La diseducazione di Cameron Post, di Desiree Akhavan

Qualsiasi storia adolescenziale, se raccontata con verità, può diventare un horror. E La diseducazione di Cameron Post lo è un po’ più degli altri. La violenza è soprattutto emotiva, assume una conformazione subdola all’interno di una cornice claustrofobica che soffoca le pulsioni sessuali dei giovani personaggi ma non le annulla. Quest’ultimo è forse l’elemento più interessante di questo film diretto da Desiree Akhavan, newyorkese trentaquatrenne figlia di genitori iraniani, e tratto dall’omonimo romanzo di Emily M. Danforth: il fallimento dei dogmatismi religiosi sull’ineluttabilità dell’istinto e sulle regole dell’attrazione. Del resto non esistono educazioni amorose che non siano anche esperienze passionali e questo film di Akhavan, pensato e confezionato seguendo alla lettera i comandamenti del cinema indipendente americano (il Gran Premio della Giuria al Sundance è proprio lì a dimostrarlo), sembra proprio trovare un suo nucleo nella forza onirica e fisica del desiderio, omosessuale in questo caso.

Siamo all’inizio degli anni ’90, quando la comunità LGBT è ancora relegata ai margini della società e dell’immaginario culturale occidentale. L’omosessualità è vista dalle generazioni adulte come peccato da redimere o “curare” e i figli diventano cavie su cui applicare i paradigmi di un modello bigotto. Ne è vittima la liceale Cameron Post (Chloë Grace Moretz), innamorata di una sua compagna di corso che viene spedita a God’s Promise, un centro religioso di riabilitazione dalle regole ferree. Qui incontra altri coetanei che vivono i suoi stessi conflitti, quasi tutti legati alla loro sessualità o alla dipendenza da alcol e droghe.

Sembra un soggetto di Bret Easton Ellis, anche se lo stile della cineasta – qui anche cosceneggiatrice – è minimalista e guarda più al cinema di Woody Allen o Noah Baumbach. E infatti dopo Lady Bird di Greta Gerwig questo è un altro coming of age al femminile, stavolta raccontato in un ottica omosessuale diretta e senza moralismi. Un film piccolo, forse anche troppo controllato, ma comunque prezioso. Akhavan filma i giovani senza cinismo né morbosità. Racconta una storia di prigionia, per poi liberare i suoi giovani “ribelli” in un finale on the road dal sapore kerouachiano.

 

Titolo originale: The Miseducation of Cameron Post

Regia: Desiree Akhavan

Interpreti: Chloë Grace Moretz, Sasha Lane, Jennifer Ehle, John Gallgher jr., Forrest Goodluck

Distribuzione: Teodora Film

Durata: 91′

Origine: Usa 2018