La programmazione di Fuori Orario dal 10 al 16 maggio

Domenica   10 maggio 2020

Fuori Orario cose (mai) viste

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APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

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di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

presenta

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CINEASTA DEL PRESENTE

“NON SI PUO’ VIVERE SENZA ROSSELLINI”

(7)

L’ETA’ DI COSIMO DEI MEDICI – TERZA PARTE: LEON BATTISTA ALBERTI: L’UMANESIMO

(Italia, 1972, col., 88’)

Regia. Roberto Rossellini

Interpreti: Virgilio Gazzolo; Marcello Di Falco; Tom Felleghy

Terza parte del film televisivo dedicato alla Firenze rinascimentale, capitolo importante della “Enciclopedia” rosselliniana. Partendo da Leon Battista Alberti Rossellini sottolinea l’arte, in particolare la pittura, la scultura e l’architettura, quale elemento essenziale dell’epoca rinascimentale: ciò che più ha segnato i secoli successivi e rivoluzionato il nostro modo di raffigurarci quindi di pensare l’uomo.

AGOSTINO D’IPPONA

(Italia, 1972, col., dur., 115’22”)

Regia: Roberto Rossellini;

Interpreti: Dary Berkani, Virginio Gazzolo, Cesare Barbetti, Bruno Cattaneo

Agostino, divenuto vescovo d’Ippona, combatte contro le eresie e fa i conti con lo sfacelo dell’impero romano. «Ho la sensazione che anche noi attualmente ci troviamo alla fine di una civiltà. Proprio come Sant’Agostino. Anche Agostino d’Ippona si trovava alla fine di una civiltà, alla morte della civiltà romana, della quale tuttavia seppe conservare i valori più autentici e genuini» (Rossellini).

 

Venerdì   15 maggio 2020

presenta

ZONE ROSSE

(4)

a cura di Lorenzo Esposito

A CIAMBRA                                       VIETATO AI 14        PRIMA VISIONE TV

(Italia 2017, col., 113’02’’)

Regia: Jonas Carpignano

Con: Pio Amato, Koudous Sehion

Dopo l’esordio nel lungometraggio con Mediterranea, Jonas Carpignano torna nella zona rossa di Gioia Tauro e riprende il discorso cominciato nel film precedente col giovane Pio Amato e con tutta la comunità mista – italiana-Rom-africana – che vive al limite in quei luoghi. Pio è l’adolescente precoce che si lancia a folle corsa verso la vita prendendosi sulle spalle tutta la numerosa famiglia. Quando il fratello maggiore Cosimo e suo padre vengono arrestati, tocca a Pio condurre la lotta per la sopravvivenza giorno per giorno, responsabilità dopo responsabilità.

“L’immagine per me ha due fonti di generazione. La prima dipendente dal mio modo di pensare e immaginare, la seconda direttamente legata al punto di vista del mio protagonista. Per esempio in Mediterranea il personaggio di Ayiva ha una visione frammentata e frammentaria del Paese e da qui nasce la forma del film, basata su un contesto confuso che ricostruiamo progressivamente insieme a lui. In A Ciambra invece il punto di vista è più radicato in uno sguardo collettivo e famigliare cosa che rende più immediato e lampante il contesto storico e sociale” (La dinamica del conflitto, Conversazione con Jonas Carpignano, “Film parlato” n. 8)

  

DIARIO DI UN MAESTRO (puntate 1, 2)

(Italia 1972, colore, durata totale 136’ca)

Puntata 1 durata 70’44’’

Puntata 2 durata 65’53’’

Regia Vittorio De Seta,

Tratto dal libro autobiografico Un anno a Pietralata di Albino Bernardini.

Con Bruno Cirino e i ragazzi di una scuola della periferia romana.

Trasmesso la domenica sera su Raiuno in quattro puntate, dall’11 febbraio al 4 marzo 1973

In una scuola della estrema periferia romana un giovane insegnante, nuovo dell’ambiente, invece di disinteressarsi della sua aula semivuota, decide di affrontare il problema del mancato rispetto dell’obbligo scolastico non in maniera burocratica, ma cercando per il quartiere i bambini che non frequentano le lezioni e dando a queste un assetto assolutamente atipico, quasi rivoluzionario per i programmi dell’epoca. Ne nasce un’esperienza di arricchimento reciproco tra i piccoli alunni e il maestro il quale, agli occhi dei telespettatori, rappresenta la persona che pratica quegli ideali da tanti altri solo predicati.

Dallo sceneggiato televisivo di oltre quattro ore venne tratta un’edizione della durata di poco più di due ore che uscì nelle sale cinematografiche due anni dopo.

 

Sabato 16 maggio 2020

presenta

ZONE ROSSE

(5)

a cura di Lorenzo Esposito

DIARIO DI UN MAESTRO (puntate 3, 4)

(Italia 1972, col., durata totale 133’ca)

Puntata 3: durata 66’39’’

Puntata 4: durata 67’28’’

Regia: Vittorio De Seta

Tratto dal libro autobiografico Un anno a Pietralata di Albino Bernardini.

Con: Bruno Cirino e i ragazzi di una scuola della periferia romana.

Trasmesso la domenica sera su Raiuno in quattro puntate, dall’11 febbraio al 4 marzo 1973

In una scuola della estrema periferia romana un giovane insegnante, nuovo dell’ambiente, invece di disinteressarsi della sua aula semivuota, decide di affrontare il problema del mancato rispetto dell’obbligo scolastico non in maniera burocratica, ma cercando per il quartiere i bambini che non frequentano le lezioni e dando a queste un assetto assolutamente atipico, quasi rivoluzionario per i programmi dell’epoca. Ne nasce un’esperienza di arricchimento reciproco tra i piccoli alunni e il maestro il quale, agli occhi dei telespettatori, rappresenta la persona che pratica quegli ideali da tanti altri solo predicati. Dallo sceneggiato televisivo di oltre quattro ore venne tratta un’edizione della durata di poco più di due ore che uscì nelle sale cinematografiche due anni dopo.

STESSO SANGUE                         

(Italia, 1988, colore, durata 91’)

Regia: Sandro Cecca, Egidio Eronico

Con: Daniele Nuccetelli, Alessandra Monti, Rick Hutton, Maria Fiore, Paola Agosti

Bruno ed Irene Stella sono due fratelli rimasti orfani; ventiquattro anni lui, quattordici lei. Per sottrarsi a una separazione forzata, fuggono dalla città. Comincia il loro on the road selvaggio  in un paesaggio ostile, in cui i due fratelli si tuffano lentamente in un gioco pericoloso. Prima un piccolo furto consumato per sopravvivere, poi, alla fine, una rapina in banca.

Film ancora oggi sorprendente e anticipatore, e troppo spesso dimenticato, che mostrava il talento dei due registi che trasformano la corsa a perdifiato di due personaggi quasi presi in ostaggio dal caso e dalla necessità, in una sorta di geografia visionaria e aspra che cerca di capovolgere l’indifferenza di un intero Paese. Lungo campagne desertiche, paesi e fabbriche desolate, Cecca e Eronico mettono in scena le vite sopravvissute nell’estrema provincia, in qualche modo, anche loro fuggitivi.

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