La programmazione di Fuori Orario dal 19 al 25 luglio

Domenica 19 luglio 2020

Fuori Orario cose (mai) viste

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APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

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di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

presenta

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LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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CINEMA SUL FONDO 2

da una idea di Ciro Giorgini ed enrico ghezzi 

a cura di Paolo Luciani

Sono centinaia i film italiani del periodo 1929/1945 considerati perduti, scomparsi, non ancora individuati. Le condizioni oggettive di deperibilità e difficoltà di conservazione di copie e negativi,  si sono unite alle  ventate di rimozione (culturale, critica, storica, politica…) che si alzarono impetuose ed immediate nei giorni della Liberazione. Ci sono voluti alcuni decenni prima che si risvegliasse una attenzione nei confronti di “quel cinema”; anche in questo caso, va attribuito alla nuova o giovane (…di allora…) critica italiana il merito di averlo considerato in maniera del tutto originale

Fin dalla sua nascita, la Rai ha rappresentato una delle possibilità maggiori di fruizione di questo cinema;  oltre ad avere la disponibilità di decine e decine di titoli, via via diversi anno dopo anno, secondo la logica dei diritti tv, si è spesso impegnata nella ricerca, restauro e promozione di titoli importanti del periodo 1929/1945, collaborando attivamente con studiosi e cineteche. In particolare, questa funzione è stata assolta da Fuori Orario; CINEMA SUL FONDO, nasce alcuni anni fa da questa esigenza e dalla passione di Ciro Giorgini con enrico ghezzi.

Al lavoro ci CINEMA SUL FONDO si deve   ad esempio il ritrovamento di un titolo considerato scomparso come LA STELLA DEL CINEMA, che volutamente abbiamo scelto per inaugurare questa ripresa del ciclo.

Riprendiamo quindi questo progetto con la speranza di poter contribuire a tenere alta l’attenzione su questo segmento importante della storia del nostro paese.

1860

(Italia 1934  bianco e nero) durata 74’

Regia Alessandro Blasetti; soggetto da un racconto di Gino Mazzucchi; sceneggiatura A. Blasetti, G. Mazzucchi; fotografia Anchise Brizzi, 2° operatore Giulio De Luca; montaggio A. Blasetti, Ignazio Ferronetti; scenografia Vittorio Cafiero, Angelo Canevari; musica Nino Medin; costumi Vittorio Nino Novarese; suono Vittorio Trentino

Produzione Cines, distribuzione Pittaluga

con Aida Bellia, Giuseppe Gulino, Gianfranco Giachetti, Mario Ferrari, Otello Toso, Maria Denis, Umberto Sacripante, Amedeo Trilli

produzione Cines; distribuzione Pittaluga

I patrioti siciliani, in attesa di Garibaldi, si sono ritirati sui monti dell’isola, dove i borbonici non danno loro tregua. Un giovane emissario dei patrioti raggiunge fortunosamente l’Italia del Nord. Qui, malgrado le perplessità del govrno piemontese, Garibaldi rompe gli indugi e salpa da Quarto. Marsala e Calatafimi segnano le prime tappe dell’impresa dei Mille. 

CAVALLERIA

(Italia 1936 bianco e nero) durata 83’

regia Goffredo Alessandrini; soggetto Oreste Biancoli, Salvator Gotta; sceneggiatura O. Biancoli, Fulvio Palmieri, Aldo Vergano; fotografia Vaclav Vich; montaggio Giorgio C. Simonelli; scenografia Gastone Medin; costumi Gino Sensani; fonico Giovanni Bianchi; musica Enzo Masetti

produzione e distribuzione ICI

con Amedeo Nazzari, Elisa Cegani, Enrico Viarisio, Mario Ferrari, Silvana Jachino, Anna Magnani, Silvio Bagolini

 L’impossibile amore di un ufficiale di cavalleria per una nobile fanciulla che, pur riamandolo, va sposa ad un diplomatico, con tale sacrificio raddrizzando le dissestate finanze paterne. L’ufficiale diventa un celebre cavallerizzo ed un famoso istruttore d’equitazione, ma alla morte accidentale del suo cavallo, si arruola in aviazione e perde la vita eroicamente nei cieli della Grande Guerra. 

CONDOTTIERI

(Italia 1937 bianco e nero) durata 84’  

regia Luigi Trenker; collaborazione alla regia Giacomo Gentilomo, Anton Giulio Majano; soggetto L. Trenker; fotografia Carlo Montuori; montaggio Giorgio C. Simonelli; scenografia e costumi Virgilio Marchi; musica Giuseppe Becce

conLuigi Trenker, Loris Gizzi, Laura Nucci, Carla Sveva, Ethel Maggi, Mario Ferrari, Tito Gobbi, Umberto Sacripante, Carlo Tamberlani, Sandro Dani

girato presso la Cines di Roma e la Tobis di Berlino

Il figlio di Caterina Sforza, Giuseppe de’ Medici, al ritorno dall’esilio condiviso con la madre, dopo aver servito tra i mercenari del Malatesta dà vita alle Bande Nere, che pone non al servizio dello straniero, ma dell’Idea italiana. Processato a Firenze ed esiliato, rimpatria al seguito del duca d’Argentière e marcia su Roma, dove si umilia al Pontefice. D’Argentière e il Malatesta gli muovono guerra e Giovanni li sconfigge sacrificando la vita.

 

Venerdì 24 luglio 2020

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

presenta

WALK THE WALK

STORIE DI CINEASTI VIAGGIATORI (15)

a cura di Fulvio Baglivi e  Roberto Turigliatto

IL MONTE DELLE FORMICHE

(Italia, 2017, col., 63’, v.o. italiano, francese, tedesco)

Regia, sceneggiatura, montaggio: Riccardo Palladino

Il film, composto di immagini in super8 e in 16 mm., è stato presentato al Festival di Locarno nel Concorso Cineasti del Presente.

Da secoli, ogni anno, l’8 di settembre, sul Monte delle Formiche (in quella parte dell’Appennino tra Pianoro e Monterenzio) giungono miriadi di sciami di formiche alate. Come nubi che offuscano il cielo, i piccoli insetti si accoppiano in un meraviglioso volo a cui segue la morte di tutti i maschi, che cadono esausti sul sagrato della chiesa sulla cima del monte, un tempo chiamata «Santa Maria Formicarum». Il volo nuziale risplende come un’apparizione estatica di fronte agli occhi dei curiosi, dei turisti e dei fedeli, i quali ogni anno giungono qui per celebrare la festa che la comunità alla «Vergine del Monte delle Formiche». Questo evento singolare è il punto di partenza della riflessione del film, che si interroga sulla natura dei piccoli insetti e dell’essere umano, sul ciclo della vita e della morte . Fin dal 1770 lo scrittore tedesco Johann Jacob Volkmann  aveva descritto il fenomeno  nella sua guida dell’Italia.   Altri autori,  come il Premio Nobel Maurice Maeterlinck e l’entomologo Carlo Emery,  lo  hanno studiato.  Le loro parole, insieme ad altre di Goethe, riecheggiano come voci in  un film che attraverso la grana della pellicola va alla ricerca dell’invisibile, il brulichio atmosferico dell’aria. (dal catalogo del Filmmaker Festival).

AIMEZ-VOUS L’ITALIE?

(Italia, 1976, col.)

Di Luciano Emmer

Emmer attraversa la penisola alla ricerca delle particolarità che da sempre ne fanno una meta dei soggiorni di artisti, scrittori, attori e persone note. Dalle numerose interviste emerge un interessante quadro dei visitatori stranieri, mossi principalmente dal desiderio di assorbire la cultura della nostra terra, ma altre volte semplicemente affascinati dallo spirito degli italiani e dal loro calore umano. Città, monumenti e opere d’arte sono osservati con turisti d’eccezione come Dustin Hoffman, Burt Lancaster, Walter Matthau, Michael Caine, Liv Ullman, Anthony Queen, Barbara Dane, Cassius Clay, Federico Fellini, William Wyler e altri. In questa notte le puntate Le amichevoli guerre; Il sud; Amore, amore.

LA MADONNA DI PIERNO    

(Italia, 1965, b/n, dur., 15’37”)

Regia: Luigi Di Gianni

Viene registrata in modo diretto, con qualche breve brano “ricostruito”, una festa arcaica che si svolge il 15 agosto sulle montagne del potentino; vengono esaminate forme religiose devozionali, dall’uso dei “cinti” (costruzioni votive con candele colorate che le donne portano sulla testa) alla processione propiziatoria nel bosco.

LA MADONNA DEL POLLINO                      

(Italia, 1971, col., dur., 34’23”)

Regia: Luigi Di Gianni

Si tratta di una delle feste più arcaiche della Basilicata. I fedeli raggiungono a piedi la chiesa dopo un faticoso percorso. Le manifestazioni di fede religiosa si alternano a particolari usanze celebrative di tipo profano che si svolgono all’esterno e all’interno del tempio.

MONTEVERGINE  

(Italia, 1971, b/n, dur., 16’03”)

Regia: Luigi Di Gianni

Pellegrinaggio al Santuario di Montevergine, in Irpinia, tra antiche tradizioni e nuove usanze

CHI LEGGE? VIAGGIO LUNGO IL TIRRENO

4° puntata Capriccio napoletano, 5° puntata Maremma trenta anni

(Italia, 1960, b/n)

Di Mario Soldati e Cesare Zavattini

Viaggio/inchiesta che ripercorre all’inverso il viaggio dei Mille lungo le coste del Tirreno, ideato da Zavattini con Mario Soldati che firma la regia e conduce in prima persona. Diviso in otto puntate in cui Soldati incontra persone diverse, lavoratori, intellettuali, emarginati per chiedere cosa leggono e che rapporto hanno con i libri. Nella notte: Capriccio napoletano, Maremma trenta secoli.

Sabato   25 luglio 2020 

presenta

SANTARCANGELO 2050 – FUTURO FANTASTICO

FUORI ORARIO – TRANSFERT PER KAMERA /TEATRO CINEMA TELEVISIONE

(Italia, 2020, colore)

a cura di Santarcangelo Festival, Filmmaker Festival, Motus , Fuori Orario

Fra l’inesorabile e l’inconcepibile Motus, una delle realtà teatrali più seminali e radicali della scena contemporanea a cui è stata affidata la direzione artistica della cinquantesima edizione di Santarcangelo Festival, invece di annullare o posticipare la manifestazione ha preferito correre il rischio di ripensarla partendo proprio dallo stato di emergenza e rilanciarla in una pratica di resistenza culturale. Un festival costruito sulla circuitazione «fra cinema e teatro, perché», come dichiarato da Motus, «ogni zona di confine è terreno fertile per innesti propizi». È in questo solco che si colloca Transfert per Kamera, l’esperimento curato da Filmmaker Festival di Milano che ha chiesto a cinque giovani registi di misurarsi con altrettanti spettacoli del programma (Maria Giovanna Cicciari su Quattro lezioni sul corpo politico e la cura della distanza di Virgilio Sieni, Chiara Caterina su Sorry, But I Feel Slightly Disidentified… di Benjamin Kahn, Riccardo Giacconi su Se respira en el jardín como en un bosque di El Conde de Torrefiel, Leandro Picarella su L’abisso di Davide Enia, Enrico Maisto su I sommersi e i salvati di Fanny & Alexander) per provare a cogliere cinematograficamente il farsi di una forma teatrale: non una mera documentazione filmata ma la ricerca di un dialogo capace di offrire dei punti di vista eccentrici in grado di restituire il “respiro” della mdp che si fa corpo/occhio partecipante. Dei materiali di questi lavori in Progress andrà in onda su Fuori orario. Cose (mai) viste e quindi presentata a Riccione TTV Festival e Filmmaker Festival di Milano, che affiancano Santarcangelo Festival in qualità di coproduttori del progetto. Nel corso della nottata, oltre a interviste realizzate ad alcuni degli autori teatrali coinvolti in questa edizione, anche degli estratti della tavola rotonda Transfert per Kamera / Teatro, cinema, televisione che ha chiamato artisti, studiosi, critici a ragionare sui reciproci attraversamenti avvenuti nel corso del festival, luogo di incontri fecondi e macchina di idee per nuovi spettacoli, nuove riflessioni, nuovi film. 

BENE! QUATTRO DIVERSI MODI DI MORIRE IN VERSI

(Italia, 1974-1977, colore, 103’ circa)

Uno dei primi lavori televisivi di Carmelo Bene, realizzato nel 1974, lo stesso anno del primo Amleto (da Shakespeare a Laforgue), subito dopo aver chiuso con Un Amleto di Meno la parentesi cinematografica aperta nel 1968 con Hemitage e Nostra Signora dei Turchi, ma andato in onda soltanto nel 1977, in due serate su Rai 2 il 27 e 28 ottobre. I diversi modi di morire sono nelle parole di quattro grandi scrittori russi, Majakovskij-Esenin-Blok-Pasternak, riadattate e recitate dalla voce di Bene che cura anche la regia. Girato in video, con musiche di Vittorio Gelmetti, è un’opera esplorativa e di rottura che disintegra la teatralità insita nella televisione frantumando lo spazio/studio mentre ne esalta la fin(i)tezza. I versi dei quattro poeti russi formano un florilegio che

ruota intorno alla rivoluzione vista come apocalisse antropologica e culturale con i suoi fuochi fatui e le sue macerie.

HOMMELETTE FOR HAMLET – Operetta inqualificabile da J. Laforgue

(Italia, 1987, colore, 62’05”)

Regia: Carmelo Bene

Con: Carmelo Bene, Ugo Trama, Marina Polla de Luca, Achile Brugnoni, Vladimiro Walman, Stefania De Santis

Hommelette for Hamlet, riletture dell’opera di Shakespeare attraverso le visioni di Jules Laforgue.   L”operetta inqualificabile”debutta a Bari nel 1987, al centro della messa in scena, colorizzata elettronicamente, troviamo sempre Hamlet, circondato da angeli barocchi-berniniani ispirato dai surrealisti francesi e dal poeta Jules Laforgue.  Un altro Amleto ennesimo tassello della sua   costruzione maniacale – da vivente – come un estremo satrapo orientale che sur-ride l’occidente (…)  un vero e proprio mausoleo, dell’opera registrata in forma di monumento sepolcrale(…). in cui il teatro incontra il suo doppio ma lo è, in cui non solo il “frame” della scena o della parola si tende fino a rompersi ma è la nostra cornice soggettiva, tutto il resto del mondo, fino a (s)confessarsi come limite e a cadere, a ritrovarsi perduto sulla strada più precisa e indicata(enrico ghezzi)

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