La programmazione di Fuori Orario dal 17 al 23 gennaio

Su Fuori Orario da stanotte a sabato si prosegue con la ‘saudade’ di Gianni Amico. E poi questa settimana ci saranno Truffaut, Sokurov, Renoir e Rohmer

Domenica 17 gennaio dalle 2.45 alle 6.00

--------------------------------------------------------------------
SCOPRI I NUOVI CORSI ONLINE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI


--------------------------------------------------------------------

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

presenta 

SAUDADE DE GIANNI AMICO

APPUNTI, RITORNI, AFFINITA’ ELETTIVE (10)

a cura di Fulvio Baglivi

L’UOMO AMICO                           

(Italia, 2014, colore, 39’)

Regia: Germano Maccioni

Da un’idea di Olmo Amico, prodotto dalla Cineteca di Bologna, il film di Germano Maccioni è un ritratto di Gianni Amico, l’uomo e il cineasta impossibili da separare, costruito innanzitutto attraverso le parole di Bernardo Bertolucci, con Tatti Sanguineti e Stefano Zenni che sottolineano la conoscenza e la passione di Gianni per il cinema e la musica.

DIARIO DI MANAROLA

(Appunti per un film sull’esperienza di Telemaco Signorini alle Cinque Terre)

(Italia, 1985, video, colore 30’)

Uno dei film più belli di Gianni Amico che partendo da un lavoro sul pittore Telemaco Signorini e la esperienza alle Cinque Terre si trasforma in un jazz-film libero, una jam session dedicata alle Cinque Terre e alla casa di Manarola, una casa aperta, con una stupenda terrazza a picco sul mare. Qui Gianni Amico e Fiorella e Olmo accolgono gli “Amici” (titolo di un corto di Gianni inserito in Diario di Manarola), tra questi Bernardo Bertolucci e Enzo Ungari.

TVE PROGETTO – CITTA’ E TERRITORIO: BOLOGNA

(Italia, 1974, b/n, 81’)

Un lavoro per il “programma di educazione permanente” TVE dedicato alla città di Bologna e al suo modello di sviluppo. Costruito in quattro puntate: Ieri e oggi; Uno sviluppo equilibrato; Dall’agricolo industriale all’industriale agricolo; Una nuova area metropolitana.

 

Venerdì 22 gennaio dalle 1.10 alle 6.00

L’ORIGINE DEL XXI SECOLO

5 – Lo specchio scuro

a cura di Lorenzo Esposito

L’ULTIMO METRÒ                      

(Le dernier métro,1980, col.,  dur.,128’ 27’’, v.o.sott.it.)

Regia: François Truffaut

Per questo film Truffaut ottenne una nomination all’Oscar nella categoria miglior film straniero.

Parigi, settembre 1942, Teatro Montmartre. Marion Steiner, una celebre attrice passata dal cinema al teatro, dirige la compagnia in assenza del marito, Lucas Steiner, regista e impresario ebreo, che per sfuggire all’arresto si finge all’estero, mentre in realtà si nasconde nello scantinato del teatro. La compagnia sta mettendo in scena La scomparsa, dramma immaginario di una scrittrice norvegese, e Steiner dallo scantinato segue le prove, ascoltando attraverso le condotte d’aria, voci e rumori provenienti dal palcoscenico. Nel frattempo Marion cerca di organizzare la fuga di suo marito, quando improvvisamente giunge la notizia delll’invasione tedesca: il progetto di fuga è ormai impraticabile. Marion scrittura per il ruolo del protagonista maschile il giovane attore del Grand Guignol Bernard Granger, dotato di un vero talento e impegnato nella Resistenza. Gli eventi sembrano precipitare con l’arrivo della Gestapo per la perquisizione dei locali del teatro, in particolare dello scantinato, ma grazie al sangue freddo di Marion e alla collaborazione di Bernard, Lucas sfugge di nuovo all’arresto. Tra Marion e Bernard sta crescendo un sentimento d’amore molto intenso, e Lucas lo intuisce. Bernard decide di interrompere le repliche e di passare alla Resistenza clandestina. Epilogo: Marion si reca all’ospedale a far visita a Bernard gravemente ferito e gli parla del loro amore. Si alza il sipario e il pubblico applaude. Marion appare tenendo per mano da un lato Lucas, ritornato a dirigere il suo teatro, dall’altro Bernard, primattore: tutti e tre si inchinano e ringraziano.

FRANCOFONIA                        

(Le Louvre sous l’Occupation, Francia, Germania, 2015, col., dur., 87’, v.o.sott.it.)

Regia: Aleksander Sokurov

Con: Louis-Do de Lencquesaing, Benjamin Utzerath, Vincent Nemeth, Johanna Korthals Altes

Tra i massacri e le rovine della Seconda Guerra Mondiale, l’alto funzionario dell’amministrazione francese Jacques Audiard collabora con il tedesco Franz Wolff-Metternich per proteggere il tesoro del Museo del Louvre. Sokurov racconta la loro storia, esplorando il rapporto tra arte e potere al culmine di uno dei conflitti più devastanti cui il mondo abbia mai assistito.

 

Sabato 23 gennaio dalle 1.30 alle 6.30

L’ORIGINE DEL XXI SECOLO

6 – La grande illusione

a cura di Lorenzo Esposito

QUESTA TERRA È MIA                                  

(This Land is Mine, USA 1943, b/n, 99’)

Regia: Jean Renoir.

Con: George Sanders, Maureen O’Hara, Charles Laughton.

Scritto con Dudley Nichols, Questa terra è mia è il secondo film girato in America da Renoir, che lo racconta così: “Il film parla delle intime esitazioni di un maestro di scuola, terrorizzato dalla presenza dei tedeschi, che diventa un eroe nonostante la sua intenzione di non compromettersi” (J. Renoir, La mia vita, i miei film, Marsilio 1992)

In un villaggio francese, durante l’occupazione tedesca, un maestro elementare, Albert Lory, vive con sua madre, nonostante la sua età matura. È un uomo rispettoso e sottomesso alle autorità scolastiche e militari. È segretamente innamorato della sua collega, Louise Martin, fidanzata con un collaborazionista, Georges Lambert, ingegnere delle ferrovie e sorella di Paul, un partigiano. Coinvolto suo malgrado nella guerra dopo la morte di Paul, Albert viene processato e  abbandona il suo atteggiamento pauroso: si discolpa, denuncia i collaborazionisti, esalta la resistenza, rivela pubblicamente il suo amore per Louise. La giuria lo assolve. Ritorna alla sua classe: legge ai suoi alunni la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. La Gestapo lo arresta per fucilarlo. Prima che la condanna venga eseguita, riesce comunque a leggere ai suoi commossi allievi la dichiarazione dei diritti dell’uomo. Louise proseguirà la lettura con gli studenti.

AGENTE SPECIALE (TRIPLE AGENT)  

(Francia, 2004, col., durata: 115’, v.o. sott.in italiano)

Regia, sceneggiatura: Eric Rohmer

Con: Katerina Didaskalou, Serge Renko, Cyrielle Clair

Nel 1936 il giovane generale russo emigrato Fiodor vive in esilio a Parigi. Lavora per un’associazione zarista di militari russi bianchi con Arsinoé la moglie greca pittrice, che si tiene al di fuori della politica e del lavoro del marito. La coppia intrattiene anche dei rapporti di amicizia coi vicini di casa, una coppia di militanti comunisti.

Fiodor segretamente sembra anche essere anche una spia che negozia alleanze misteriose con gli uni e con gli altri coltivando l’illusione di poter dominare il gioco dello spionaggio e di evitare tutte le trappole.  Forse neppure lui sa più se sta servendo gli interessi dei Bianchi, di Stalin, di Hitler o dell’organizzazione militare e politica clandestina La Cagoule. Perfino Arsinoé comincia ad avere dei dubbi. Ma quando il superiore di Fiodor viene rapito da degli sconosciuti, è già troppo tardi… e anche Arsinoé verrà coinvolta in modo tragico brutale nella storia segreta del marito. Il gioco della verità e della menzogna, della seduzione e del disvelamento, dello scarto inevitabile tra la consapevolezza e l’illusione, dei Racconti morali travestito in una storia di spionaggio attraverso i dialoghi di una coppia.

“Rohmer, dopo aver aperto il nuovo millennio con un film che rovescia la dittatura della storia (L’Anglaise et le duc), compie con questo gemello novecentesco un atto sovrano oltre la politica: nel suo film più dreyeriano e hitchcockiano, il perdersi nel fuoricampo del personaggio femminile è tra i punti più altamente commoventi del cinema”. (Sergio M. Grmek Germani, direttore I mille occhi)

------------------------------------------------------------------------
IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #7