La programmazione di Fuori Orario dal 18 al 24 settembre

Sergio Citti (Il minestrone e Sogni e bisogni), Dino Buzzati (La famosi invasione degli orsi in Sicilia) e le case (Parasite e Fantasmi a Roma). Su Fuori Orario da stanotte.

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SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI: APERTE LE ISCRIZIONI ANNO 2022-23


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Domenica 18 settembre dalle 1.00 alle 6.00

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15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI - NUOVA SCADENZA: 29 settembre!

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Fuori Orario cose (mai) viste

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SCUOLA DI SCENEGGIATURA: LA SPECIALIZZAZIONE

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di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto

presenta

SI SALVI CHI PUO’- LA VITA NON SI SCAMPA (10)

a cura di Fulvio Baglivi e Roberto Turigliatto

IL MINESTRONE         Versione televisiva in tre episodi

(Italia, 1981, col., durata totale, 181’)

Regia: Sergio Citti

Con: Roberto Benigni, Ninetto Davoli, Franco Citti, Fabio Traversa, Giorgio Gaber, Olimpia Carlisi, Daria Nicolodi

All’inizio ci sono due “morti di fame” che rovistano nell’immondizia per procurarsi qualcosa da mangiare. Poi, attraverso molteplici traversie, il gruppo si infoltisce, i tentativi di cibarsi pure, ma gli esiti sono sempre all’insegna dell’insuccesso e della frustrazione. Si finirà, al seguito di una specie di santone, tra vette innevate, ad ascoltare musica da banda, ma con la fame ancora insaziata. Una “parabola” (buñueliana) sulla fame dei miseri.

SOGNI E BISOGNI – Il fattaccio
(Italia, 1984, col., dur., 39’)

Regia: Sergio Citti

Interpreti: Enrico Montesano
Film TV in 10 episodi più un prologo trasmesso dalla RAI a partire dal 6 ottobre 1985.

In un condominio alla periferia di Roma, un padre di famiglia ha fatto una strage uccidendo moglie, figlia e poi suicidandosi. A fare la macabra scoperta è il portiere. La notizia appare su tutti i giornali (con tanto di foto del portinaio) e vari possibili acquirenti si fanno avanti per poter visionare e quindi comperare l’appartamento ora sfitto.

Il portiere approfitta della situazione e si fa dare laute mance per far vedere i locali agli ipotetici compratori (talvolta facendosi corrompere per farli passare avanti nella fila) e durante la visione della casa inscena racconti ora raccapriccianti, ora macabri, ora schizofrenici su quel che è successo in quelle mura per far desistere dall’acquisto i possibili compratori e continuare le sue visite (ben) pagate.

SOGNI E BISOGNI – Ladri
(Id., Italia, 1984, col., dur., 34′)
Regia: Sergio Citti

Interpreti: Mario Brega, Ninetto Davoli

Film TV in 10 episodi più un prologo trasmesso dalla RAI a partire dal 6 ottobre 1985.

Tre ladri di galline squattrinati (‘er Caramella’, ‘er Pecora’ ed ‘er Bengala’) s’apprestano a fare un furto di galline….. Nel mentre si dirigono sul luogo del delitto investono una (bella) ragazza che sviene. Non potendo portarla all’ospedale né tanto meno alla polizia, la portano in casa di ‘er Caramella’ che convive col vecchio nonno brontolone…

 

Venerdì 23 settembre dalle 1.10 alle 6.00

CRONACHE FANTASTICHE – OMAGGIO A DINO BUZZATI (1)

a cura di Roberto Turigliatto

In collaborazione con il Festival I Mille Occhi di Trieste

Una notte dedicata a Dino Buzzati,  a cinquant’anni dalla morte, in collaborazione con il Festival i Mille occhi, che nella sua edizione di dicembre presenterà una rassegna di tutti i film tratti da opere dello scrittore. Fuori Orario, oltre al film buzzatiano più recente (il film d’animazione del 2019 di Lorenzo Mattotti), presenterà  in due puntate rare opere televisive tratte da Buzzati e realizzate dalla RAI tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, e mai più trasmesse: Un caso clinico e La giacca stregata di Massimo Franciosa e Povero bambino! di Nuzzi. Inoltre interviste e testimonianze sullo scrittore, tra cui l’Incontro con Dino Buzzati a cura di Luca di Schiena, realizzato nel 1962.

LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA

(Francia-Italia, 2019, col., 79′)

Regia: Lorenzo Mattotti

“Nata dalla matita di Dino Buzzati per intrattenere le nipoti La famosa invasione uscì a puntate  sul Corriere dei piccoli tra il gennaio e l’aprile del 1945, quando, sospesa dopo la Liberazione, la pubblicazione del Corriere anche il suo supplemento interruppe le uscite lasciando la fiaba incompleta. Buzzati la raccoglierà in volume lo stesso anno, ultimandola e rivedendola – il Granducato di Maremma diventerà la Sicilia. Nascerà così una fiaba moderna, parabola pacifista e animalista, ricca di temi universali, dalla perdita di identità al rapporto padre-figlio, al tradimento delle proprie origini (…) Una fiaba che narra la storia di una comunità di orsi che scendono dalle montagne e invadono la Sicilia alla ricerca del figlio rapito del loro re Leonzio, ricerca da cui scaturiranno battaglie, magie, rivalità , tradimenti che li porteranno a perdere la purezza assimilando i difetti umani. Lorenzo Mattotti la legge da ragazzo, già colpito dall’aspetto favolistico e misterioso dei lavori di Buzzati che, non solo aveva ‘mangiato, ma addirittura digerito, tanto da citarlo spesso nei suoi lavori. (…) Poi, come spesso accade, se ne dimentica, fino a quando lo rilegge in età adulta e sente l’urgenza di trasformarla in un film.” (Lorenzo Viganò, Il Corriere della Sera, 9 maggio 2019)

INCONTRO CON…DINO BUZZATI

(Italia, 1962, b/n, dur., 59′)

Conversazione realizzata per la RAI, a cura di Luca Di Schiena, con la regia di Ettore Della Giovanna.

Intervista a Buzzati sul suo lavoro di scrittore, giornalista e pittore. Della Giovanna apre la trasmissione, dedicata all’attività artistica di Buzzati, elencando alcuni dei suoi libri più famosi, ne descrive alcuni dipinti e lo introduce. L’intervista si basa sulla descrizione del dipinto ” La ragazza che precipita”. Della Giovanna presenta Valli, Mezio e Delfini e li invita a porre domande a Buzzati.

UN CASO CLINICO

(Italia, 1972, b/n, dur., 103’)

Regia: Massimo Franciosa

Con: Tieri Aroldo, Claudio Gora, Elisa Merlini, Ernesto Colli, Gastone Pescucci, Paul Andreina, Giuliana Lojodice, Stefano Satta Flores, Paola Gassman

Trasposizione televisiva della pièce teatrale omonima (1953)

Giovanni Corte, ricco industriale del petrolio e audace investitore in borsa, da qualche giorno sente una strana voce cantilenante. “Grazie” alla figlia ottiene di farsi visitare  nella clinica ultramoderna del dr. Schroeder, specializzata nella cura del male da cui è leggermente affetto. . La particolarità̀ di questa clinica è la suddivisione in sette piani ripartiti per ordine di gravità della malattia. Al  settimo i piccoli malesseri, ai piani più bassi  i casi più gravi in successione decrescente, al primo piano  la morte.  Di piano in piano il  protagonista seguirà il percorso prestabilito.

Lo stesso Buzzati nel 1953  ha tratto la pièce teatrale dal suo  racconto  I sette piani pubblicato nella rivista  La Lettura nel numero del 1º marzo del 1937, quindi revisionato e incluso nell’antologia I sette messaggeri del 1942.  Il racconto ha inoltre ispirato il film Il fischio al naso, diretto e interpretato da Ugo Tognazzi nel 1967.

 

Sabato 24 settembre dalle 1.00 alle 6.30

LA CASA È UNA FONTE MERAVIGLIOSA

a cura di Lorenzo Esposito

PARASITE       PRIMA VISIONE TV DELLA VERSIONE IN B/N

(Gisaengchung, Corea del Sud, b/n, dur. 129’, v. o. sott. it.)

Regia: Bong Joon-ho

Con: Song Kang-ho, Lee Sun-kyun, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-shik, Park So-dam, Lee Jung-eun, Jang Hye-jin

Palma d’oro al Festival di Cannes 2019. Gli vengono assegnati quattro dei sei Oscar per cui è nominato: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale, miglior film internazionale. Primo film straniero nella storia degli Oscar a vincere in queste categorie.

La sceneggiatura del film è un adattamento di una pièce teatrale scritta da Bong Joon-ho nel 2013. 

La famiglia Kim – il padre Ki-taek, la madre Chung-sook, la figlia Ki-jung e il figlio Ki-woo – vive in un piccolo appartamento seminterrato (banjiha) a Seoul. Lo studente universitario Min-hyuk, amico di Ki-woo, sapendo che il suo amico ha bisogno di entrate, suggerisce a Ki-woo di fingersi uno studente universitario per assumere il suo lavoro di tutor di inglese per la figlia della ricca famiglia Park, Da-hye. Ki-woo, fingendosi uno studente dell’Università Yonsei, viene quindi assunto dai Park. I Kim a quel punto cercano di trovare un lavoro a tutti i membri della famiglia fingendo di essere lavoratori non collegati fra loro e altamente qualificati per diventare servi dei Park. Il gioco tra lotta di classe, infiltrazione, doppio e sostituzione comincia irrefrenabile.

Ma le cose si complicano. Quando i Park partono per un campeggio, i Kim si godono il lusso della residenza fino a che Moon-gwang, la vecchia governante soppiantata, appare improvvisamente alla porta, dicendo a Chung-sook di aver lasciato qualcosa in cantina. La donna entra in un ingresso nascosto che conduce a un bunker sotterraneo creato dall’architetto e precedente proprietario della casa, dove suo marito, Geun-sae, vive segretamente da oltre quattro anni, nascondendosi dagli strozzini. Chung-sook rifiuta le suppliche di Moon-gwang di aiutare Geun-sae a rimanere nel bunker, ma i Kim, origliando, si rivelano accidentalmente. Moon-gwang li filma con il suo telefono e minaccia di rivelare il loro stratagemma ai Parks. Nel frattempo un forte temporale riporta i Park a casa in anticipo… La situazione sta per esplodere e da questo momento in poi la penna e lo sguardo di Bong Joon-ho ci conducono sulle montagne russe di un film indefinibile nel muoversi sfrenatamente tra lotta di classe, tragedia, commedia, horror, melodramma e ghost story.

FANTASMI A ROMA              

(Italia, 1961, col., 100′)

Regia: Antonio Pietrangeli

Con: Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Sandra Milo, Marcello Mastroianni, Belinda Lee

Cinque fantasmi, già proprietari di un nobile palazzo patrizio, si alleano con un pittore-fantasma del Cinquecento per impedire la speculazione edilizia progettata dall’ultimo discendente. La presenza di Eduardo dà ragione di ‘questi fantasmi’ e del sottile sottotesto politico. La casa è anche qui il regno in qui aleggiano insieme frequenze spettrali e un’inedita lotta di classe. Uno dei più bei film di Pietrangeli, in cui la sua consueta perizia nell’individuare la distanza giusta si sposa con i toni del surrealismo e della commedia più scatenati.

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