La programmazione di Fuori Orario dal 12 al 18 aprile

Da domani al 18 aprile protagonisti a Fuori Orario Terrence Malick, Roberto Rossellini, Yevant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Alessandro Blasetti, Dorothy Arzner e Fabrizio Ferraro con la prima visione di Checkpoint Berlin.

Domenica    12   aprile    2020

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

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LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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presenta

CINEASTA DEL PRESENTE

“NON SI PUO’ VIVERE SENZA ROSSELLINI”

(3)

LA LOTTA DELL’UOMO PER LA SUA SOPRAVVIVENZA

(Italia 1970, col., dur. totale 201’05” ) 9°, 10° 11° E 12° puntata

Di: Roberto e Renzo Rossellini

9° pt: Lo spirito scientifico conquista il mondo dur. 56’06”

10° pt: Questa nostra grandiosa civiltà, dur. 50’24”

11° pt: Un’arte nuova in un mondo di macchie, dur. 47’27”

12° pt: Nonostante tutto ancora più lontano, dur. 47’54”

La lotta dell’uomo per la sua sopravvivenza è uno dei film TV (in dodici puntate) che Roberto Rossellini ha realizzato per la RAI, quando vide nella televisione un valido mezzo per esplorare gli aspetti sociali, civili e politici della nostra storia e cultura. Realizzato in realtà dal figlio di Rossellini, Renzo, sotto la supervisione del padre, che ne aveva scritto la sceneggiatura, è lo stesso Roberto Rossellini a presentare brevemente ciascun episodio, riassumendone i tratti fondamentali. L’ultima puntata è dedicata ai viaggi spaziali.

SOCRATE

(Id, Italia,1970, col., dur., 102’) 1° e 2° puntata

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21st!
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Regia: Roberto Rossellini
Con: Jean Sylvère, Anne Caprile, Ricardo Palacios, Bepy Mannajuolo

Gli ultimi giorni di Socrate nella lettura di un suo “allievo”, animato da una medesima ansia di verità, fu presentato al Festival di Venezia 1970 e trasmesso dalla Rai in due puntate l’anno dopo. «Era un eccentrico e la sua eccentricità era la ricerca del nuovo. La sua eccentricità consisteva nella ricerca della verità e della sapienza […] nel rifiutare il titolo di maestro, nel non pretendere di imporre insegnamenti autoritari. Credeva invece alla dialettica del dialogo e alla forza della sapienza, cioè della cultura. Nel suo mondo, Socrate era un rivoluzionario» (Rossellini).

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APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

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Venerdì    17   aprile    2020

ZONE ROSSE

(3)

a cura di Fulvio Baglivi

Grazie alla volontà dell’autore e alla disponibilità di Rai Cinema, Fuori Orario presenta in prima visione l’ultimo film di Fabrizio Ferraro, Checkpoint Berlin, presentato a gennaio al Festival di Rotterdam.

Checkpoint Berlin prosegue la riflessione di Ferraro sull’Europa, i suoi confini e le sue fratture iniziata con il precedente Gli indesiderati d’Europa. In questa notte, un altro capitolo del ciclo Zone rosse, si incrociano tre opere di attraversamento e di passaggi, di movimenti e di momenti. I tunnel sotterranei di Berlino sbucano nelle notti dell’estate del 1989 tra le salsicce e le danze delle Feste dell’Unità filmate da Gianikian/Ricci Lucchi a pochi mesi dalla caduta di quel Muro costruito sulle macerie umane e morali della Seconda guerra mondiale raccontata da Blasetti. Tre film di ritorni impossibili, molto diversi e a tratti opposti, ma ognuno a suo modo segna un’uscita degli autori dalle proprie “comfort zone” stilistiche e l’esplorazione delle immagini in un territorio diverso.

CHECKPOINT BERLIN                 PRIMA VISIONE TV

(Italia 2019, col. e b/n, dur., 64’)

Regia: Fabrizio Ferraro

Con: Alessandro Carlini, Marcello Fagiani, Fabio Fusco, Marta Reggio

Un regista si trova a Berlino per la proiezione di un suo film. Camminando per la città riflette sul Muro e sull’esperienza leggendaria di un suo parente, uno zio mai più ritrovato, dissennato per amore e divenuto da quel momento passeur tra le due zone della Germania divisa.

FRAMMENTI ELETTRICI N. 6 – DIARIO 1989. DANCING IN THE DARK  

(Italia 2009, col., dur., 61’)

Regia: Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi

Ultimo film della serie “Frammenti elettrici”. Gianikian e Ricci Lucchi  recuperano e lavorano le immagini che avevano girato nel 1989, rubate nelle varie feste dell’Unità, tra l’Emilia e la Romagna, alla vigilia della caduta del muro di Berlino.

LA LUNGA STRADA DEL RITORNO

(Italia, 1962, b/n, dur.,136’)

Regia: Alessandro Blasetti

Proponiamo la versione integrale restaurata da Rai Teche, in collaborazione con CSC – Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, presentata alla a Venezia nel settembre 2017.

“Il film-inchiesta La lunga strada del ritorno di Alessandro Blasetti è forse uno dei primi casi, almeno nella televisione italiana, di riutilizzo sistematico dei materiali di repertorio, combinati con interviste appositamente realizzate, per costruire un’opera documentaristica d’autore finalizzata alla memoria storica. Andato in onda in tre parti nel giugno 1962 sul secondo canale, La lunga strada del ritorno raccoglie testimonianze dei reduci italiani della seconda guerra mondiale, coniugando il racconto del conflitto con quello delle vicende degli uomini impegnati al fronte. Per la realizzazione dei testi, Blasetti si avvalse della collaborazione del poeta Alfonso Gatto.

(Dal Catalogo della 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia).

Sabato 18 aprile    2020 

IL CANTO DEL CINEMA

a cura di Donatello Fumarola

SONG TO SONG                      FILM

(id. USA 2017, col., 123′)

regia Terrence Malick

con Michael Fassbender, Ryan Gosling, Rooney Mara, Cate Blanchet, Natalie Portman, Val Kilmer.

Due triangoli amorosi si intersecano sullo sfondo della scena musicale di Austin, in Texas. Tra i molti musicisti Patty Smith, Iggy Pop, i Black Lips.

BALLA RAGAZZA BALLA

(Dance, Girl, Dance, USA 1940, b/n, 89′)

regia Dorothy Arzner

con Maureen O’Hara, Lucille Ball, Louis Hayward, Virginia Field, Ralph Bellamy.

Judy, ballerina di fila, aspira a far carriera, mentre la sua collega Bubbles molla tutto e tenta la strada del burlesque. Dopo lo scioglimento della compagnia, Bubbles rimedia un ingaggio anche per Judy, ma l’amicizia si rompe quando entrambe si innamorano dello stesso uomo. Uno dei film più affilati della Arzner, che riflette lucidamente sulla società dello spettacolo (e sulla dicotomia tra arte e commercio incarnata dal cinema).

 

CANTA QUANDO TORNI A CASA

(Sing Your Way Home, USA 1945, b/n, 72′)

regia Anthony Mann

con Jack Haley, Marcy McGuire, Glen Vernon, Anne Jeffreys, Donna Lee.

Steve Kimball è un reporter di guerra, di stanza nella Parigi bombardata, vuole tornare a casa. Si imbarca su una nave dove avviene un incontro con una passeggera clandestina, che si innamora di lui mentre questi perde la testa per una cantante, Kay Lawrence. In un gioco degli equivoci Steve finisce nei guai una volta sbarcato dalla nave. Commedia musicale di Anthony Mann, meglio conosciuto per i suoi noir e wetern degli anni successivi.