La prima volta di Pablo e Pedro: Ciao Brother, di Nicola Barnaba

I duo cabarettistico romano di Zelig approda sul grand schermo in un film garbato ma anonimo. Sembra una vecchia sceneggiatura ritirata fuori dal cassetto dopo molti anni

Da Zelig un altro approdo su grande schermo. E’ quello di Pablo e Pedro, il duo cabarettistico romano visti anche a Beatro tra le donne, Quelli che il calcio, Domenica In e che hanno alle spalle successi teatrali come Nozze di coccio e Anche gli avvocati hanno un cuore.

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In Ciao Brother sono due personaggi agli antipodi. Pablo è Angelo, un truffatore che, per non essere catturato, si trova costretto a fuggire a Los Angeles e si ritrova in California senza un soldo e con le carte di credito bloccate. Un giorno scopre che un ricco imprenditore italoamericano è morto e che ha lasciato un’enorme eredità al figlio George (Pedro). Nota che la persona defunta gli somiglia tantissimo. Così Angelo si presenta a casa sua sostenendo di essere suo fratello.

Lpablo benedicta boccoli ciao brother‘intesa tra i due comici è collaudata. I loro numeri sono anche divertenti, la commedia non è volgare e controllata dalla regia di Nicola Barnaba (che aveva già diretto Maurizio Battista in Una cella in due), ma il numero non sembra oltrepassare la dimensione teatrale. Le luci di Los Angeles appaiono quasi come uno sfondo teatrale e Ciao Brother può apparire quasi come una piatta rivisitazione di certo cinema di John Landis: il party masherato rimanda dalle parti di Animal House, il contrasto tra il ricco e il povero a Una poltrona per due. Certamente Pablo e Pedro delle potenzialità potrebbero averle anche al cinema, ma non con una storia che sia totalmente al proprio servizio come sta accadendo per molti comici che approdano su grande schermo. Basta vedere il modo in cui incastrano la moglie cattiva (quasi la versione della Strega di Biancaneve) interpretata da Benedicta Boccoli amica di Claire interpretata da Mietta. Ma è chiaro che la loro performance andrebbe ripulita da battute tipo “Nun ve magnate tutte le pecore se no non pijo sonno” (Pedro ai senzatetto) o “Una parola sola: sei un coglione” con la replica “Sono tre” perchè, pur potendo funzionare a livello di scrittura, nella storia rischiano di perdersi.

Ciao Brother sembra una vecchia sceneggiatura ritirata fuori dal cassetto dopo molti anni. Non riesce a gestire neanche l’improvviso cambio di registro drammatico e ciò si vede anche come è filmata la scena dell’incidente della macchina che manca di tensione emotiva oltre ad apparire tirata via. Se non si esce da queste trappole, molti passaggi dalla tv al cinema si assomiglieranno sempre di più. E Ciao Brother non esce dalla linea di film garbati ma anonimi. Si guardano. E poi basta.

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Regia: Nicola Barnaba

Interpreti: Pablo (Fabrizio Nardi), Pedro (Nico Di Rienzo), Benedicta Boccoli, Mietta, Emanuela Aurizi, Francesca Della Ragione

Distribuzione: Microcinema

Durata: 98′

Origine: Italia 2016

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