La Prima Guerra Mondiale tra finzione e realtà – Incontro con la troupe di Fango e Gloria

Questa mattina aa Roma si è svolto l'incontro con la troupe di Fango e gloria, progetto svolto in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale e dei novant'anni dell'Istituto Luce. Distribuito dall'Istituto Luce, il film sarà in sala dal 16 ottobre.

Realizzato in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale e dei novant’anni dell’Archivio Storico Luce, Fango e gloria è un’operazione ambiziosa che al racconto di finzione unisce una realtà storica accuratissima, dovuta all’utilizzo di scene di repertorio della Guerra colorate e insonorizzate, dall’impatto emotivo fortissimo.

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Questa mattina a Roma il film è stato presentato alla presenza del regista Leonardo Tiberi, gli attori Eugenio Franceschini, Valentina Corti, Domenico Fortunato e Francesco Martino, il professor Marco Pizzo, storico e direttore dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e i produttori Maurizio Tedesco, Manuel Tedesco e Mauro Cosenza.

 
 
 
Come vi siete trovati nei vostri ruoli? Che effetto ha avuto su di voi la parte, giacché provenite da fiction televisive leggere?
Eugenio Franceschini: Ho recitato in tante commedie e, quindi, mi è piaciuto tantissimo fare questa nuova esperienza nella parte comunque di un personaggio semplice e popolare. Mi è piaciuta molto anche la meticolosa ricostruzione storica perché un attore può trovarsi in difficoltà se fosse catapultato in una situazione della quale non è a conoscenza. Sono stato a contatto anche con dei militari veri per entrare ancor di più nella parte.
 
Valentina Corti: Io ho recitato in Un medico in famiglia e altre fiction, ma è sempre interessante e stimolante un’occasione come questa. Bisogna fare un enorme complimento alla costumista Nicoletta Ercole che ha fatto un egregio lavoro sui costumi sontuosi e, soprattutto, originali dell’epoca. L’intera troupe ha aiutato molto nel farci calare nei rispettivi personaggi e anche i luoghi in cui si è girato hanno avuto un ruolo importantissimo in quanto molto suggestivi.
 
 
Qual è la percentuale delle scene di fiction e quelle d’archivio? Le location sono tutte reali?
Leonardo Tiberi: L’abilità nel colorare filologicamente le immagini d’archivio è strabiliante e si nota la differenza con quelle di fiction solamente perché sono state rallentate in modo che il movimento sia reale e non “alla ridolini”. Ci sono il 30% di scene di finzione e il 60% di scene d’archivio. L’unica ambientazione costruita è stata la trincea, mentre le altre ambientazioni sono reali. Gli interni sono stati girati a Verona e a Francavilla, mentre le varie scene alla stazione sono state girate in Toscana. Abbiamo girato in due settimane mentre per la post produzione abbiamo impiegato otto mesi.
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