La corsa agli Academy di Ethan Hawke
L’attore, classe 1970, ha una carriera trentennale in cui si è distinto come interprete di rara sensibilità. La sua interpretazione nel malinconico “Blue Moon” potrebbe fargli vincere il primo oscar?
All’avvicinarsi della stagione dei grandi premi cinematografici, ci sono come sempre una manciata di film favoriti e discussi da tutti, ma anche altri che hanno avuto meno risonanza mediatica e che potrebbero sorprendere alle cerimonie di premiazione. Tra i secondi troviamo quest’anno Blue Moon di Richard Linklater, passato in concorso a Berlino e di prossima distribuzione in Italia. Ethan Hawke interpreta il paroliere Lorenz Hart nell’ultimo periodo della sua vita; è un ritratto amaro (e molto dialogato) di un personaggio stanco e deluso, e una grande prova d’attore per il suo interprete.
Hawke, infatti, è ben lontano dalla fine della sua carriera, e anzi, a 36 anni da L’attimo fuggente, che lo rese una star, è ancora uno degli attori americani più attivi e apprezzati. Nonostante lo statuto di divo si è sempre impegnato a mantenere un’integrità artistica, senza scendere a compromessi, lavorando sia nel cinema mainstream che in produzioni indipendenti. Proprio nel secondo ambito è fiorita l’intesa con Linklater, da Prima dell’alba con la sua trilogia a Boyhood, e passando per opere sottovalutate come Waking Life. Nonostante alcuni ruoli negativi e perturbanti (come nei recenti Black Phone e il suo seguito), sono più ricordati i suoi personaggi “buoni”, più sensibili ed empatici, immagine che si è portato anche fuori dallo schermo, formando quella che è la sua identità da divo.
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Prima del cinema Hawke era innamorato del teatro, e anche sul palcoscenico ha avuto una rispettabile carriera, che conta tra gli altri la trilogia monumentale The Coast of Utopia, del recentemente scomparso Tom Stoppard. E non si è limitato alla recitazione, cimentandosi nella regia a teatro e nel cinema: il suo ultimo film da regista è Wildcat, biopic sulla scrittrice statunitense Flannery O’Connor. Infatti l’attore ha sempre avuto anche un legame privilegiato con la letteratura, passione che lo ha portato a scrivere perfino alcuni romanzi. Negli anni è riuscito quindi a distinguersi come artista a tutto tondo, dotato di grande sensibilità e dedicato all’espressione autentica di sé in varie discipline.
Nel 2022 Esquire lo aveva designato come miglior attore della sua generazione, ma al netto di varie nomination per Oscar e Golden Globes non ha ancora ottenuto i grandi premi hollywoodiani. Con Blue Moon, però, potrebbe essere arrivato il momento per Hawke (candidato per il Golden Globe) di ufficializzare il riconoscimento a una carriera già degna di nota, e che ancora non dà segni di rallentare.
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