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Corso di MONTAGGIO con Adobe Premiere, a Roma dal 18 marzo


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La programmazione di Fuori Orario dal 15 al 21 febbraio

Fellini romance e altre giovinezze con Wang Bing (+ conversazione) e Gianni Amico. Da stanotte.

Domenica 15 febbraio dalle 2.55 alle 6.00

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Laboratorio di SUONO PRESA DIRETTA, a Roma dal 16 marzo


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FELLINI ROMANCE. UN ATTO DI PASSIONE DI JEAN-PAUL MANGANARO 

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Corso di MONTAGGIO con Adobe Premiere, a Roma dal 18 marzo


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a cura di Fulvio Baglivi 

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Ricerca e lavoro di archivio nel cinema documentario, dal 4 marzo


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FELLINI ROMANCE – CONVERSAZIONE CON JEAN-PAUL MANGANARO

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Corso di Regia in presenza a Roma dal 17 marzo


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 Italia, 2026, col., dur., 25’ circa)

A cura di: Fulvio Baglivi

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Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

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Con: Jean-Paul Manganaro

Federico Fellini Romance è un libro di Jean-Paul Manganaro pubblicato in Italia da Il Saggiatore nel 2014 e interamente dedicato all’opera di Federico Fellini. Manganaro, siculo-francese già professore emerito di lettere, traduttore in francese dell’Opera di Carmelo Bene (di cui è stato amico e complice) rilegge, con acuta passione unita a una profonda e attenta conoscenza, la traiettoria estetica e storica disegnata da Federico Fellini. Il libro di Manganaro è un’opera di critica cinematografica personale quanto scientifica, frutto dell’amore e lo studio di un grande intellettuale, lontano dalla critica impressionista e superficiale che oggi ammorba il mondo del cinema, L’INA nel 2013 ha prodotto un film di Jean-Louis Comolli in cui il regista dialoga con Jean-Paul intorno al cinema di Fellini.

Ringraziamo Jean-Paul per aver accettato di dialogare con noi nonostante le avverse condizioni di salute e si ringrazia Federico Febbo per averci aiutato.

INTERVISTA        

(Italia, 1987, col., dur., 103′)

Regia: Federico Fellini

Con: Federico Fellini, Sergio Rubini, Antonella Ponziani, Lara Wendel, Marcello Mastroianni, Anita Ekberg

Fellini sta girando a Cinecittà un film tratto da America, di Franz Kafka. Su invito di una troupe giapponese, Fellini si fa intervistare nel luogo più iconico del suo cinema, dove arrivò per la prima volta, giornalista ventenne, nel 1940. E ricorda un modo di fare cinema che è scomparso per sempre. Il film si fa, e mentre si fa, si disfa in direzioni inattese: una storia d’amore, l’immensità del leggendario Teatro 5 di Cinecittà, Franz Kafka…” Non mi stancherò mai di ringraziare la Ekberg e soprattutto di ammirarla. È spiritosa, saggia umile. La grazia e la disponibilità con cui ha accettato di riapparire in Intervista, in contrasto con l’immagine gloriosa della Dolce vita, mi hanno commosso. Per l’occasione io e Marcello Mastroianni andammo a trovarla nella sua casa ai Castelli Romani, dove vive come una divinità campestre, serena, tranquilla, imperturbabile, senza che il corso degli anni la turbi minimamente. Ricordammo allora l’esperienza de La dolce vita. Può darsi che io stato un po’ crudele con lei, ma non era nelle mie intenzioni.” (Federico Fellini)

 

Sabato 21 febbraio dalle 0.40 alle 7.00

YOUTH (WITHOUT YOUTH). UN’ALTRA GIOVINEZZA (2) 

a cura di Fulvio Baglivi

YOUTH II PARTE (TEMPI DURI)                                     

(Qīngchūn, Cina-Francia-Lussenburgo-Olanda-Hing Kong, 2023, col., 226’, v.o. sott. it.)

Di: Wang Bing

Seconda parte del progetto Youth, presentata al Festival di Locarno nell’agosto del 2024.

Storie individuali e collettive si snodano nei laboratori tessili di Zhili, diventando sempre più drammatiche con il passare delle stagioni. C’è chi viene deriso dai colleghi e chi rischia di rimanere senza salario solo per aver perso un taccuino. Gruppi di operai osservano i propri datori di lavoro (dei caporali e proprietari spietati), chi è indebitato e viene picchiato dai fornitori, chi si dilegua con tutti i soldi senza pagare i lavoratori. Sempre a Zhili, non lontano da Shangai, nel 2011 la polizia soffocò con brutale violenza le manifestazioni degli operai, lasciando inalterato il rapporto di sfruttamento e sopraffazione a cui sono costretti queste masse di giovani. Alla fine, solo dopo aspre trattative i lavoratori otterranno il permesso di tornare a casa per festeggiare il nuovo anno.

CONVERSAZIONE CON WANG BING     prima visione tv

A cura di: Roberto Turigliatto

Con: Wang Bing

(Italia, 2025, 35’ circa)

Conversazione di Roberto Turigliatto registrata a Torino il 4 ottobre 2025.  Il cineasta spiega il suo approccio al digitale, fin dal su primo film, “Il distretto di Tie Xi”,  grazie al quale ha potuto lavorare   in modo completamente nuovo, rifiutando radicalmente le limitazioni del cinema di finzione industriale. Fattore decisivo il tempo, la possibilità di seguire liberamente per anni i   giovani ragazzi lavoratori delle fabbriche tessili del distretto di Huzhou e immergersi nelle loro vite e nella loro personalità. Wang Bing  racconta inoltre il suo lavoro di esplorazione e documentazione    sulla storia della Cina dopo il 1948.  Con Fengming e The Ditch ha fatto riemergere i frammenti di ciò che era stato cancellato e sepolto nel periodo precedente alla rivoluzione culturale e che non veniva rappresentato nei media ufficiali  raccogliendo le testimonianze dei sopravvissuti.  Infine si sofferma sui registi che considera suoi punti di riferimento, da Pedro Costa a Frederick Wiseman ai registi italiani del neorealismo.

LE MANI SVELTE. GIOVANI, DONNE, FABBRICHE

(Italia, 1981, col., dur., 67′)

Regia: Gianni Amico

Un reportage sulla realtà della fabbrica a Torino, con interviste a operai, donne, giovani e anziani. L’arrivo degli immigrati, i sacrifici, la ricerca di un posto di lavoro, le reazioni dei giovani al loro impatto con la fabbrica, i conflitti tra generazioni, le discriminazioni. Le mani del titolo sono quelle delle donne, modelli di tenacia e adattamento per tutti quelli che lottano per la conquista dell’integrazione e per il miglioramento delle proprie condizioni di vita. Con musiche di Enrico Rava e Lucio Dalla.

 

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