La programmazione di Fuori Orario dal 14 al 20 dicembre
La Collettiva con Grifi e Maresco. E poi Bestiari, Erbari, Lapidari di D’Anolfi-Parenti e Fairytale di Sokurov. Da stanotte
Domenica 14 dicembre dalle 2.55 alle 6.00
Fuori Orario cose (mai) viste
Corso online PRODUZIONE del DOCUMENTARIO con Raffaele Brunetti dal 5 febbraio

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di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto
presenta
IL PEZZO CHE MANCA. NASCOSTI, SCOMPARSI, RIMOSSI,
di Fulvio Baglivi
Il cinema in Timeline – Corso online dal 26 gennaio 2026

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CORPO DI REATO primavisioneTV
(Italia, 2023, col., 20’)
Di: La Collettiva (Marta Basso, Sara Cecconi, Carlotta Cosmai, Alice Malingri)
La Collettiva è un gruppo formato da 4 ragazze, tutte diplomate alla scuola del CSC di Palermo, che ha deciso di seguire l’urgenza e interrogarsi sulla sparizione di AAA Offresi, un documentario girato da Annabella Miscuglio, Rony Daopoulo e le altre donne già autrici di Processo per stupro. AAA Offresi raccontava un’ora della vita di una prostituta ma la messa in onda venne bloccata poche ore prima, alla questione seguì un processo che sequestrò il film in quanto “corpo di reato”. Da allora il film è sparito, né in Rai né altrove sono emersi supporti o materiali a riguardo.
Grazie alla disponibilità della Collettiva, che qui presenta il proprio lavoro, Fuori Orario manda in onda questo film breve già proiettato in Europa e in Italia.
“Questo gioco di hacking del passato rientra nella nostra prospettiva di ricerca. Abbiamo iniziato cercando il film perduto per approfondire ora alcune delle questioni conflittuali sollevate da questa storia, utilizzando la ricerca investigativa e il teatro documentario come mezzi per mettere in discussione la realtà.” [La Collettiva]
STORIE VERE – LILLI CARATI, UNA VITA DA EROINA
(Italia, 1994, col., dur., 35’ circa)
Regia: Rony Daopoulo
Girato nel 1994 mentre l’attrice era in una clinica per disintossicarsi dall’eroina, il ritratto di Lilli Carati firmato da Rony Daopoulos per la trasmissione Storie vere chiude idealmente il cerchio del ciclo F For Femmine iniziato con Frammenti di una vita da eroina, girato dalla stessa Daopoulos con Annabella Miscuglio nel 1976, con protagonista la poetessa Patrizia Vicinelli. Un ritratto intimo e appassionato senza moralismi.
DINNI E LA NORMALINA
Ovvero la videopolizia psichiatrica contro i sedicenti nuclei di follia militante
Regia: Alberto Grifi (Italia 1978, col., dur., 27’)
È costruito con due materiali diversi: videotape “militanti” in bianco e nero registrati nel 1976-77 durante le contestazioni al convegno di antipsichiatria organizzato a Milano da Armando Vermiglione e un racconto di fantapolitica. In questo ultimo si ipotizza che lo Stato attraverso una sua droga, la normalina, i cui effetti stabilizzanti durano 8 mesi, con successiva, dolorosa, crisi di astinenza, trasformi tutti i cittadini in impiegati e operai modello desiderosi di sottoporsi al trattamento. Alcune partite avariate di normalina creano però gruppi clandestini di dissidenti e terroristi. La videopolizia si serve dei videotape per sgominarli e sta per mettere le mani su una leader, Dinni, ma lei si sveglia. Era un sogno, ma la realtà non sarà più tenera…
FUORI ORARIO – MICHELE ALLA RICERCA DELLA FELICITÀ
(Italia, 1978, col., 23’)
Di: Alberto Grifi e Guido Blumir
Realizzato in video con Guido Blumir, il film è un ritratto crudo e disperato sulla condizione disumana dei detenuti, esseri in clausura coatta e dimenticati dal resto della società.
LA MIA BATTAGLIA primavisioneTV
(Id., Italia 2016, b/n e col., durata 32’)
Di: Franco Maresco
Con: Letizia Battaglia
Breve omaggio e ritratto che Franco Maresco dedica alla sua amica Letizia Battaglia, fotografa di fama mondiale e simbolo della parte impegnata, indignata e antimafia di Palermo.
La mia Battaglia è un’opera con un’aria diversa dagli altri film dell’autore di Cinico Tv e Belluscone, con un tono intimo, meno cattivo, nonostante mantenga lo humor e la visione nerissima. È anche un lavoro di preparazione per quello che ad oggi è l’ultimo film di Franco, il magnifico La mafia non è più quella di una volta che ha Letizia Battaglia per protagonista.
Il 5 2025 marzo la fotografa pasionaria, che ha raccontato da un punto di vista unico e scomodo le guerre di mafia e la Palermo popolare, avrebbe compiuto 90 anni, la prima volta in TV di questo breve ma intenso film è anche un omaggio di Fuori Orario a questa donna combattiva che ha lottato con e per la libertà delle immagini e degli oppressi.
Sabato 20 dicembre dalle 0.40 alle 7.00
ALDILÀ DEL NOVECENTO
di Fulvio Baglivi
BESTIARI, ERBARI, LAPIDARI primavisioneTV
(Id., Italia, 2024, b/n e col., 205′)
Regia: Massimo D’Anolfi e Martina Parenti
L’ultimo lungometraggio di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti è una traiettoria che rimette in gioco e reinventa attraverso materiali d’archivio e riprese originali le forme con cui il cinema ha affrontato il linguaggio e le relazioni con gli animali, le piante, le pietre.
Bestiari, Erbari, Lapidari è un documentario “enciclopedia”, diviso in tre atti, ognuno dei quali tratta un singolo soggetto: gli animali, le piante, le pietre. Il film è un omaggio a quei mondi “sconosciuti” e per certi versi davvero alieni, fatti di animali, vegetali e minerali, che troppo spesso diamo per scontati, ma con cui dovremmo essere in costante dialogo dal momento che costituiscono la parte essenziale della nostra esistenza sul pianeta Terra. Gli atti del film disegnano uno sviluppo drammaturgico unico, attraverso tre diversi dispositivi di messa in scena. Bestiari è un found-footage su come e perché il cinema ha ossessivamente rappresentato gli animali; Erbari invece, un documentario poetico d’osservazione dall’interno dell’Orto Botanico di Padova; Lapidari, infine, un film industriale ed emotivo sulla trasformazione della pietra in memoria collettiva. Bestiari, Erbari, Lapidari è un viaggio sentimentale tra cultura, scienza e arte del nostro vecchio continente.
IN ASCOLTO – CONVERSAZIONE CON MASSIMO D’ANOLFI E MARTINA PARENTI
(Italia, 2025, col., 25’ circa)
Di: Fulvio Baglivi
Con: Massimo D’Anolfi e Martina Parenti
Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, cineasti cari a Fuori Orario, che ha presentato negli anni tutti i loro lavori, raccontano la nascita e lo sviluppo di Bestiari, erbari, lapidari il loro ultimo film, presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel settembre 2024.
(Skazka, Russia-Belgio, 2022, col., dur., 75’38”, v.o. sott., it.)
Regia: Aleksandr Sokurov
Voci: Igor Gromov, Lothar Deeg, Tim Ettelt, Vakhtang Kuchava, Fabio Mastrangelo, Alexander Sagabashi, Michael Gibson, Pascal Slivansky
Per questo film sono stati utilizzati esclusivamente materiali di archivio – immagini vere di repertorio – senza l’uso di deep fake o altri mezzi di intelligenza artificiale.
Adolf Hitler, Benito Mussolini, Iosif Stalin, Winston Churchill, si trovano in un o spazio dantesco, davanti alla Porta, in attesa di ascendere al paradiso o precipitare nell’inferno. Le loro figure si moltiplicano, i discorsi si alternano e si sovrappongono, si sentono milioni di urla e di gemiti. Gesù giace a terra agonizzante in attesa di una chiamata del Padre…
Per Sokurov, dopo cento e più anni di storia, il cinema ancora non è codificato, «ciò che noi . chiamiamo “cinema” è un’entità in continuo movimento. È la natura stessa del cinema che muta in continuazione» (così egli scrive nel suo libro Il mio posto nel cinema). Dopo Arca russa, Fairytale è una nuova, stupefacente pietra miliare nel divenire del cinema, che prolunga e rilancia quella riflessione sul potere che percorre l’opera di Sokurov fin dall’epoca sovietica, da Sonata per Hitler (1979), alle Elegie, fino alla cosiddetta Tetralogia del potere (coi film-ritratti di Lenin, Hitler, Hirohito e Faust). E oltre…
“Questo è un momento difficile e non aggiungo altro. Un tempo immerso in tragedie, sventure, nel crollo della civiltà (…) Come autore cercherò di guardare i miei eroi con umorismo leggero e anche con tono sarcastico. Come farò? Non lo so. Guarderò i cinegiornali in cui si muovono quelli che abbiamo designato come eroi e cercherò di rimuovere il pathos e la maestosa grandezza da persone conosciute nel mondo come esempi di potenza o malvagità. Proverò a costruire il film in forma di racconto parallelo, un tempo in cui saremo immersi nel mondo dei monologhi interiori dei nostri “eroi”, che non riporteranno le loro idee politiche quanto piuttosto le loro reazioni alle piccole cose della vita quotidiana, i loro capricciosi cambiamenti di umore, il parlarsi addosso sulla loro grandezza e il loro potere illimitato Sorridiamo, ridiamo, cerchiamo di capire attraverso una prospettiva paradossale il punto di vista dei personaggi al potere nelle cui mani c’era il destino della Storia (…)”. (Aleksandr Sokurov, dalla dichiarazione d’intenti di Fairytale)






















