La Llorona – Le lacrime del male, di Michael Chaves

Anno 1973, Los Angeles. Anna Tate-Garcia (Linda Cardellini) è un assistente sociale, vedova con due figli, Chris (Roman Christou) e Samantha (Jaynee-Lynne Kinchen). Tra le donne assistite c’è Patricia Alvares (Patricia Velasquez), anche lei madre di due bambini, che vengono uccisi. Patricia viene accusata di omicidio, ma comincia a nutrire del rancore verso Anna, per averle impedito, con la sua intromissione, di difendere la propria famiglia dalla Llorona (Marisol Ramirez), lo spirito di una nobildonna vissuta in Messico 300 anni prima che aveva annegato i suoi stessi figli per punire il proprio sposo reo d’infedeltà. Sconvolta dall’accaduto Patricia scaglia un maleficio verso Anna, che da quel momento in poi sarà costretta a vivere momenti di puro terrore insieme ai suoi piccoli, che finiscono nelle mire di questa antica entità malvagia.

Michael Chaves ricorre ad un antefatto per il primo lungometraggio come regista, raccoglie l’inquieto vagare nel tempo di un’anima delusa e condannata dopo la morte a diffondere paura e dolore. La fiducia tradita e il sogno infranto di un amore sono elementi sufficienti per trasformare l’amore in odio, nella fattispecie il riferimento classico ed immortale è il mito di Medea che una volta scoperto l’amore di Giasone per un’altra donna cova la più terribile delle vendette, sbarazzarsi dell’ignara prole per eliminare, ripudiandolo, ogni traccia di sentimento. Compiuto il salto temporale iniziale, il ritmo diventa serrato, e si moltiplicano le apparizioni, comincia ad affiorare lo stupore, l’incredulità, la diffidenza, fino alla consapevolezza di essere piombati all’interno di un incubo. Superato lo sconcerto si passa all’elaborazione di un piano per mettere fine allo stato d’angoscia. L’aiuto prende le sembianza di Padre Rafael (Raymond Cruz), un prete finito fuori dal recinto della Chiesa.

Dentro una struttura semplice ed abbastanza fedele ai fondamentali del genere (bambini minacciati da un’entità soprannaturale malvagia, prete eretico, famiglie problematiche), il regista sceglie di affidarsi a quanto sembra essere ormai un sistema collaudato nell’horror di origine statunitense, la spasmodica ricerca di una sospensione, un’apnea pneumatica da riempire con rumori improvvisi e urla di spavento alternandoli ad un senso di vuoto sonoro, un espediente perfetto per raccontare un isolamento psicofisico associato ad uno stato di tensione indotta. Con una propensione sempre maggiore per un sound design d’effetto accompagnato da una massiccia dose di immagini raccapriccianti, in questo caso della donna indemoniata creata grazie al make up ed al costume immacolato, una figura angelica corrosa dal male dell’esistenza. Uno schema riscontrabile in The Prodigy – Il figlio del male di Nicholas McCarthy, che vede come protagonista sempre un bambino, o anche nell’ultimo film di Pascal Laugier, La casa delle bambole – Ghostland, ed un meccanismo che tende ad enfatizzare l’effetto thriller della storia ed a trascurare completamente la pista investigativa e la scia di sangue, che resta un semplice pretesto giustificativo e manca di profondità come i personaggi secondari chiamati a percorrerla, lasciati abbastanza in ombra.

L’impianto del film privilegia la notte e l’ambientazione interna (nella seconda parte il film diventa di fatto un home invasion), gli spazi ridotti moltiplicano un claustrofobico sbigottimento, dal quale si riemerge pieni di ferite, nel caso specifico di bruciature dovute al semplice contatto con il mostro. E costruisce per contrasto un rischio costituito anche dalla più piccola pozza d’acqua, nell’eventuale ripetersi ciclico della medesima disgrazia per mano del corpo indemoniato. Tanti i simboli distribuiti sullo schermo, la croce, la barriera magica sulla soglia d’ingresso, il ciondolo, un orsacchiotto malmesso, dettagli disposti prima disordinatamente poi incanalati attraverso un rituale di protezione verso una soluzione che individua nell’ausilio provvidenziale del sacro l’antidoto per mettere fine alle sciagure. Un intervento risolutivo che apparentemente chiude in maniera definitiva la storia.

Titolo originale: The Curse of La Llorona
Regia: Michael Chaves
Interpreti: Marisol Ramirez, Linda Cardellini, Roman Christou, Jaynee-Lynne Kinchen, Patricia Velasquez, Raymond Cruz
Distribuzione: Warner Bros Italia
Durata: 93′
Origine: Usa 2019