La fisica dell'acqua

Interpreti: Claudio Amendola, Paola Cortellesi, Stefano Dionisi, Lorenzo Valvassori, Lorenzo Pavanello, Fabio Ferrari

Origine: Italia 2009

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Distribuzione: Iris Film

Durata: 76'

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Alessandro (Lorenzo Valvassori) ha sette anni e vive con la madre (Paola Cortellesi – Il posto dell'anima, Passato prossimo, A cavallo della tigre, Non prendere impegni stasera, Se fossi in te), insegnante di nuoto. La sua vita è serena, fino a quando non riappare lo zio Claudio (Claudio Amendola – Amarsi un po', Soldati – 365 all'alba, Mery per sempre, Ultrà, Il partigiano Johnny, La scorta), fratello del padre, morto quando Ale era molto piccolo. Da questo momento in poi il bambino è inquieto e vittima di strane allucinazioni in cui l'acqua ha un ruolo minaccioso, un inspiegabile risentimento lo lega all'uomo e lo porta anche a gesti estremi, come manomettere i freni dell'auto sulla quale, il giorno dopo, casualmente, salirà anche la madre. L'incidente sarà inevitabile ed il ragazzino, disperato, troverà il supporto di Daniele (Stefano Dionisi – Farinelli – Voce regina, Sostiene Pereira, L'arcano incantatore, Non ho sonno, Il partigiano Johnny), un commissario di polizia che lo aiuterà a percorrere stanze chiuse della mente.


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Curiosa l'avventura di questo ritorno al cinema di Felice Farina (Sembra morto… ma è solo svenuto, Affetti speciali, Condominio, Sposi, Ultimo respiro, Bidoni) un film ritrovato, perché rimasto fermo per anni, sequestrato a causa del fallimento della casa di produzione, Lantia.

«Il suo recupero» racconta il regista «è stato un percorso difficile, ma questa piccola opera si ostinava così caparbiamente a vivere da sorprendermi a volte, portandomi a pensare che la travagliata storia produttiva in qualche modo ricapitolasse il film stesso, e non potesse essere altra. Essa comunque si è ripagata col calore e l’aiuto di molti amici che hanno creduto nel film, con molte intelligenze che ci hanno lavorato, e con incontri importanti come quello con Esmeralda Calabria, che ha trovato la strada – per me misteriosa – per mettere l’intero film al livello degli occhi del piccolo protagonista; e con Renzo Rossellini, che si sta occupando del mio film con quel suo confortevole bagaglio antico e forte di tanti film prodotti, di tanti profondi insegnamenti lasciati da Roberto e ancora vivissimi, a cui mi sento inesorabilmente legato».

Ecco come Farina spiega com'è nata l'idea del film: «A un certo punto della mia vita ho cominciato a essere molto sensibile alla sottrazione della verità che gli adulti fanno ai bambini: infatti, è da quel gesto così pieno di significato, fatto per lo più con sistematica incoscienza, che ha origine il perpetuarsi del mondo deprivato della verità». La pellicola esprime questa ricerca della verità negata, «del contatto con la verità più pura, quella cercata da un bambino».

«È da artigiano che ho lavorato fin dall’inizio» continua «ho cercato di farlo con pazienza e meticolosità, progettando le sequenze, le immagini una a una. Molte parti del film poggiano sulla rappresentazione dello stato alterato della coscienza del bimbo. Facendo tesoro di molta passione ed esperienza nel campo, ho inoltre realizzato personalmente i visual effects in 2k assieme a Matteo Marson, con un’esperienza di controllo diretto e completo dell’immagine che mi ha riavvicinato all’essenza del cinema; che continua, credo, oltre la morte della pellicola, oltre i rivolgimenti di mezzi e sistemi».

 

(A.M.)

 

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2 commenti

  • un buon thriller italiano
    Avatar

    Un bel film, mi è piaciuto, raro e prezioso nel panorama italiano, un film di genere che non ha nulla da invidiare agli americani

  • Un thriller italiano di qualità
    Avatar

    Thriller con ambizioni autoriali, racconta un intenso rapporto madre-figlio spezzato dall’arrivo del terzo incomodo, lo zio Claudio, stesso nome dell’attore Amendola che lo interpreta e del personaggio dell’Amleto al quale pare che il film si ispiri. Più che Shakespeare però mi ha ricordato il Sesto Senso, in una versione più nostrana e con molti meno fantasmi…