La programmazione di Fuori Orario dal 24 al 30 dicembre

Le comete di Charlie Chaplin e Sergio Citti, le scintille nel tempo di Ryusuke Hamaguchi e le epifanie di Jonas Mekas. Da stanotte.

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Domenica 24 dicembre dalle 2.25 alle 6.00

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Fuori Orario cose (mai) viste                                                                      

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di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto

presenta

LA CODA DELLE COMETE

a cura di Fulvio Baglivi e Roberto Turigliatto

LUCI DELLA RIBALTA           

(Limelight, USA, 1952, b/n, 132’, v.o. sottotitoli italiani)

Regia: Charles Chaplin

Con: Charles Chaplin, Claire Bloom, Sydney Chaplin, Nigle Bruce, Norman Lloyd, Buster Keaton

Londra,1914. Calvero è un anziano clown, un tempo famoso e acclamato e ora alcolizzato e al tramonto. Terry è una giovane orfana che Calvero salva dal suicidio facendone sbocciare l’arte di ballerina e rinunciando al suo amore per lei.    Vita e morte in scena d’un vecchio artista comico  in una Londra vittoriana ricostruita con la polvere della memoria. Con uno struggente cameo di Buster Keaton. Capolavoro massimo tra i film sul teatro.

“Ci è impossibile astrarre la storia di Calvero dalla mitologia chapliniana. Non nel senso elementare e primario in cui si possono rintracciare nel soggetto degli elementi autobiografici evidenti, lo schizzo, come ha detto un critico inglese, di un ritratto dell’artista fatto da lui stesso’. Ma in quello, molto più essenziale, di un’autocritica del mito fatata dal suo autore. Già Verdoux non poteva che Essere compreso che così: l’assassinio di vedove era Charlot travestito nel suo contrario sociale.  (…) Verdoux realizzava in un certo senso il trionfo dialettico del personaggio di Charlot e nello stesso tempo la sua fine. Luci della ribalta pone implicitamente i rapporti dell’uomo e del suo personaggio. Calvero è stato celebre ma la vecchiaia (e accessoriamente l’ubriachezza) gli hanno fatto perdere le scritture (…) Autobiografia, Luci della ribalta lo è dunque a contrario. La decadenza di Calvero, la crudeltà del pubblico, la rinuncia amorosa del vecchio clown sono l’ombra proiettata dietro Chaplin della luce della sua gloria, della sua riuscita, tanto professionale quanto amorosa. (…) Molière è morto discretamente tra alcuni amici ed è stato seppellito a luce di fiaccola. Sia benedetto il cinema che dispensa il nostro Molière dal morire per fare della sua morte il più bello dei suoi film. (…) Sarebbe poco dire che quest’uomo di sessantaquattro anni resta all’avanguardia del cinema. Si porta d’un colpo avanti a tutti: rimane più che mai l’esempio e il simbolo della libertà creativa nel mondo libero delle arti”. (André Bazin, 1952 e 1953).

SOGNI E BISOGNI – Prologo: Amore cieco
(Italia, 1984, col., dur., 52′)
Regia: Sergio Citti

Con: Paolo Villaggio, Lara Nakszynski

Film TV in 10 episodi più un prologo trasmesso dalla RAI a partire dal 6 ottobre 1985.

Un uomo insignificante si innamora di una ragazza ed inizia a corteggiarla ma non si rende conto che è cieca. Dall’autore italiano più chapliniano un omaggio a Luci della città.

 

Venerdì 29 dicembre dalle 00.30 alle 6.00

RYUSUKE HAMAGUCHI 1 E 2, SCINTILLE NEL TEMPO

a cura di Roberto Turigliatto

DRIVE MY CAR

(Doraibu mai kā, Giappone, 2021, col., dur., 172’, v.o. sott., it.)

Regia: Ryusuke Hamaguchi

Con: Hidetoshi Nishijima, Toko Miura, Masaki Okada, Reika Kirishima

In occasione dell’uscita italiana del nuovo, splendido film di Ryusuke Hamaguchi, Il male non esiste, premiato al Festival di Venezia con il Leone d’Argento,  Fuori Orario presenta i suoi due film precedenti Il gioco del destino e della fantasia e Drive My Car. Pur essendo attivo come regista e sceneggiatore fin dal 2008 (ha lavorato anche con Kiyoshi Kurosawa, di cui è stato allievo), è stato scoperto in Italia molto tardivamente, a seguito dei premi ottenuti proprio dai pluripremiati film di questa notte, una vera e propria rivelazione che ha consacrato Hamaguchi come un nuovo maestro.  In realtà Hamaguchi era considerato internazionalmente uno dei nomi più importanti almeno da Happy Hour e Asako I e II. Fuori Orario continuerà a esplorare l’opera del regista   nel corso del prossimo anno.

In Drive My Car Yusuke Kafuku, attore e regista teatrale, sta cercando di riprendersi dopo una terribile tragedia familiare che due anni prima ha sconvolto la sua vita. Accetta di allestire un proprio adattamento di Zio Vanja di Anton Čechov all’interno di un festival che si svolge a Hiroshima. Il metodo di lavoro per cui è famoso prevede una troupe di attori internazionali in cui ciascuno recita nella sua lingua. A Hiroshima fa la conoscenza di Misaki, una ragazza che il festival gli assegna come chauffeur per tutto il periodo in cui lavorerà alla messa in scena dello spettacolo. Anche Misaki ha dei conti in sospeso con il proprio passato…

“…. Non è tanto il teatro a interessarmi, quanto la recitazione, il fatto di appropriarsi di un testo, di interpretarlo… Il caso sconvolge l’ordine delle cose, le certezze, la vita quotidiana, e a partire di lì due opzioni sono offerte al personaggio: o ritrovare l’ordine che esisteva precedentemente, oppure creare un ordine nuovo. Il caso provoca una rimessa in questione che conduce a una definizione più precisa di quello a cui vogliono tendere i personaggi…La mia grande influenza per quanto riguarda il sentimento amoroso è Eric Rohmer, nel quale la questione del desiderio e dei sentimenti – condivisi oppure no – è resa percettibile attraverso gli spostamenti degli attori, la distanza che egli stabilisce – o non stabilisce – tra di loro, il modo in cui uno si avvicina o si allontana dall’altro”. (Ryusuke Hamaguchi)

IL GIOCO DEL DESTINO E DELLA FANTASIA                               

(Guzen to sozo, Giappone, 2021, col., dur., 121’, v. o. sott., it.)

Regia: Ryusuke Hamaguchi

Con: Kotone Furukawa, Kiyohiko Shibukawa, Katsuki Mori, Aoba Kawai, Ayumu Nakajima, Hyunri, Shouma Ka

Mentre Drive My Car è tratto dai racconti di Haruki Murakami, Wheel of Fortune and Fantasy è basato su una serie di appunti originali scritti da Hamaguchi per dei possibili racconti che invece, sviluppati, sono poi diventati la sceneggiatura del film. La traduzione letterale del titolo originale giapponese è “Caso e immaginazione”.

Il film è suddiviso in tre episodi, che ruotano ciascuno intorno a un personaggio femminile. Come tre movimenti di un brano musicale, raccontano le storie di un triangolo amoroso inaspettato, di una trappola di seduzione fallita e di un incontro che nasce da un malinteso. Il film costruisce poco a poco un organismo unico che riflette sulle nozioni di tempo e spazio e che culmina nel contesto fantascientifico dell’ultimo episodio. Coincidenza, destino, scelta, rimpianto: sono loro i veri protagonisti del film.

“ Trovo straordinaria quella scintilla irripetibile che si crea ad ogni ripresa. Trovo che gli attori abbiano una parte dentro di loro che si stanca sempre di più ripetendo una sequenza, mentre un’altra parte, al contrario, brilla. Penso che la ragione per cui non perdono quella scintilla fino alla fine potrebbe essere perché hanno interiorizzato la lettura. Poi, con il taglio finale, cerco di mettere insieme quelle scintille.” (cit., tratta da, The power of the word, Interview with Ryusuke Hamaguch, Film Parlato, n. 16)

 

Sabato 30 dicembre dalle 1.40 alle 7.00

CINEMA ANNI VITA (1)

EPIFANIE DI JONAS MEKAS

a cura di Roberto Turigliatto

AS I WAS MOVING AHEAD OCCASIONALLY I SAW BRIEF GLIMPSES OF BEAUTY. PRIMA VISIONE TV

(USA, 2000, col., durata: prima parte 130’, seconda parte 143, v.o. sott., it.)

Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Jonas Mekas

Con: Jonas Mekas, Hollis Melton, Oona e Sebastian Mekas. E con Nam June Pik, Hllis Framton, Georges Maciunas, Peter Kubeka, Stan Brakhage, P. Adam Sitney.

Copia restaurata nel 2022 dal Lithuanian Film Center in collaborazione con Lithuanian Culture Institute

«I miei film-diario dal 1970 al 1999. Coprono il mio matrimonio, i bambini sono nati, li si vede crescere. Spezzoni di vita quotidiana, frammenti di felicità e bellezza, viaggi in Francia, Italia, Spagna, Austria. Stagioni dell’anno che attraversano New York. Amici, vita in casa, natura, ricerca incessante di momenti di bellezza e celebrazione della vita – amicizie, sensazioni, brevi momenti di felicità, bellezza. Niente di straordinario, niente di speciale, cose che proviamo tutti durante le nostre vite. Ci sono molte didascalie che riflettono i miei pensieri del periodo. La colonna sonora consiste in musica e suoni registrati per lo più nello stesso periodo da cui provengono le immagini. Qualche volta parlo sul mio registratore, mentre monto queste immagini, adesso, a distanza di tempo. Il film è anche la mia poesia d’amore per New York, le sue estati, i suoi inverni, le strade, i parchi. È il film Dogma definitivo, prima della nascita di Dogma». (Jonas Mekas)

Il film-diario più lungo di Jonas Mekas, il capolavoro che l’autore ci ha regalato alla soglia dei suoi 80 anni.  «Il titolo, corroborato dai numerosi commenti sparsi in voice over, insiste sul concetto che il continuo scorrere della vita sia irradiato da flash di euforia, “un’epifania dietro l’altra”, per esprimersi con David James a proposito dello stile di Mekas.(…) L’insistenza sulla gravità di questi momenti descrive non solo il marchio della sua regia ma insinua anche che le illuminazioni di bellezza e felicità si stagliano su uno sfondo di angoscia protratta.  Nel corso della sua carriera Mekas ha accumulato con cura immagini di sé stesso. Più volte ha messo la macchina da presa su un cavalletto per scattare un ritratto formale. Gli ultimi minuti di As I Was Moving Ahead… sono così carichi di questi autoritratti che la loro frequenza annuncia l’imminente conclusione del lungo lavoro. Dopo l’ultima delle tre apparizioni della didascalia “in quel momento mi sono ricordato di ogni cosa, a frammenti” –ha inserito un brevissimo scorcio del battesimo di Una Abraham (la prima scena con titolo, nel Capitolo Uno), segnalando che l’arco della memoria abbraccia tutto il film (…)».  (P. Adam Sitney)

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#SENTIERISELVAGGI21ST N.17: Cover Story THE BEAR

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