La Leggenda di Bob Wind, di Dario Migianu Baldi

Una serie di dettagli di un viso di una donna vengono ripresi uno dietro l’altro nella sequenza d’apertura che fa da overture al film. Tanti piccoli particolari che si susseguono mentre una voce in fuori campo cerca di tessere una tela fatta di mistero e segreti che dovranno essere svelati. Ma non dalla ragazza protagonista, bensì proprio dalla macchina da presa che in maniera ossessiva segue questa strana figura, segnando traiettorie improbabili con lunghissimi piani sequenza ed inquadrature a vuoto. Sono proprio questi movimenti ad introdurci nell’ossessione della giovane giornalista Anna di scoprire chi sia Bob Wind, conosciuto da tutti come Roberto Cimetta, un regista teatrale realmente esistito che, prima della prematura scomparsa, ha dato un forte contributo alla scena teatrale degli anni ’70 e ’80 facendo sorgere il Festival Internazionale Inteatro di Polverigi e il Festival Internazionale di Lisbona. Una carriera florida che si va ad inserire in un movimento artistico italiano particolarmente vivo in quegli anni, su cui però Anna non si sofferma (e di conseguenza nemmeno tutto il film); il suo scopo è scoprire semplicemente che tipo di uomo c’è stato dietro il teatrante Cimetta.

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Purtroppo però, per quanto un estremo ed ostentato sforzo registico tenti di renderla fitta e complessa, questa leggenda che dà il nome al titolo non viene trasmessa appieno. La vita di Roberto Cimetta è stata effettivamente densa di successi ed insuccessi, di esperienze che hanno profondamente segnato un’epoca ma non c’è niente di misterioso in questo, anzi sono proprio i tanti ostacoli pubblici che ha dovuto affrontare per affermarsi ad averlo reso una figura così tanto iconografica. Ecco perché questo alone da detective story che intreccia organizzazioni internazionali ed agenti russi sembra fuori luogo. Si ha l’impressione che si sia voluto osare tentando di girare un biopic atipico in un momento cinematografico in cui le biografie stanno invadendo le sale ma l’unico risultato ottenuto sia stato quello di restituire poco l’intuizione di partenza. Se si riesce a svincolare La Leggenda di Bob Wind dalla sua matrice biografica si può comunque apprezzare l’interpretazione di Corrado Fortuna e tutte le sequenze che lo vedono protagonista. Quando, infatti, il soggetto narrativo è interessante tutto lo stile viene di conseguenza asciugato e la resa è sicuramente molto più apprezzabile. Peccato quindi che il regista Dario Migianu Baldi abbia voluto complicarsi le cose quando bastava solo un po’ più di semplicità per rendere valida un’operazione che in questo caso è rimasta confinata in uno strano ibrido.

 

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Regia: Dario Migianu Baldi

Interpreti: Corrado Fortuna, Lavinia Longhi 

Distribuzione: Mariposa Cinematografica

Durata: 103′

Origine: Italia 2016