FILM IN TV – La mano sulla culla, di Curtis Hanson

La vita tranquilla della famiglia Bartel, in attesa del secondo bambino e la cui massima preoccupazione è costruire un recinto nuovo per la casa, viene turbata quando, dopo la denuncia per molestie di Claire Bartel al suo nuovo ginecologo, questi si suicida. La vedova incinta, persi marito e figlio, cercherà un’inarrestabile vendetta, presentandosi sotto il nome di Peyton Flanders come aspirante bambinaia. Sarà l’inizio di un vortice di demolizione psicologica subdolo e serrato, un gioco manipolatorio con lo scopo di portare via la vita. Con La mano sulla culla (1992), Curtis Hanson, che poi subito dopo firmerà The River Wild – Il fiume della paura e L.A. Confidential, mette mano a una sceneggiatura algebrica trasformandola in un miscuglio insolito di dissonanze a freddo – nell’utilizzo delle musiche di Graeme Revell, del ritmo, delle dinamiche tra i personaggi, dei punti di vista.la mano sulla culla 3

La protagonista stessa del film risulta dissonante, sdoppiata nei due personaggi a confronto di Claire e Peyton, nell’oscillatorio peso del racconto che ci allontana continuamente dalla ‘protagonista positiva’ Claire, e dal farci attraversare le fasi di un’empatizzazione che sia emotiva e non puramente etica (eccetto poi ribaltare i toni nell’ultima parte, con uno scontro finale che deve molto a Shining). Il percorso della narrazione sembra infatti incastrarsi in uno strano meccanismo di attrazione-repulsione per Peyton – una magnifica Rebecca De Mornay, che con la grazia letale di un felino indossa l’ambivalente ruolo della cattiva dalle sembianze angeliche -, per seguirne i torbidi meandri psicologici, mano a mano che i tasselli del suo piano di vendetta vengono svelati.

E la telecamera stessa, nel farci assistere alle gesta di questa Mary Poppins la mano sulla culla 2perversa e letale, ci rende impossibile perdere l’impotente vicinanza al personaggio, alla precisione maniacale dei gesti, al suo sguardo famelico, alla ricorrenza ossessiva degli oggetti (quasi un feticismo al rovescio?).


Anche la vicinanza al punto di vista di Peyton subisce il fascino perverso di una stonatura che evoca una soggettività disturbata, con i raccordi di sguardi sfasati e una soggettiva che non torna (quasi mai) del tutto.  Un personaggio, quello interpretato da Rebecca De Mornay, che con il suo magnetismo condensa in sé il senso del manipolabile tra oggettivo e soggettivo, traghettando il fascino estraniante e disturbante, e la godibilità nella visione, che questo piccolo cult degli anni Novanta ancora conserva intatti.

Titolo originale: The Hand That Rocks the Cradle

Regia: Curtis Hanson

Interpreti: Annabella Sciorra, Rebecca De Mornay, Julianne Moore, Matt McCoy

Durata: 110′

Origine: Usa 1992

Genere: thriller

 

Domenica 29 gennaio, ore 2.30, Rai 1