"La notte del giudizio", di James DeMonaco


Efficace molto di più e meglio nella chiusura raffreddata e paradossale che nella non proprio riuscitissima sezione a mano armata, l'apologo affilatissimo ha comunque bisogno di tenere il primo piano sul volto di Hawke il più a lungo possibile, vera maschera di carne tra i volti di plastica, per generare angoscia genuina

In molti hanno scritto della presunta scelleratezza dell'operato da produttore di Michael Bay con la sua Platinum Dunes, dietro le quinte di questo fortunatissimo in patria The Purge al fianco dell'infallibile Blumhouse dei Paranormal Activity, The Bay e Sinister (con Hawke dunque oramai a contratto). L'idea è che il resettaggio, al grado zero della catena industriale hollywoodiana, dell'intera eredità aurea horror nasconda al solito il tentativo criminale di svilimento dell'intrattenimento popolare in landa di desolato appiattimento scosso sinteticamente al defibrillatore. In realtà, queste di Bay sono innanzitutto delle visitazioni, delle intrusioni, in un territorio che si autoperpetua come patrimonio universale ed acquisito di storie ritornanti come unico orizzonte possibile in luogo del Cinema: come quella carcassa di automobile, del tutto accessoria e narrativamente gratuita, che compariva dal nulla in cielo per schiantarsi fragorosamente in ralenti intralciando la fuga dei protagonisti nell'altrimenti pessimo The Hitcher di Dave Meyers, forse ancora oggi l'istante di maggiore vertigine michaelbayana in tutte le sue sortite produttive.

Ecco, sta forse nell'accelerazione di un frammento action che però ha chiari rimandi nella tradizione di classici come Ore Disperate o Cane di Paglia il senso della firma di Bay come produttore, una sequenza concitata di sparatoria/corpo a corpo con Ethan Hawke impegnato a fronteggiare l'invasione dei rampolli-bene mascherati e assetati di sangue che hanno osato violare l'apparente armonia della sua dimora familiare: qualcuno potrebbe vederci pure Carpenter (o Michael Winner…) e non a torto, perché DeMonaco è autore dello script del dinamitardo Distretto 13 versione Richet (anche lì con Ethan Hawke, che accompagnava DeMonaco, responsabile negli anni anche dei copioni di Jack di Coppola e de Il negoziatore, già nell'esordio da regista del 2009, Staten Island, prodotto da Luc Besson).
Si tratta del decisamente frustrato sviluppo di uno spunto di partenza da apologo affilatissimo, con incipit che ricorda il game fincheriano, e che non a caso funziona molto di più e meglio nella chiusura raffreddata e paradossale intorno alla finta, placida immobilità di un tavolo di vicini di quartiere, che nella non proprio efficacissima sezione a mano armata: d'altra parte DeMonaco non è il promettentissimo Derrickson, e anche se al buio pare trovarcisi talmente bene da inscenare inquietanti balletti sadicogrotteschi con i suoi malefici ospiti inattesi, ha comunque bisogno di tenere il primo piano sul volto di Hawke il più a lungo possibile, vera maschera di carne tra i volti di plastica, per generare angoscia genuina.

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A sacrificarsi per tenere insieme il piano "intellettuale" e quello "adrenalinico" resta allora Ethan, che conferma così la propria recente natura di veicolo, portatore sano del voyeurismo: l'unico reale collegamento con Sinister è nella sequenza in cui il suo personaggio si staglia davanti al complesso sistema di videocamere a circuito chiuso con cui può controllare lo svolgimento della “notte del giudizio” sul viale di casa, al sicuro dietro una megaparete di schermi che restituiscono angolazioni differenti della situazione all'esterno. Il trailer del venturo Getaway (quarto film in un brevissimo lasso di tempo se consideriamo anche Before Midnight) sembra proseguire infatti una riflessione sull'autofocus che probabilmente per Hawke può risalire addirittura all'Hamlet 2000 di Almereyda, e al suo filmino in super8 Mousetrap

Titolo originale: The Purge 
Regia: James DeMonaco 
Interpreti: Ethan Hawke, Lena Headey, Max Burkholder, Adelaide Kane, Rhys Wakefield, Tony Oller, Edwin Hodge
Origine: USA, 2013
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 85'

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