"La leggenda di Al, John e Jack" di Aldo, Giovanni, Giacomo e Massimo Venier

Opera sontuosa dal punto di vista formale al punto da sembrare confezionata da un team statunitense, manifesta i consueti limiti dal punto di vista narrativo


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Il sogno di Aldo, Giovanni e Giacomo di costruire una storia autonoma per i loro 'gangster' Al, John e Jack ha sempre viaggiato parallelamente alla loro avventura sul grande schermo. Comparsi per la prima volta in Tre uomini e una gamba in una stanza d'albergo molto simile a quella dello Stardust Hotel de La leggenda e riapparsi in Così è la vita in un campo di lavoro per detenuti, i tre 'criminali da strapazzo', indossati i gessati di ordinanza, fanno il loro ingresso dalla porta principale nel quarto film del trio. La materializzazione del 'sogno', resa possibile dall'entità economica dei precedenti trionfi, è in realtà parte di un piano più ambizioso: compiere un ulteriore, e forse decisivo, passo 'verso il cinema' tout court. Interpreti di primo piano della scuola cabarettistica ambrosiana, i tre hanno, nei film precedenti, saputo cucire con intelligenza gag vecchie e nuove, adattandole ad una forma come il cinema che di certo non è parte integrante del loro dna artistico. La loro comicità fisico/verbale si sposa meglio con i tempi 'variabili' del teatro o della televisione, non a caso uno dei loro maggiori successi teatrali sono stati i 'corti', realizzati insieme a quel genio di Arturo Brachetti. La sfida contenuta ne La Leggenda era di riuscire a proiettare in una forma propriamente cinematografica, il loro ricco bagaglio comico. Assieme parodia e omaggio al gangster-movie, La Leggenda presenta Al, John e Jack sempre più a loro agio nei loro 'tipi' (il petulante, lo svogliato, il casinaro), riuscendo anche a giocare con intelligenza con i canoni e i caratteri di genere, riproponendone e ribaltandone gli stereotipi. Opera sontuosa dal punto di vista formale al punto da sembrare confezionata da un team statunitense, manifesta i consueti limiti dal punto di vista narrativo. Costruita su flashback e ribaltamenti continui, La Leggenda ripresenta in versione extralusso la tendenza dei tre a utilizzare il cinema come palcoscenico per amplificare l'eco delle loro spesso esilaranti gag, che rendono impossibile però l'innesco di un qualsivoglia congegno narrativo. Le risate di certo non mancano ma probabilmente il loro 'viaggio' non è ancora giunto alla stazione decisiva; forti dei miglioramenti raggiunti nella loro quarta 'tappa', i tre insisteranno perché la meta non sembra lontana come una volta.


 

Regia: Aldo, Giovanni, Giacomo, Massimo Venier
Sceneggiatura: Aldo, Giovanni, Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana
Fotografia: Arnaldo Catinari
Montaggio: Claudio Cormio
Musica: Andrea Guerra
Scenografia: Eleonora Ponzoni
Interpreti: Aldo (Al), Giovanni (John), Giacomo (Jack), Aldo Maccione (Il Boss), Antonio Catania (Fred Il Cuoco), Giovanni Esposito (Frank "Contropelo"), Ivano Marescotti (Capitano), Paolo Dell'Orto (Null), Giovanni Cacioppo (Tom "Schiena di legno"), Frank Crudele (Sam "Mani di merda"), Aldo (Herbert), Lucia Guzzardi (Mamma di Al)
Produzione: Paolo Guerra per Medusa – Agidi Srl., in collaborazione con Tele+
Distribuzione: Medusa
Durata: 105'
Origine: Italia, 2002

 

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