La grande illusione: torna in sala il capolavoro di Jean Renoir

 «La storia dei traffici che ho dovuto affrontare per trovare i finanziamenti per La grande illusione potrebbero diventare il soggetto di un film. Mi sono portato dietro il manoscritto per tre anni, visitando gli uffici di tutti i produttori, francesi o stranieri, convenzionali o d’avanguardia.» (Jean Renoir, La mia vita, i miei film). Così commentò Jean Renoir a proposito della sua titanica impresa nominata agli Oscar per il Miglior Film nel 1939. Il capolavoro dedicato al pacifismo universale debuttò il 4 giugno 1937 al cinema Marivaux di Parigi, per poi approdare alla Mostra di Venezia dove fu vittima (nonostante il Premio al valore artistico ricevuto dal regista) di un vero e proprio ladrocinio: sebbene riscosse enorme successo da parte del pubblico e della critica, non gli fu assegnato Leone d’Oro (vinto da Scipione l'africano di Carmine Gallone per il film italiano e Carnet di ballo di Julien Duvivier per quello straniero) perché criticava con arguzia, ironia e disincanto le intenzioni ormai palesi del Regime Nazista. Benito Mussolini intervenne sulla giuria.

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Nel film (che Renoir co-scrive e dirige ispirandosi alle conversazioni con il maresciallo Pinsard che, nel corso del conflitto mondiale, gli aveva salvato la vita) il soggetto iniziale si risolveva nei tentativi di evasione elaborati come sostegno all’evolversi degli avventurosi eventi, immersi nel contesto della guerra 1914-18. Protagonisti due aviatori francesi, un aristocratico e un proletario, fatti prigionieri e inviati in un castello riadattato a campo di concentramento sotto il comando di un asso dell’aviazione tedesca. Ma la testimonianza preziosa che La grande illusione porta con sé è dichiarazione d’amore e disprezzo per la fragile natura umana, volubile, meschina, corrotta eppure capace di riconoscere i vili dagli eroi. Renoir analizza scientemente le dinamiche sociali ed economiche che condussero e sostennero il conflitto bellico, veicolate attraverso le interpretazioni di un cast eccezionale, fra cui: Pierre Fresnay, Jean Gabin, Erich von Stroheim, Marcel Dalio.

Grazie al restauro realizzato dal laboratorio della Cineteca di Bologna, il film torna oggi in sala, in francese con sottotitoli italiani. «Ho realizzato La grande illusione perché sono pacifista» spiegò il regista senza mezzi termini, guadagnandosi l’eroico titolo di “avversario cinematografico n. 1” del nazismo.

(S.P.)

 

 La grande illusione – intro di Jean Renoir

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