La fine dell'età dell'innocenza: "The Village"

The Village

"Ci sono segreti a ogni angolo di questo villaggio, Non li senti? Non li vedi?", dice a un certo punto del film Lucius Hunt (Joaquin Phoenix) rovesciando, di colpo, quello che era il punto di vista iniziale della storia.  Improvvisamente le paure, l'orrore, il mondo sconosciuto che terrorizza i giovani del villaggio, non sta più nascosto lì nel bosco, in quel luogo inavvicinabile che sembra racchiudere ogni orrore possibile. No Lucius Hunt "il cacciatore", il ragazzo diverso dagli altri perché non crede alla "grande bugia" e ogni giorno va dalla comunità degli adulti a chiedere il permesso di andare nel bosco, oltre il bosco, nel mondo, no, lui vede diversamente. Vede l'orrore nascosto all'interno della comunità, dietro quella facciata e quella giocosità repressa, dietro quella voglia di vivere in pace che sembra per forza aver bisogno di un nemico invisibile, addirittura innominabile, per cementarsi ed esistere. Quante vite, quante storie, quante comunità si sono costruite "contro" qualcosa, per difendersi da qualcuno. Ma in questa comunità del 1897 (davvero?), che vive racchiusa in una sorta di oasi di pace, se si esclude quell'oscura minaccia che adombra ogni tanto dal bosco, gli adulti hanno costruito un universo in cui i giovani non debbano più soffrire, in cui la giovinezza possa essere preservata dalla violenza e dalla pericolosità del vivere moderno.  E' un mondo "paterno" quello di The Village, messo su con sacrifici e ferrea volontà di preservare le giovani generazioni dalla violenza del mondo. Ma è un'utopia. Non solo perché, di fatto, impossibile, e la violenza si insinua dappertutto, ma soprattutto perché sono proprio loro, i giovani da proteggere, i primi a subire la violenza della "grande bugia". E in questo mondo "dorato" dell'innocenza preservata, dove la paura del sovrannaturale costringe tutti a restare insieme, dentro il villaggio, luogo sicuro, esplode la forza dei sentimenti. E il film vola, si dipana verso altre direzioni impensate, e Shyamalan sorprende i suoi estimatori e il pubblico americano spiazzando di volta in volta il genere, e proprio quando sei convinto di stare dentro un film dell'orrore ecco spuntare il mèlo, solo con un'unica, incredibile e stupefacente scena, dove con una sola inquadratura Shyamalan riesce a cambiare il registro "semantico" del film. In una notte di insonnia Lucius e Ivy Walker (e camminerà Ivy, camminerà…) si ritrovano alla luce della luna sotto il porticato, e finalmente Lucius saprà trovare le parole per dirle quello che lei aspettava da tanto. Un esplosione, e il romanzo romantico ci pervade. E si entra in un universo nuovo, quello della fine dell'innocenza nel momento in cui la vita di Lucius sarà appesa a un filo e Ivi, la non vedente che però "sente" più degli altri, prenderà il cammino verso la città, per salvare il suo amore e, forse, l'intera comunità.

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E' un film sulla forza dell'amore, sulle bugie degli adulti e sulla paura come elemento coagulante della nostra attuale civiltà, questo bellissimo ed epocale The Village, quasi un urlo munchiano su come è diventato il mondo (e l'America) dopo l'11 settembre.  E il film probabilmente più "politico" dell'anno è fatto di orrore, paure del sovrannaturale, romanticismo e aura dell'età dell'innocenza. Cioè è fatto di cinema.

 

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The Village
Regia e sceneggiatura: M. Night Shyamalan
Fotografia: Roger Deakins
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Produzione: Scott Rudin, Sam Mercer, M. Night Shyamalan
Interpreti: Bryce Dallas Howard (Ivy Walzer), Joaquin Phoenix (Lucius Hunt), Adrien Brody (Noah Percy), William Hurt (Edward Walker), Sigourney Weaver (Alice Hunt), Brendan Gleeson (August Nicholson), Michael Pitt (Finton Coin)