La programmazione di Fuori Orario dal 16 al 22 novembre

L’eterno ritorno di Orfeo e l’omaggio a Wojciech Jerzy Has. Da stanotte

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Domenica 16 novembre dalle 2.55 alle 6.00 

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STORY EDITOR, corso online dal 20 gennaio 2026

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Fuori Orario cose (mai) viste                                        

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto

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Corso online CRITICA CINEMATOGRAFICA LAB, dal 15 gennaio

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presenta 

L’ETERNO RITORNO DI ORFEO

di Fulvio Baglivi

Una notte di Fuori Orario in occasione dell’uscita al cinema, il prossimo 27 novembre, di Orfeo di Virgilio Villoresi, presentato Fuori Concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e distribuito da Double Line. Il primo lungometraggio del cineasta che unisce cinema e animazione, usa tecniche artigianali per costruire visioni originali, è ispirato al poema visivo di Dino Buzzati. Nella notte, insieme a un’antologia di lavori di Villoresi, torna anche Orfeo nel metrò, opera lirica di Fanny&Alexander, altrettanto originale e contemporanea rilettura del mito di Orfeo, questa volta attraverso Monteverdi, ma sempre con la presenza di Buzzati.

FANTASMAGORIE, INCONTRO CON VIRGILIO VILLORESI

(Italia, 2025, col., 20’ circa)

Di: Fulvio Baglivi

Con: Virgilio Villoresi

Virgilio Villoresi parla della sua arte, del suo rapporto con le avanguardie storiche, con il cinema, l’animazione e la sua ricerca visiva che va avanti da più di vent’anni e lo ha portato a realizzare il suo primo lungometraggio, Orfeo, presentato a Venezia e in uscita al cinema il prossimo 27 novembre.

PRIMA DI ORFEO – UN’ANTOLOGIA DI VIRGILIO VILLORESI         primavisioneTV  

(Italia, 2005-2025, col., 60’ circa)

Di: Virgilio Villoresi

Un’ora circa di lavora di Virgilio Villoresi, che in questi anni ha realizzato film brevissimi, cortometraggi, videoclip per artisti come Vinicio Capossela, i Blonde Redhead, Dente. In questi film si ritrovano le diverse tecniche di Villoresi, dal cinema all’animazione, il suo cinema visionario e fantasioso, fatto di invenzioni e costruzioni, tanto distante all’apparenza a tanto cinema italiano concentrato sul racconto realistico, quanto profondo nella relazione con l’esistente.

MAKING OF ORFEO

(Italia, 2025, col., 14′)

Di: Fiammetta Bocola

Con: Virgilio Villoresi, Giulia Maenza, Luca Vergoni

Momenti colti durante la realizzazione di Orfeo, girato in gran parte all’interno di un capannone a Milano, che diventa l’antro in cui nasce la creatura di Villoresi. Un seti che è fatto di tanti mondi che si intersecano, con gli attori che parlano della loro esperienza in questo film fuori dal comune. 

ORFEO NEL METRO’

(Italia, 2019, col., dur. 109’)

Un progetto di: Hernàn Schvartzman e Luigi De Angelis

Direzione: Hernàn Schvartzman

Regia, scene, luci: Luigi De Angelis

Con: Antonio Sapio, Veronica Villa, Arianna Stornello, Lorenzo Tosi (Caronte, Plutone), Michele Gaddi

Una produzione lirica sui generis, in cui spazio scenico e platea si fondono in un unico spazio ravvicinato, ovvero il vagone di una immaginaria metropolitana underground. Artisti e pubblico intraprendono un viaggio nel mondo sotterraneo, insieme al nostro Orfeo monteverdiano, in una esperienza ‘immersiva’ totale. Protagonisti giovani cantanti e musicisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano.

 

Sabato 22 novembre dalle 2.50 alle 7.00

OMAGGIO A WOJCIECH HAS

2: I FANTASMI DELL’ILLUSIONE

in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma nell’ambito del Festival CiakPolska 2025 

di Roberto Turigliatto 

IL CAPPIO                                                                 prima visione TV

(Pȩtla, Polonia, 1957, 96′, v.o. sottotitoli italiani)
Regia: Wojciech Jerzy Has

Con: Gustaw Holoubek, Aleksandra Śląska, Teresa Szmigielówna, Tadeusz Fijewski , Stanisław Milski

Splendido film d’esordio di Has di cui ricorre quest’anno il centenario dalla nascita. La storia si basa su un racconto di Marek Hłasko (1934-1969), uno dei più importanti scrittori polacchi del dopoguerra, ribelle e anticonformista, costretto dal regime  a emigrare. Nel film Kuba Kowalski è un artista tormentato alle prese con la dipendenza dall’alcol. Solo, chiuso nel proprio appartamento, è in attesa della fidanzata per andare dal medico, mentre il telefono continua a squillare. Da quel momento seguiamo l’evolversi della sua giornata: il tempo che scorre lo separa da una decisione difficile da prendere.  La battaglia del protagonista con i propri demoni interiori assume la dimensione di un interrogativo profondo sull’esistenza che lo costringerà a confrontarsi col suo passato   Sospeso tra    realtà e immaginazione, con uno stile espressionista che suggerisce le proiezioni mentali e le percezioni alterate del protagonista, il film si dipana iptnoticamente in un interno di ombre e di specchi deformanti e nei vicoli deserti di una città spettrale.

«Volevo fare un film sulla solitudine, e più precisamente sull’’estraniazione. Kuba è un uomo completamente estraniato. La realtà che vede, e che noi osserviamo insieme a lui, non ha niente a che fare con il mondo oggettivo: È la realtà della sua memoria e immaginazione, delle sue paure e ossessioni…L’estraniazione è il destino dell’artista» (Wojciech Has)

COME ESSERE AMATA                                                    prima visione TV

(Jak bić kochana, Polonia 1962, b/n, 97’, v.o. sottotitoli italiani)

Regia: Wojciech Jerzy Has

Con: Barbara Krafftówna, Zbigniew Cybulski, Artur Młodnicki, Wieńczysław Gliński, Wiesław Gołas, Wiesława Kwaśniewska, Zdzislaw Maklakiewicz, Tadeusz Kalinowski

A bordo di un aereo diretto in Francia, Felicja, ricorda i tempi dell’occupazione nazista. Felicja è una giovane attrice agli esordi, è innamorata del collega Wiktor e lo nasconde nel suo appartamento perché lui è sospettato di aver ucciso un volksdeutsche. Spera che la vicinanza la aiuterà a conquistare l’amore dell’uomo, che non ricambia il suo affetto. È pronta a ogni sacrificio pur di non perderlo, anche a essere sospettata di collaborazionismo. In realtà non si rende conto che la situazione è diventata per Wiktor un peso insopportabile ….

«Has si confronta infine con la tragedia della guerra e dell’occupazione nazista. Ma anche qui l’interesse del regista non va tanto alla Storia con la maiuscola quanto ai riflessi psicologici e morali che essa determina sui personaggi, impegnati in una vana ricerca di identità che confina con l’autodistruzione.» (Paolo Vecchi, “Cineforum”, 8 marzo 2025)

«Con Come essere amata Wojciech Has confeziona un melodramma sui generis, completamente concentrato sulla memoria, e il suo significato. (…)  Una memoria, quella della protagonista Felicja, tormentata da un lato dalle ferite della guerra, che ne hanno stroncato sul nascere le ambizioni artistiche, dall’altro dal fantasma di un amore sempre inseguito e mai corrisposto. Due elementi che vanno a intersecarsi, influenzandosi vicendevolmente e costituendo una rievocazione che, nella mente della protagonista, diventa qualcosa di simile a un silenzioso incubo: nel contesto claustrofobico di un aereo in volo – luogo sospeso, spazio di transito per definizione atto al sogno e al ricordo – seguiamo un’amareggiata e indurita Felicja mentre ripercorre le tappe di quello che è stato, di fatto, un amore mai nato (…) In entrambe le linee temporali, tuttavia, il film di Has è caratterizzato da un sostanziale clima di claustrofobia: una claustrofobia tanto fisica quanto mentale ed emotiva, intesa come impossibilità di liberarsi prima dalle pastoie di un rapporto che oggi chiameremmo tossico, poi dalla sua ossessionante memoria…».  (Marco Minniti, “Quinlan”, 16 novembre 2023)

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