la pinna che si blocca) per dimostrare di sapere usare gli attrezzi dell’horror e realizzare un B-movie ad alta tensione.

 

Titolo originale: The Deep House
Regia: Alexandre Bustillo, Julien Maury
Interpreti: Camille Rowe, James Jagger, Eric Savin
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 85′
Origine: Francia, Belgio 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4 (1 voto)
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